I contributi economici per i profughi ucraini e per chi li ospiterà

In attesa che l’Europa stanzi fondi per i milioni di rifugiati ucraini in fuga, molti Paesi Ue, tra cui Italia, hanno messo in moto la “macchina dell’accoglienza”

I contributi economici per i profughi ucraini e per chi li ospiterà
I contributi economici per i profughi ucraini e per chi li ospiterà. In Europa sono arrivati circa 4 milioni di profughi ucraini e altri 6-7 milioni potrebbero presto varcare la frontiera. Così, in attesa che l’Europa stanzi fondi per i milioni di rifugiati in fuga, molti Paesi Ue, tra cui Italia, hanno messo in moto la “macchina dell’accoglienza“.

Il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, che è a Bruxelles per discutere dell’emergenza umanitaria, ha detto: “i vari governi stanno utilizzando un sistema d’immediato intervento nei confronti delle famiglie che stanno ospitando i profughi ucraini arrivati nei nostri Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, tramite i comuni e il commissario per la Protezione civile, stiamo valutando un contributo economico“. Il ministro degli Interni ha, inoltre, ricordato che sono circa 1 milione e mezzo i bambini che hanno lasciato l’Ucraina.

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A quanto ammonta il contributo italiano

Il contributo che in Italia verrà dato ai profughi si ricava dall’ordinanza che sta mettendo a punto la Protezione Civile: si parla di un “contributo di autonoma sistemazione” che oscilla tra 300 e 350 euro per ogni profugo ucraino adulto titolare della protezione temporanea e di 150 euro per ogni minore. Invece, per un nucleo familiare di 1 adulto e 2 bambini l’importo potrebbe arrivare a 600 euro, mentre in caso di 4 minori potrebbe salire a 900 euro. Nel decreto viene stabilito che il contributo di autonoma sistemazione potrà essere erogato per un massimo di 60mila persone e per una durata di 90 giorni.

Diverso sarà, invece, il trattamento per l’assistenza diffusa destinato alle associazioni del terzo settore che hanno cura dei profughi nelle loro strutture (o in famiglie selezionate dalle stesse associazioni). La cifra stanziata dovrebbe essere di circa 30 euro al giorno e verrà gestita direttamente dalle associazioni che cureranno anche i percorsi di inserimento. Si tratta, per ora, di circa 15mila persone.

Infine, sono stati stanziati 152 milioni per le Regioni come contributo forfettario per garantire l’accesso dei profughi ucraini al sistema sanitario nazionale (per un massimo di 100 mila persone).

Cosa sta facendo l’Europa?

A Bruxelles, grazie alla direttiva sulla “protezione temporanea” adottata per la prima volta nella storia dell’Ue, il Consiglio europeo ha messo a punto un piano in 10 punti per aiutare i profughi e venire incontro alle richieste dei Paesi che stanno affrontando l’emergenza.

Rispetto ai primi giorni del conflitto i numeri stanno calando (infatti, dai 100-200 mila al giorno siamo ora a 40-50 mila), ma la situazione è allarmante e i ministri dell’Interno dell’Unione discuteranno anche di come ripartire i 100 mila che sono in Moldavia.

Nel pacchetto di misure c’è anche la messa a punto di una piattaforma comune di registrazione dei profughi. Un portale comune per combattere gli eventuali abusi e che permetterà di organizzare i trasferimenti dei profughi dagli Stati maggiormente sotto pressione a quelli che offriranno volontaria accoglienza. Nella piattaforma, però, non entreranno solo i profughi che arrivano dall’Ucraina, ma tutti i profughi che arrivano dal Sud dell’Europa.

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