Chi c’è dietro gli attivisti di “Ultima Generazione”?

“Ultima Generazione” è la versione italia di “Extinction Rebellion”. E’ un movimento “non violento” che chiede la dichiarazione di emergenza climatica dei governi

Chi c'è dietro gli attivisti di Ultima Generazione
Chi c’è dietro gli attivisti di “Ultima Generazione”? Ultima generazione è da giorni al centro di polemiche. Dall’imbrattare opere d’arte fino all’occupazione di arterie stradali di importanza strategica, come per il Grande raccordo anulare (GRA) che circonda la Capitale d’Italia.

Ultima generazione” non ha mai negato che le proprie azioni siano di disturbo. Sono azioni che obbligano a intervenire, anche soltanto per spostare di peso i corpi di chi ha scelto di sedersi e bloccare il traffico mattutino. Disturbo oggi e disturbo domani, il governo primo poi dovrà intervenire. Questa è l’idea dietro alle tante azioni di disturbo, senza mai sfociare nella violenza, che praticano quelli di Ultima generazione.

Le persone all’interno dell’organizzazione sono perfettamente consapevoli di creare non solo disturbo, ma anche scandalo e questo perché le loro pratiche sono sia di grande impatto emotivo, come incollarsi alle opere d’arte.

Allo stesso tempo, però, sono azioni fortemente criticate e osteggiate, spesso non capite o per necessità di lavoro, tempo e quotidianità. In più occasioni, infatti, è stato fatto notare a Ultima generazione che il cittadino medio non sopporta e non comprende tali iniziative che creano disturbo al cittadino e che non arrivano al governo o ai politici che rappresentano gli stessi cittadini. A rimetterci sono direttamente i cittadini bloccati nel traffico, impossibilitati a raggiungere il lavoro, la scuola del figlio o il medico per una visita.

L’obiettivo, però, è far parlare degli obiettivi comuni che Ultima generazione.

Cos’è Extinction Rebellion?

Ultima Generazione” è la versione italia di “Extinction Rebellion“. Extinction Rebellion (abbreviato in XR) è un movimento socio-politico nonviolento che chiede ai governi, attraverso azioni diretta e disobbedienza civile nonviolenta, di controllare la crisi climatica, di fermare la perdita di biodiversità e di non minimizzare il rischio di estinzione umana a causa del collasso ecologico e sociale.

Extinction Rebellion è stata fondata nel Regno Unito nel maggio 2018. Circa un centinaio di accademici hanno firmato un invito all’azione nell’ottobre 2018.

Nel novembre 2018 a Londra sono stati compiuti vari atti di disobbedienza civile. Durante una delle ribellioni, che è durata dal 15 al 25 aprile 2019, XR ha occupato 4 zone al centro di Londra (Oxford Circus, Marble Arch, Waterloo Bridge e tutta l’area intorno alla Parliament Square).

Negli anni le manifestazioni si sono moltiplicate toccando anche Parigi, Amsterdam, Madrid, Delhi, New York, Buenos Aires e più di 60 città nel mondo.

Dall’ottobre del 2019 i vari gruppi locali italiani hanno iniziato ad organizzare azioni dirette, anche di disobbedienza civile, a livello nazionale. Le persone aderenti al movimento si autodefiniscono “ribelli”.

Traendo ispirazione da movimenti locali come Occupy, il movimento indipendentista di Gandhi, le suffragette e Martin Luther King e altri nel movimento per i diritti civili, Extinction Rebellion vuole radunare supporto in tutto il mondo intorno a un senso comune di urgenza per affrontare il collasso climatico. Gli attivisti hanno accettato di essere arrestati e di finire in prigione (simili alle tattiche di arresto di massa del “Committee of 100” nel 1961).

Il logo usato è il simbolo dell’estinzione, una clessidra rappresentante il poco tempo rimasto, racchiusa in un cerchio che indica il pianeta, creato nel 2011 dall’artista britannico ESP.

Quali sono le richieste di Extinction Rebellion:
  • Il Governo deve dire la verità sul clima e sull’emergenza ecologica in generale, invertire le politiche incoerenti e lavorare al fianco dei media per comunicare con i cittadini.
  • Il Governo deve adottare misure politiche giuridicamente vincolanti per ridurre le emissioni di carbonio allo zero netto entro il 2025 e ridurre i livelli di consumo.
  • Deve essere resa operativa un’assemblea nazionale dei cittadini per supervisionare i cambiamenti, come parte della creazione di una democrazia adatta allo scopo.
Chi sono gli attivisti di “Ultima generazione”

Ultima generazione” è la versione italiana di Extinction Rebellion e sta portando avanti la terza richiesta di Extinction Rebellion.

