Quanti tipi di violenza esistono?

Tutte le forme di violenza previste dalla legge: dalla fisica a quella sessuale, da quella verbale alla psicologica, dalla morale a quella sui minori

Quanti tipi di violenza esistono?
Quanti tipi di violenza esistono? I casi di violenza previsti dalla legge penale italiana sono tantissimi. Si va dalla violenza psicologica alla violenza sessuale, dalla violenza privata agli atti di violenza e prevaricazione in famiglia (o sul luogo di lavoro), dalla violenza verbale (che può sfociare nei reati di minaccia o di diffamazione) a quella persecutoria. Senza dimenticare le aggravanti previste sui soggetti indifesi.

I principali tipi di violenza previsti dal nostro Codice penale sono:
  • Violenza fisica;
  • Violenza psicologica;
  • Violenza sessuale;
  • Sequestro;
  • Violenza privata;
  • Violenza verbale;
  • Persecuzioni;
  • Violenza religiosa;
  • Violenza ai danni dei minori.

In tutti i casi di violenza è possibile sporgere una querela entro 3 mesi da quando si ha avuto consapevolezza del reato. Il termine, invece, è di 1 anno per la violenza sessuale. La querela può essere sporta in polizia, dai carabinieri o con un atto depositato alla Procura della Repubblica.

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I tipi di violenza
Violenza fisica

Nella violenza fisica, a seconda che la condotta lasci o meno i segni nella vittima (ossia ferite o che si comportamenti violenti ma senza ripercussioni sulla salute altrui), si parla dei reati di:

  • Percosse: schiaffo, spinta, pizzicotto, tirata di capelli, calcio, piccolo graffio che non abbiano conseguenze sulla vittima;
  • Lesione personale: dal pugno all’utilizzo delle arti di combattimento per far male a una persona, dall’impiego di armi improprie (come un martello) all’investimento del pedone tramite l’auto. A seconda della gravità delle conseguenze si parla di lesioni lievi o gravi.
Violenza psicologica

La violenza psicologica non lascia segni sul corpo, ma è invece rivolta a colpire la libertà morale e la dignità di una persona, a svilirne la personalità e a umiliarla.

Si parla dei reati di:

  • Maltrattamenti in famiglia: la vittima è un componente del nucleo familiare, anche un convivente. Consiste in umiliazioni, aggressioni verbali, privazione di libertà, disinteresse nei confronti dei bisogni del coniuge, minacce, ingiurie e diffamazioni;
  • Abuso dei mezzi di correzione: quando il comportamento violento del genitore ai danni del figlio è isolato e non ripetuto, non scatta il reato di maltrattamenti ma di abuso dei mezzi di correzione;
  • Maltrattamenti sul luogo di lavoro (o “mobbing”): consiste in minacce, offese ripetute, comportamenti volti a umiliare la vittima, emarginarla, allontanarla dall’ambiente di lavoro fino a provocarne l’isolamento o, nel peggiore dei casi, le dimissioni. Quando il “mobbing” è meno grave, si parla di “straining“;
  • Circonvenzione di incapaci: consiste nell’usare artifici e raggiri ai danni di persone con ridotta capacità di comprendere il mondo attorno a sé. Lo commette chi, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusa dei bisogni, delle passioni o dell’inesperienza di una persona minore, o dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona.
Violenza sessuale

Il reato di violenza sessuale comprende qualsiasi atto di intrusione nell’altrui sfera sessuale. Quindi, è punibile chi palpeggia le natiche alla vittima, chi avvicina la mano al seno, chi tenta di baciare impedendo alla vittima di sottrarsi al gesto, la richiesta di materiale hard via Internet sotto minaccia o ritorsione (la violenza sessuale non necessita di contatto fisico).

Sequestro di persona

Prendere in “ostaggio” una persona, indipendentemente dal tempo in cui si consuma tale condotta, è un reato molto grave. Si tratta del sequestro di una persona effettuato con qualsiasi forma.

Violenza privata

La violenza privata è una “limitazione della capacità di scelta dell’individuo“. Cioè, si obbliga l’individuo a sottostare a una determinata circostanza, a subirla e a non potersi sottrarre ad essa. Secondo il Codice penale: “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a 4 anni“.

Violenza verbale

Nella violenza verbale vi rientrano i reati di:

  • Minaccia: una persona prospetta ad un’altra un male ingiusto per indurla a fare (o non fare) un determinato comportamento Non rientra nella minaccia il voler esercitare un diritto (come la denuncia);
  • Ingiuria: qualsiasi appellativo rivolto a svilirne l’onore. Non è più un reato ma un illecito civile che può comportare il risarcimento del danno e una sanzione da pagare allo Stato;
  • Diffamazione: si compie in assenza della vittima e consiste nel parlare male di questa alle sue spalle.
Persecuzioni

Le persecuzioni possono consistere in 2 diversi reati:

  • Molestie: disturbare una persona in un luogo pubblico, con telefono, sms, citofono, ecc..
  • Stalking (o atti persecutori): comportamento ossessivo ai danni di una persona, realizzato con condotte reiterate, minacce o molestie.
Violenza religiosa

Deridere l’altrui religione non è reato, ma bestemmiare contro il Dio di una religione qualsiasi (non solo quella cristiana) è un illecito amministrativo per il quale si rischia una sanzione pecuniaria. L’illecito scatta solo in caso di offese alla divinità e non ai santi e alle altre figure connesse alla religione.

Violenze ai danni dei minori
  • Atti sessuali contro minori: avere un rapporto sessuale con un minore di 14 anni è reato;
  • Corruzione di minore: costringere un minore ad assistere ad atti sessuali altrui;
  • Sottrazione di minore: chi sottrae un minore di 14 anni al genitore;
  • Violenze psicologiche ai minori in una crisi di coppia: un genitore parla male dell’altro, lo denigra e ne svilisce la figura agli occhi del figlio per metterlo contro di esso. Può consistere anche nel rifiuto di far incontrare il genitore con il figlio;
  • Bullismo e cyberbullismo: comportamenti aggressivi (fisici e psicologici) che il cosiddetto “bullo” mette in atto nei confronti di una persona che non è in grado di difendersi. Sono considerati atti di bullismo insulti, offese, piccoli furti, percosse, minacce, ecc..

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