Flat tax: cos’è e come funziona? Vantaggi e svantaggi

Cos’è la flat tax e come funziona la tassa unica al 15%? Cosa cambia rispetto all’attuale sistema di tassazione Irpef? Vantaggi e svantaggi

Flat tax: cos’è e come funziona? Vantaggi e svantaggi
Riforma Irpef del 2020. La novità in arrivo del 2020? Si parla di riforma Irpef per le famiglie e cresce la curiosità dei contribuenti interessati a capire come funziona la flat tax: la tassa unica al 15%, che dovrebbe sostituire l’attuale sistema di tassazione Irpef. Sarebbe la riforma della tassazione sui redditi delle famiglie (con un’imposta fissa con aliquota del 15%).

  • Cosa cambia rispetto all’attuale sistema di tassazione Irpef?
  • Vantaggi e svantaggi quali sono?
  • Serve la flat tax (“tassa piatta” ad aliquota unica) oppure conviene ridurre la tassazione progressiva Irpef sui redditi da lavoro?

Dopo il servizio di Report, che ha mostrato l’insuccesso della “tassa piatta” nei Paesi in cui è stata introdotta, è bene analizzare non solo la definizione, ma anche i risvolti pratici.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

Partiamo subito col dire che a volere l’introduzione della flat tax (con aliquota al 15% secondo la Lega, e al 23% secondo FI), è stata la coalizione di centrodestra.

Cos’è la flat tax?

Viene definita “tassa piatta” e andrebbe a sostituire le attuali 5 aliquote Irpef e i 5 scaglioni di reddito.

La proposta originaria

Per il rispetto del principio della proporzionalità dell’imposta e secondo quanto previsto dall’art. 53 della Costituzione, è prevista l’introduzione di due scaglioni: da 0 a 35 mila euro e da 35 mila a 50 mila euro (per i quali è prevista l’applicazione di una deduzione fissa pari a 3.000 euro).

Ai contribuenti del primo scaglione la deduzione si applica a famiglie e single. Ai contribuenti del secondo scaglione, con redditi pari o superiori a 35.000 euro, spetta soltanto per i familiari a carico. Infine, ci sarebbe l’esenzione totale per i redditi più bassi (una no tax area per i redditi fino a 7.000 euro).

La proposta dalla Lega

La proposta dalla Lega è definita come la “più estrema“, con la flat tax al 15% per tutti (persone fisiche e società).

Come cambierebbe il sistema di tassazione sui redditi secondo quanto previsto dal programma della Lega?

Esempi per capire come funziona la Flat tax con aliquota al 15%

Single con un reddito annuo pari a 20.000 euro:

  • 20.000 euro (reddito lordo) – 3.000 euro (deduzione) = 17.000 euro (reddito imponibile).
  • 17.000 euro x 15% (aliquota flat tax) = 2.550 euro (imposta dovuta).

Famiglia con un reddito annuo pari a 37.000 euro e con due figli:

  • 37.000 euro (reddito lordo) – 9.000 euro (deduzione) = 28.000 euro (reddito imponibile).
  • 28.000 euro x 15% (aliquota flat tax) = 4.200 euro (imposta dovuta).
La proposta di Forza Italia

La proposta di Forza Italia, portata avanti da Berlusconi dal 1994, consiste in una flat tax al 23%, con un’esenzione fiscale per i redditi fino a 12.000 euro e con sistemi di detrazioni e deduzioni per famiglie e redditi bassi.

Vantaggi e svantaggi

Secondo i fautori della proposta, i vantaggi sarebbero tre:

  • Riduzione della pressione fiscale sia per le famiglie che per le imprese;
  • Contrasto all’evasione fiscale;
  • Semplificazione del sistema con la razionalizzazione delle attuali detrazioni.

Secondo i critici della proposta, la flat tax porterebbe svantaggi:

  • Minori entrate per lo Stato;
  • Rischio di avvantaggiare i più ricchi;
  • Legge ad alto rischio incostituzionalità.
La flat tax attuale?

