Non è vero che un no-vax terrapiattista ha preso in ostaggio il Presidente della commissione federale svizzera per le vaccinazioni

Open.online, Fanpage, Repubblica, HuffPost e altri hanno pubblicato una notizia che si è rivelata parzialmente non verificata


Da molti giornali italiani (tra cui Open.online, Fanpage, Repubblica, HuffPost ed altri) è stata diffusa la notizia del rapimento di Christoph Berger, Presidente della commissione federale svizzera per le vaccinazioni. Vicenda che si è risolta con il rilascio di Berger e l’uccisione da parte della polizia del rapitore, un 38enne tedesco, a seguito di una colluttazione. Fin qui è tutto vero. Alcuni giornali italiani, però, hanno fornito titoli e dettagli sull’accaduto non verificati e fantasiosi.

Sui giornali svizzeri, invece, non ci sono riferimenti a no vax e a terrapiattisti.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

La vittima del rapimento, Christoph Berger, si è espresso così sull’accaduto: “L’autore del gesto, che fino ad allora non conoscevo, mi ha avuto in suo potere per almeno un’ora. In questo tempo mi ha messo di fronte alla richiesta di una notevole somma di denaro. L’obiettivo dell’autore era soltanto economico“. Questa è l’unica testimonianza ufficiale. Sui media svizzeri non c’è scritto da nessuna parte che il 38enne tedesco autore del rapimento sia un no vax terrapiattista.

Da dove è saltato fuori il no vax terrapiattista?

Byoblu ha contattato i giornalisti di “La Regione(un giornale svizzero) e sono venuti a sapere che la polizia svizzera ha disposto la custodia cautelare su un altro tedesco, di 34 anni, che si trovava in un altro cantone (distante dal luogo del rapimento). Questo personaggio aveva fondato 2 anni fa una società commerciale insieme al rapitore. Questa persona di 34 anni (secondo le ricostruzioni) avrebbe partecipato ad alcune manifestazioni contro il Governo svizzero per la gestione dell’emergenza sanitaria. Quindi, probabilmente, i giornali che hanno intitolato in quel modo, hanno confuso il rapitore con il socio in affari. Addirittura è stato scambiato il rapito con l’amico del rapitore.

Abbiamo appreso la notizia dal famigerato Byoblu. Scandaloso, vero?

Open.online

Open è un giornale che si definisce un “fact-checker indipendente che fornisce costantemente un corretto servizio di informazione” considerato fra i migliori da Newsgard (la startup che analizza i siti di informazione con l’obiettivo di combattere bufale e fake news). Open è, inoltre, un giornale partner ufficiale di Facebook. Quindi, Facebook censura e marchia come fake tutto ciò che Open etichetta come tale.

E’ imbarazzante, quindi, notare come il sito Open, in pochi giorni, abbia diffuso diverse notizie sugli eventi in Ucraina che si sono rivelate o false o non verificate.

Ad evidenziarlo è stata la rivista Panorama, diretta da Maurizio Belpietro. Sono 4 le notizie apparse su Open che la giornalista di Panorama, Elisabetta Burba, descrive come false.

  • La prima riguarda l’immagine della donna sfregiata da una svastica. La foto era, secondo Open, stata scattata a Irpin e gli autori della tortura erano i russi. Fonti: una deputata ucraina e consigliere del capo dell’ufficio di Zelensky. La vicenda, però, si dimostra incorretta e i tweet pubblicati dai 2 con foto annessa, sono spariti. La donna torturata era in realtà a Mariupol, all’interno di una base del battaglione neo-nazista Azov. Tutto comprovato da chi ha scattato la foto. Così Open ha rettificato, ma senza fare cenno al battaglione Azov.
  • La seconda riguarda una storia (inventata) del cugino di una giornalista ucraina: una famiglia torturata, donne stuprate, una bambina sfregiata da una Z. A riportare l’incorrettezza dell’informazione è la stessa giornalista il giorno dopo, che chiede di non arrabbiarsi con suo cugino. Anche in questo caso Open è costretto a rettificare.
  • La terza rigurda la foto dell’unità militare responsabile del massacro di Bucha. Vengono accusati dei ragazzini innocenti di essere degli assassini. L’articolo si rivela, però, uno scatto del 2019, di giovani soldati sorridenti al loro primo giorno di leva. Oggi i ragazzi sono stati congedati e non hanno mai messo piede in Ucraina. Open non ha ancora rettificato.
  • La quarta, e ultima, riguarda l’accusa della vice presidente ucraina: “la Russia sta utilizzando forni crematori per bruciare i corpi di donne e bambini“. Per ora, però, non esiste alcuna prova che queste affermazioni siano vere.

Abbiamo appreso la notizia da Bel Pietro. Scandaloso, vero?

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