Per raggiungere gli obiettivi preposti hanno deciso di optare per la disobbedienza civile non violenta. Una disobbedienza che pagano sulla loro pelle. Infatti, per i blocchi stradali vengono comminate delle multe molto alte che intaccano i loro beni. Le denunce penali per ora riguardano i fogli di via che vanno da 1 a 6 mesi (dipende da quante volte il soggetto è stato fermato in città), ma dopo la denuncia e il processo potrebbe arrivare una condanna da 1 a 6 mesi.

Dicono che non vogliono fare controcultura, educazione o risvegliare le coscienze perché “non c’è tempo e soprattutto perché crediamo che le persone siano già sensibili a questi temi, ma vivono in un contesto che non permette loro di soddisfare questi bisogni“. Quello che vogliono fare è creare un dibattito pubblico sul tema della crisi ecologica.

I dati

Allo stato attuale in mancanza di una seria mitigazione, si prevede che fino a 1/3 della popolazione globale potrebbe vivere in una zona con la temperatura media superiore a 29°C (come nel deserto del Sahara). Questi cambiamenti riguarderanno il Nord Africa, parti della Cina Meridionale e le regioni mediterranee (quindi anche Grecia, Spagna e Italia).

Sembra ormai certo che entro la fine del 2030 supereremo 1.5°C di aumento di temperatura globale.

Potremmo raggiungere tra i 2°C e i 3°C di aumento globale della temperatura tra i prossimi 20 e 40 anni ed è possibile che presto fino a 3.5 miliardi di persone si ritroveranno a vivere in terre inabitabili.

Tutto questo sta già avendo effetti anche in Italia. Il 2021 è stato definito l’anno nero dell’agricoltura italiana. Quest’anno, invece, ci sono stati oltre 1500 eventi climatici estremi tra alluvioni, gelate tardive e ondate di calore che hanno causato il calo del 27% della frutta, del 90% del miele e del 80% dell’olio.

Chi c’è dietro “Ultima generazione” (e Extinction Rebellion”)?

In Italia ci sono quelli di “Ultima generazione“, in Gran Bretagna c’è il gruppo “Extinction Rebellion“, in Francia c’è “Derniere renovation“, in Germania “Letzte Generation“. Al vertice di questa rete diffusa in tutto il mondo ci sarebbe il “Climate emergency fund“, una holding globale con sede a Beverly Hills e finanziata da multimiliardari.

E’ stata fondata nel 2019 da Trevor Nielson, un uomo d’affari, investitore, imprenditore e filantropo americano. È co-fondatore, presidente e amministratore delegato di WasteFuel, azienda che produce combustibili rinnovabili utilizzando tecnologie collaudate per affrontare l’emergenza climatica e rivoluzionare la mobilità.

E’ stato portavoce di Bill Gates, che gli aveva anche affidato importanti progetti come l’International Aids Vaccine Iniziative’, e ha collaborato Goorge Soros, Ted Turner, Barack Obama.

Margaret Klein Salamon, direttrice esecutiva del Climate emergency fund, ha dichiarato: “Noi finanziamo il reclutamento, la formazione, le spese legali e le azioni. Il movimento deve agire come se la verità fosse reale, impiegando comunicazioni di emergenza“.

Maddalena Loy, autrice di un’inchiesta pubblicata su La verità, ha detto: “C’è una rete ufficiale che si chiama A22 ed è finanziata da questo ‘Climate emergency fund’ e sotto questa rete ci sono i loghi di tutte queste associazioni tra cui in Italia Ultima generazione. Tutto è alla luce del sole, tutto è pubblico. Tranne l’entità dei finanziamenti e soprattutto la suddivisione. L’impressione è che questi attivisti siano l’ultimo anello della catena. Non voglio neanche mancare di rispetto ma forse non sono neanche consapevoli di tutto quello che c’è sopra di loro. Quello che non è chiaro sono gli importi totali, che nessuna di queste associazioni pubblica“.

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