APE social: cos’è e come funziona

APE social (o APE sociale): cos’è, come funziona, requisiti, a chi spetta, quando e come fare domanda, novità pensioni

APE social: cos'è e come funziona
APE social. L’anticipo pensionistico, noto come APE (Anticipo Pensionistico Social), è un progetto sperimentale che consente il prepensionamento a specifiche categorie di lavoratori che abbiano raggiunto almeno i 63 anni di età.

La durata della sperimentazione era stata inizialmente fissata al 31 dicembre 2018. E’ stata, poi, prorogata dall’articolo 18 del DL 4/2019 sino al 31/12/2019 e dall’articolo 1, co. 473 della legge 160/2019 (Legge di bilancio per il 2020) sino al 31/12/2020. Verrà ulteriormente prologata fino al 31 dicembre 2021.

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Il sussidio economico è stato introdotto dall’articolo 1, co. 179 della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017). Regolato dal DPCM 88/2017 e dalla Circolare INPS 100/2017, si rivolge agli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi e la gestione separata dell’INPS.

APE social (o APE sociale): novità

Novità su l’APE social (o APE sociale): per la prossima Legge di Bilancio si sta studiando un modo per estendere la platea di beneficiari, includendo anche i lavoratori più esposti al rischio di contagio da Covid-19. Quindi, oltre alle 4 categorie (disoccupati, invalidi, caregiver e lavori usuranti) potrebbero essere aggiunti quei lavoratori che soffrono di patologie (malattie oncologiche, cardiovascolari, e immunodeficienze) tali da essere potenzialmente più esposti a conseguenze gravi in caso di nuova ondata di contagi. La misura tiene conto dell’impossibilità per le aziende di poter ricorrere allo smart working per queste categorie di lavoratori cosiddetti sensibili.

APE social (o APE sociale): cos’è

Cos’è l’APE social (o APE sociale): abbreviazione di “Anticipo Pensionistico Social“, è una misura sperimentale che agevola l’uscita anticipata dei lavoratori dal mondo del lavoro. Consente ai lavoratori con almeno 63 anni e 30 anni di contributi versati, di andare in pensione in anticipo, senza ulteriori costi.

Consiste in un sussidio di accompagnamento alla pensione, entro un tetto massimo di 1.500 euro lordi (circa 1.200 euro netti), erogato per 12 mensilità e non rivalutabile in base dall’inflazione. Il sussidio è a carico dallo Stato, quindi non si tratta di una prestazione previdenziale, ma di un aiuto economico elargito a soggetti in particolare stato di bisogno.

L’indennità:
  • E’ pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione se inferiore a 1.500 euro;
  • E’ pari a 1.500 euro nel caso in cui la pensione calcolata al momento di accesso all’APE sociale sia pari o superiore a 1.500 euro.
APE social (o APE sociale): come funziona

Come funziona l’APE social (o APE sociale): consiste in una prestazione (erogata dall’INPS) ai soggetti che possiedono determinati requisiti previsti dalla legge.

Possono accedere al trattamento i soggetti che, oltre ad essere iscritti ad una delle indicate forme di previdenza, abbiano cessato l’attività lavorativa, risultino residenti in Italia, non siano titolari di alcun trattamento pensionistico diretto ed abbiano compiuto almeno 63 anni di età.

Il lavoratore interessato deve presentare un’apposita domanda all’INPS entro una certa scadenza.

Il beneficio è subordinato alla cessazione dell’attività di lavoro. E’ possibile svolgere attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto se i relativi redditi non superino gli 8.000 euro lordi annui, e svolgendo attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro lordi annui.

L’Istituto, poi, eroga un’indennità:
  • Fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia;
  • Fino al conseguimento della pensione anticipata (o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia).
APE social (o APE sociale): a chi spetta

A chi spetta l’APE social (o APE sociale): possono fare richiesta i lavoratori dipendenti (del settore pubblico o privato), i lavoratori autonomi, e i parasubordinati iscritti alla Gestione Separata INPS, che si trovino in una delle condizioni individuate dal legislatore.