Al momento, la flat tax (introdotta per la prima volta con la Legge di Bilancio 2015 – Legge numero 190/2014) è operativa solo per i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario (un regime agevolato privo di Irpef, addizionali, IVA, Irap e non soggetto a studi di settore o ISA).

Il Governo, con l’ultima Legge di Bilancio per l’anno 2019, ha innalzato il fatturato limite a tutti i contribuenti del regime forfettario: il limite è 65.000,00 euro, a prescindere dal tipo di attività svolta. Sul fatturato viene applicato un coefficiente di redditività. Il coefficiente viene moltiplicato per i ricavi/compensi incassati al fine di ottenere il reddito fiscale.

Su questo reddito si applica la flat tax, che può essere:

  • Del 5% per le nuove attività;
  • Del 15% per le attività già operative.
Flat tax per le famiglie dal 2020

La fase 2 della flat tax sarebbe dovuta partire dal 2020. L’imposta fissa del 15% sarebbe stata applicata esclusivamente alle famiglie con redditi fino a 55.000 euro. Per i contribuenti ai quali sarebbe stata applicata la nuova imposta fissa sarebbero venuti meno le attuali detrazioni e deduzioni fiscali Irpef, sostituite dall’agevolazione unica di 3.000 euro.

Si farà o non si farà la Flat tax?

In base a quanto previsto dal contratto di governo M5S-Lega, la riforma fiscale Irpef prevedeva la flat tax (il superamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche con l’introduzione della tassa piatta applicata ai redditi attraverso una aliquota al 15%). Flat tax diventata, poi, una dual tax da applicare a scaglioni di reddito distinti per famiglie, imprese, partite IVA, società, professionisti, così da ridurre la pressione fiscale.

Cosa prevedeva la riforma?

  • Flat tax al 15% per partite IVA nel regime forfettario con ricavi fino a 65.000 euro;
  • Flat tax al 5% per start up;
  • Flat tax al 20% per le partite IVA per i ricavi eccedenti da 65.000 euro a 100.000 euro.

Il governo a maggioranza M5s e Pd ha fatto chiaramente capire che non c’è posto per Flat tax in legge di Bilancio, in quanto ritenuta ad esclusivo vantaggio dei più ricchi. Quindi, il governo Conte bis baserà la sua riforma fiscale su nuove aliquote IRPEF 2020 e un addio alla flat tax.

Le misure della nuova Manovra sono:

  • Addio alla flat tax al 20% per le partite IVA;
  • Mantenimento della flat tax al 15% e 5% per le start up;
  • Riduzione aliquote IRPEF 2020;
  • Cuneo fiscale 2020;
  • Salario minimo;
  • Lotta all’evasione fiscale;
  • Estensione della fattura elettronica al regime forfettario per chi ha ricavi sopra i 30.000 euro.
Manovra 2020

Per effetto della Manovra 2020, sono stati introdotti nuovi paletti per chi intende fruire del regime agevolato. Sarebbero 554.902 (dati dalla somma dei 285.333 autonomi che nelle dichiarazioni Iva di aprile 2019 hanno optato per il nuovo regime forfettario e le 269.569 nuove iscrizioni che hanno aderito al regime a dicembre) i soggetti che potrebbero uscire dal regime forfettario. Questo perché non esiste soltanto il paletto dei ricavi (che devono essere inferiori a 65 mila euro annui per poter permanere nella tassazione al 15%). Saranno esclusi dal regime forfetario sia coloro che parallelamente al lavoro da libero professionista hanno anche redditi derivanti da lavoro dipendente superiori a 30 mila euro l’anno, sia coloro che nell’anno precedente hanno dovuto sostenere spese superiori ai 20 mila euro per il lavoro accessorio.

Il dati forniti dall’Osservatorio del lavoro mostrano un incremento di circa 40 mila soggetti (+11%) rispetto al 2018. Analizzando nel dettaglio le variazioni per classi di età, sono i soggetti con oltre 65 anni (+25,8% rispetto al 2018) e i lavoratori adulti (+19,7%) a trainare l’aumento annuale.

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