Il carrello della spesa mai così caro dal 1986

Il carrello della spesa non aumentava tanto dal 1986. Allora il rincaro arrivò al 7,2%, oggi è al 6,7% (dal 5,7% di aprile)

Il carrello della spesa mai così caro dal 1986
Il carrello della spesa mai così caro dal 1986. Il carrello della spesa non aumentava tanto dal 1986. Allora il rincaro arrivò al 7,2%, oggi è al 6,7% (dal 5,7% di aprile). L’Istat ha comunicato il dato definitivo sull’inflazione di maggio, i prezzi aumentano dello 0,8% su base mensile del 6,8% su base annua. L’aumento dei prezzi riguarda, però, l’intera Unione europea. Infatti, considerando tutti i Paesi membri, a maggio secondo Eurostat si raggiunge la cifra record di un’inflazione all’8,8,%. Ad aprile era stata dell’8,1%.

Aumenti che potrebbero proseguire per tutta l’estate, secondo l’Ufficio studi di Confcommercio: “Non si dovrebbero osservare significative discese” e, dunque, “sono confermati i rischi per un’inflazione al 7% circa per l’anno in corso“. Anche il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha detto che la discesa inizierà solo dal 2023.

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L’Unione nazionale consumatori e il Codacons hanno calcolato un “salasso” per le famiglie italiane che va dai 2.300 euro ai 2.700 euro l’anno (per una coppia con due figli).

L’aumento su base annua si deve ai prezzi di diverse tipologie di prodotto e in particolare dei Beni energetici (+42,6%), dei Beni alimentari (+7,1%), e di quelli lavorati (+6,6%).

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha detto che “c’è bisogno di una riforma fiscale degna di questo nome, visto che più dell’85% delle persone, pensionati e lavoratori, ha un reddito inferiore ai 30mila euro. Non servono 200 euro, è un primo passo, ma le bollette e l’inflazione hanno già determinato quasi una mensilità, che è partita“.

Secondo Coldiretti, in Italia l’inflazione corrisponderà a un aumento dei costi annui per circa 320 euro a famiglia. Tra i beni alimentari la verdura costerà circa 80 euro in più, pane, pasta e riso 60 euro in più, carne e salumi 55 euro in più.

Secondo Assoutenti, invece, l’inflazione corrisponderà a un aumento dei costi annui per circa 550 euro di spesa in più. Il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, ha detto: “Il governo deve adottare misure straordinarie a tutela delle famiglie e dell’economia, bloccando subito il prezzo dei carburanti e ricorrendo a tariffe amministrate per i beni primari come gli alimentari e l’energia“.

Sempre secondo Coldiretti, poi, per la filiera agroalimentare gli effetti sono devastanti: “Il 30% delle aziende si trovano costrette in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi, al +90% dei mangimi e al +129% per il gasolio”.

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