Qual è la differenza tra Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza

Differenza tra Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza: importo, composizione del nucleo familiare, reddito massimo, quote affitto e mutuo, obblighi connessi al lavoro e alle attività di politica attiva

Qual è la differenza tra Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza
Differenza tra Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza. Dal 6 marzo 2020 è possibile presentare la domanda per ottenere il Reddito di cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza sia tramite sito ufficiale, sia tramite Poste italiane o Caf.

La domanda che molti si pongono è: che differenza c’è tra Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza? Secondo la guida dell’Inps, le regole della PdC sono le stesse del Rdc tranne alcune.

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Le differenze
  • Il Reddito di Cittadinanza è destinato alle persone in età lavorativa, mentre il Pensione di cittadinanza è destinato alle famiglie di anziani in difficoltà economica.
  • Gli importi riconosciuti ai nuclei familiari sono differenti: cambia la quota base, la quota finalizzata al pagamento dell’affitto e del mutuo, e il calcolo del reddito massimo del nucleo familiare.
  • Chi appartiene a un nucleo familiare beneficiario della Pensione di Cittadinanza è esonerato dagli obblighi di politica attiva di lavoro (ad es. accettazione di un’offerta di lavoro congrua; obbligo di firmare il patto per il lavoro e di partecipare agli incontri di orientamento alle attività di formazione e riqualificazione e di ricerca attiva d’impiego, ecc.).
  • Gli appartenenti al nucleo familiare beneficiario devono essere composti solo da over 67, oppure da disabili gravi o non autosuffici. (Se in famiglia una persona non ha compiuto i 67 anni, non è disabile grave o non autosufficiente, il nucleo avrà diritto al reddito di cittadinanza ma non alla pensione di cittadinanza).
  • Il limite di reddito familiare per ottenere la Pensione di Cittadinanza è più elevato rispetto a quello previsto per i nuclei familiari beneficiari di Rdc. (Il limite di reddito di un nucleo familiare composto da una sola persona è pari a 7560 euro annui. Invece per gli aventi diritto al reddito di cittadinanza è di 6mila euro annui. Se il nucleo familiare è composto da più componenti si può arrivare a 15.876 euro annui per la Pensione di Cittadinanza. Invece è di 12.600 euro annui per il Reddito di Cittadinanza. Se nel nucleo familiare vi sono anche disabili gravi o non autosufficienti, si può arrivare a 13.200 euro in caso di famiglia beneficiaria di Rdc. Invece è di 16.632 euro annui di reddito per la Pdc).
  • In entrambi i casi, sia a coloro i quali spetta il Reddito di Cittadinanza, sia per quanto riguarda la Pensione di Cittadinanza, deve essere rispettato un limite di reddito Isee (9.360 euro per un solo componente, 19.656 in caso di famiglie numerose, 20.592 euro in caso di famiglie numerose con disabili gravi o non autosufficienti).
  • Pensione e Reddito di Cittadinanza sono corrisposte mensilmente su carta Rdc/Pdc, una carta prepagata rilasciata dalle Poste e ricaricata dall’Inps.
Importi di Pensione e Reddito di Cittadinanza

Gli importi di Pensione e Reddito di Cittadinanza sono determinate da due quote.

Le due quote del Reddito di Cittadinanza:

  • La prima quota ha una soglia massima di 6mila euro annui (500 euro al mese per il singolo componente; 12.600 euro in presenza di più componenti; 13.200 euro annui se nella famiglia c’è un disabile grave).
  • La seconda quota è riconosciuta ai nuclei familiari che pagano l’affitto dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, sino a un massimo di 3.360 euro.

Le due quote della Pensione di Cittadinanza:

  • La prima quota ha una soglia massima di 630 euro al mese (7.560 euro annui per il singolo componente; 15.876 euro annui in presenza di più componenti; per i nuclei familiari con disabili gravi o non autosufficienti, è previsto un incremento dell’importo massimo della quota base da 1.323 euro a 1.386 euro mensili).
  • La seconda quota è riconosciuta ai nuclei familiari che pagano l’affitto o il mutuo dell’abitazione, ed è pari al canone annuo previsto dal contratto di affitto, o alla rata del mutuo, sino a un massimo di 1.800 euro.

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