  • Disoccupati involontari (licenziati), invalidi civili e caregivers: almeno 63 anni e 30 di contributi versati;
  • Lavoratori gravosi: almeno 63 anni e 36 anni di contributi versati.
APE social (o APE sociale): requisiti
Requisiti dell’APE social (o APE sociale):

Invalidi: l’erogazione dell’indennità può essere concesso ai lavoratori dipendenti o autonomi con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%.

Lavori gravosi: i lavori definiti gravosi riconosciuti come tali sono passati da 11 a 15 (l’estensione ha riguardato gli operai agricoli, i lavoratori della pesca, i marittimi e gli impianti siderurgici). E’ stato, inoltre, abolito il vincolo della tariffa INAIL superiore al 17 per mille ed è stato aumentato il periodo di ricerca della continuità dell’attività gravosa (se fino alla fine del 2017, il lavoratore era tenuto a dimostrare di aver svolto l’attività gravosa per almeno 6 anni negli ultimi 7, dal 1 gennaio 2018, ha la possibilità di ottenere l’Ape social con almeno 7 anni di attività gravosa negli ultimi 10 anni).

Sono:

  • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • Conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • Conciatori di pelli e di pellicce;
  • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • Conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche o ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • Addetti all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • Professori di scuola pre-primaria;
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • Operai siderurgici;
  • Braccianti agricoli;
  • Lavoratori marittimi;
  • Pescatori.

Caregivers: rientrano nei beneficiari anche i lavoratori (dipendenti o autonomi) che assistono da almeno 6 mesi (al momento della domanda):

  • Il coniuge;
  • Un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104).
  • Un parente (o un affine) di secondo grado convivente qualora i genitori (o il coniuge) della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Disoccupati: lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione (a seguito di un licenziamento individuale o collettivo), dimissioni per giusta causa (o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria). Invece, per i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione perché il loro contratto a termine è scaduto, l’APE sociale è concessa solo a condizione che nei 3 anni precedenti alla cessazione del rapporto, abbiano lavorato come dipendenti per almeno 18 mesi e che abbiano terminato la fruizione totale della disoccupazione come ad esempio la Naspi, l’Aspi o all’indennità di mobilità da almeno 3 mesi.

Lavoratrici madri: a partire dall’1 gennaio 2018, le lavoratrici madri hanno diritto a un ulteriore “sconto” di un anno per ogni figlio, entro un massimo di 2 anni.

APE social (o APE sociale): quando fare domanda

Quando fare domanda per l’APE social (o APE sociale): la richiesta va presentata dopo aver maturato i requisiti previsti dalla legge. Prima ancora della richiesta riguardante la prestazione bisogna, però, presentare la domanda per il riconoscimento di accesso alla prestazione. La domanda per il riconoscimento di accesso alla prestazione e quella relativa alla prestazione vera e propria devono essere presentate in via telematica.

La scadenza entro il quale presentare la richiesta è stata ufficializzata dall’INPS:
  • Entro il 31 marzo (prorogato all’1 giugno a seguito della pandemia): è la prima finestra temporale disponibile per la presentazione delle domande.
  • Entro il 15 luglio (e non oltre il 30 novembre): è la seconda finestra temporale disponibile per la presentazione delle domande.
L’INPS comunica ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande entro il:
  • 30 giugno 2020 (per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 31 marzo 2020);
  • 15 ottobre 2020 (per le domande di verifica delle condizioni presentate entro il 15 luglio 2020);
  • 31 dicembre 2020 (per le domande di verifica delle condizioni presentate oltre il 15 luglio 2020, ma entro il 30 novembre dello stesso anno).

In caso di esito positivo dell’iter e dove sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, la prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso.

APE social (o APE sociale): come fare domanda
Come fare domanda per l’APE social (o APE sociale):
  • Tramite Patronato;
  • Attraverso il portale web dell’INPS (se in possesso delle credenziali di accesso).

Il servizio è disponibile seguendo il percorso: “Domanda di prestazione pensionistica: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione” -> “Nuova domanda“.

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