In Germania si parla di “effetti avversi gravi” dopo la vaccinazione anti-covid?

Secondo il Paul Ehrlich Institute, il rischio di effetti collaterali della vaccinazione è superiore a quanto dichiarato dal Ministero della Salute

In Germania si parla di effetti avversi gravi dopo la vaccinazione anti-covid?
In Germania si parla di “effetti avversi gravi” dopo la vaccinazione anti-covid?Una persona su 5.000 è colpita da gravi effetti avversi dopo l’inoculazione di un vaccino anti-Covid“, ha inizialmente comunicato il Ministero della Salute tedesco, sul proprio profilo Twitter, corredando il post con tanto di link e invitando i cittadini a segnalare reazioni sospette al Paul Ehrlich Institut (PEI), l’equivalente dell’Aifa.

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Poi, dopo numerose segnalazioni da parte degli utenti e dopo che Twitter aveva indicato il tweet come “fuorviante” (bloccando condivisioni, like e commenti), il Ministero lo ha cancellato e sostituito con una correzione e con le informazioni del PEI. Infatti, il ministero aveva parlato di effetti collaterali gravi in 1 persona su 5000, ma le ricerche del PEI si basano sul numero di dosi, e non di pazienti.

Nel messaggio originale (ora non più disponibile) si leggeva che “Una persona su 5000 riporta effetti collaterali gravi dopo una vaccinazione COVID19“. Secondo il Paul Ehrlich Institut, invece, gli effetti collaterali segnalati ammontano a “1,7 casi per 1000 dosi per tutti i vaccini combinati, 0,2 su 1000 dosi per quanto riguarda gli effetti collaterali gravi“.

Il PEI calcola le segnalazioni in base alle dosi somministrate e alle persone vaccinate. Quindi, il rischio di effetti collaterali gravi non corrisponde a 1 persona vaccinata su 5000, ma, a seconda del vaccino, si aggira intorno a 1 caso su 2500 con le vaccinazioni di base, 1 su 1667 per chi ha ricevuto la terza dose e 1 su 1250 per chi ha ricevuto la quarta dose.

Si tratta, però, di eventi riportati come associati al vaccino, ma non ancora sottoposti a verifica né in quanto a nesso di causalità, né in quanto a grado di severità. Quindi, le denunce potrebbero andare dal grave attacco di asma, ad una dissenteria acuta, sino ad altri effetti molto più gravi.

La classificazione degli effetti avversi

In Europa, l’uso di questa terminologia è regolata da quanto stabilito nella Medical Directory of Regulatory Activities (MedDRA), che stabilisce quando un evento avverso può definirsi comune, frequente, raro e così via.

La classificazione attuale (obbligatoria in UE e negli USA) è:
  • Molto comune: più di un caso ogni 10 trattati;
  • Frequenti: tra 1 e 10 su 100;
  • Occasionale: tra 1 e 10 casi ogni 1000 trattati;
  • Raro: Un caso ogni 1000-10.000;
  • Molto raro: Meno di un caso su 10.000 trattati;
  • Casi isolati: La frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili.
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