Cos’è l’amore platonico?

Amore platonico: cos’è, significato, origine, cosa significa, perché si dice così

Cos'è l'amore platonico?
Cos’è l’amore platonico. Amore platonico è un’espressione usata molto di frequente per riferirsi a un amore impossibile o irraggiungibile. E’ un amore non carnale e passionale, una relazione che predilige le sfere dell’animo e dell’intelletto umano.

Un’ipotetica origine viene fatta risalire a Marsilio Ficino, che nel XV secolo avrebbe coniato il termine “amor platonicus” come sinonimo di “amor socraticus“, che indicava il rapporto morale ed intellettuale tra Socrate e i suoi allievi, descritto nel “Simposio di Platone“.

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Definizione di amore platonico

La definizione di “amore platonico” è quella di un “amore che va al di là della componente sessuale e fisica, restando puramente spirituale“.

Nel corso del tempo, però, l’espressione è diventata anche sinonimo di un “amore puro e casto, che rimane mentale e non si tramuta in azione“.

Significato di amore platonico

Il termine “amore platonico” nel corso della storia è stato il fulcro della concezione dell’amore di alcuni movimenti letterari, alla base dell’amore romantico o anche dell’amor cortese, fatto solo di sentimento e non dell’atto sessuale. In questi casi, la figura della donna veniva idealizzata e l’amore non era concepito come amore fisico, ma rimaneva relegato alla sfera spirituale e potenziale.

Nell’epoca moderna, invece, ha assunto anche un senso figurato, ad intendere qualcosa che si ama o si vuole moltissimo, ma che non si ha intenzione di prendere o non si può ottenere.

L’amore platonico può, però, diventare anche una condizione psicologica, che tende ad idealizzare la relazione e la persona che abbiamo di fronte.

Origine del termine amore platonico

L’origine del termine risale all’antica Grecia e al pensiero di Platone, filosofo greco tra i più importanti della storia (vissuto ad Atene tra il 428 e il 348 a.C).

Platone teorizza l’amore platonico nel “Simposio“, una delle sue opere più famose e tra i suoi dialoghi più conosciuti. In quest’opera Platone, per bocca di Socrate, esprime il suo pensiero su Eros, il dio dell’amore.

Secondo quanto esposto nell’opera, Eros sarebbe un demone figlio di Pòros (l’espediente, l’ingegno) e Penìa (la povertà). Durante i festeggiamenti per la nascita di Afrodite, Pòros si ubriaca e si addormenta nei giardini di Zeus. Penìa, nella speranza di generare un figlio, approfitta del momento di ubriachezza di Pòros e giace con lui. Dalla loro unione nasce Eros, l’amore, che assume una connotazione sia positiva che negativa. Infatti, è figlio del bisogno e della passione, ma prende vita dall’assenza e da ciò che non possediamo.

Partendo da questo discorso, Platone arriva a parlare dell’amore per la conoscenza.

Perché si dice amore platonico

Le lingue moderne riprendono l’espressione da “Marsilio Ficino” che usa il termine “amor platonicus” nel XV secolo ad indicare un amore diretto agli aspetti intellettuali e morali, invece che a quelli fisici. Questa espressione viene utilizzata dall’autore come sinonimo di “amor socraticus” che nel “Simposio” indica il legame affettivo di Socrate con i suoi allievi (l’affetto che si sviluppa tra il maestro e i suoi discepoli).

Gli amori platonici più famosi
Dante e Beatrice

La donna amata da Dante Alighieri e conosciuta come Beatrice in realtà era figlia di Folco Portinari e si chiamava Bice. Dante e Beatrice si incontrano la prima volta quando hanno solo 9 anni, poi la seconda volta quando hanno 18 anni e si salutano. Dante a quel punto non può più fare nulla perché Beatrice sposerà Simone dei Bardi e morirà di parto pochi anni dopo. Dante inserisce la sua amata all’interno dei Canti del Paradiso nella sua Divina Commedia.

Paolo e Francesca

Il loro amore è talmente travolgente che Dante Alighieri inserisce la loro storia nel Canto V dell’Inferno dedicato ai Lussuriosi. Francesca da Polenta era stata data in sposa allo zoppo Giovanni detto Gianciotto Malatesta, fratello di Paolo. Francesca, però, per un malinteso, si innamora di Paolo pensando fosse il fratello e l’amore diventa così forte da fare ingelosire lo sposo. Gianciotto per vendetta ucciderà i 2 amanti.

Petrarca e Laura

Francesco Petrarca incontra la donna che chiamata “Laura” il dì sesto del mese di aprile del 1327 nella chiesa di Avignone quando stava tornando dalla Messa del Venerdì Santo. Petrarca nomina la ragazza “Laura” in onore alla pianta che per il Dio della poesia Apollo era sacra. Petrarca perde completamente la testa per questa donna definita bellissima e somigliante a una creatura trascendentale. Le poesie dedicate al suo amore sono raccolte tutte all’interno del “Canzoniere” (uno dei suoi testi letterari più importanti).

L’amore virtuale

Le coppie nate in modo “virtuale” sono, ormai, diventata la regola. Sono tantissime, infatti, le relazioni nate grazie ai social e alle dating app. Alcuni, però, tendono a lasciare la relazione nel “virtuale” senza mai incontrarsi dal vero. Questi amori si possono, in parte, definire platonici perché si tende a idealizzare l’altra persona, evitando il confronto con la vita al di là dello schermo. Tuttavia, l’amore platonico non è solo questo.

10 segnali per riconoscere l’amore platonico
  • Si idealizza l’altro/a: in una relazione platonica si mitizza completamente l’altro dando una forma perfetta alla bellezza. Non è solo la bellezza estetica, ma la bellezza di immaginarsi avvolti in una relazione che non esiste o che esiste parzialmente. Se la possibilità di relazione c’è, il confine tra amore platonico e amore totale è superato. Viceversa, se questa relazione non esiste, l’amore è circoscritto alla fantasia.
  • Non si conosce bene l’altro/a: alcuni innamoramenti nascono con l’idea che l’altro/a è per come lo/a vorrei e non per quello che è realmente. Così, l’infatuazione scivola nell’ossessione e viene vissuto nell’immaginario, nonostante l’altro/a non lo desideri o lo consideri infattibile.
  • Non è detto che non sia corrisposto: quello corrisposto può avere lo spazio per trasformarsi in amore passionale. Ovviamente dev’esserci una corrispondenza tra il nostro pensiero e quello dell’altro.
  • È perfetto e senza difetti: mentre nella vita di coppia si conoscono pregi e difetti di entrambi, nell’amore platonico i punti dolenti non vengono contemplati e si sminuiscono.
  • Non vi siete mai incontrati: nell’epoca dei social non sono rari gli amori a distanza, né innamorarsi di qualcuno che non hai mai visto realmente, ma con cui hai solo chiacchierato anche per lungo tempo.
  • Spesso ci sono reali impedimenti: alcuni impedimenti possono essere così grandi da essere insormontabili. Ci sono persone che s’innamorano di personaggi famosi, altre di persone che non hanno mai incontrato dal vivo.
  • Di solito non viene esplicitato: nella relazione platonica c’è il “racconto” all’altro delle nostre emozioni e sentimenti. Tutti e 2 sanno di provare qualcosa per l’altro, ma per non rovinare l’“incantesimo”, tutto rimane sospeso e non si trasforma nell’atto fisico.
  • La realtà fa perdere la magia: innamoramenti platonici che durano mesi o anni, nel momento in cui si trasformano, terminano nel giro di pochissimo tempo. Questa situazione può accadere anche nelle infatuazioni classiche, ma nella relazione platonica, la trasformazione al concreto, può far perdere la magia del mentale.
  • Amici o innamorati: amore platonico significa riconoscere la bellezza, la sincerità dell’altro e il feeling emotivo. È sapere che si corre su binari paralleli, ma che i treni seguono una propria direzione. Una “friendzone” voluta e accettata da entrambi, ma dove il sentimento è importante.
  • Chiediti se ti fa soffrire: l’amore porta sempre grande gioia, ma anche difficoltà che cerchiamo di superare e di utilizzare per la nostra crescita personale. Nell’amore platonico, invece, si ammira la bellezza e la sofferenza non è presente. Quando questa compare, è perché il confine con l’amore fisico è superato e pretendiamo di più.
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