ANSA – LANDER NOVA-C (SOPRANNOMINATO ODYSSEUS) ATTERRA SULLA LUNA

Atterrato sulla Luna il lander Nova-C (soprannominato Odysseus). E’ il primo allunaggio nella storia fatto con un mezzo privato

Il lander Odysseus della società privata statunitense Intuitive Machines ha compiuto con successo un allunaggio controllato sulla Luna, segnando un importante traguardo nella storia dell’esplorazione spaziale. Questo evento storico rappresenta il primo allunaggio controllato effettuato da un’azienda privata e il primo di un veicolo spaziale statunitense dal lontano 1972, durante la missione Apollo 17.

Il lander Odysseus, senza equipaggio a bordo, ha raggiunto il suolo lunare utilizzando un sistema automatico di navigazione. L’allunaggio è stato preceduto da un periodo di attesa, durante il quale i tecnici di Intuitive Machines hanno monitorato attentamente il veicolo spaziale dal centro di controllo sulla Terra. Dopo alcuni minuti, è stato confermato il successo dell’allunaggio quando il lander ha iniziato a trasmettere segnali verso la Terra.

Questo risultato è stato ottenuto grazie ai sofisticati sistemi di navigazione e alle tecnologie avanzate impiegate nel lander Odysseus. Il veicolo spaziale, parte della classe di veicoli Nova-C sviluppati da Intuitive Machines, ha una massa di quasi 2 tonnellate, un diametro di 2 metri e un’altezza di circa 3 metri. La missione IM-1, come è stata denominata, ha lo scopo principalmente di dimostrare le capacità di allunaggio automatico del sistema e di trasportare strumentazioni scientifiche e esperimenti sulla Luna.

La missione di Odysseus fa parte del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, che mira a inviare sulla Luna piccoli robot automatici per esplorare il suolo lunare e raccogliere dati scientifici. Questo programma rappresenta un cambio di paradigma nell’esplorazione spaziale, coinvolgendo attivamente aziende private nella progettazione e nell’esecuzione di missioni spaziali.

Intuitive Machines ha ricevuto un finanziamento di 118 milioni di dollari dalla NASA per la missione IM-1, che prevede il trasporto di sei strumenti scientifici sulla Luna. Tra questi strumenti vi è una speciale fotocamera progettata per riprendere la nube di polveri sollevata durante l’allunaggio, fornendo così importanti informazioni per le future missioni di esplorazione lunare.

L’area scelta per l’allunaggio di Odysseus, nelle vicinanze del cratere Malapert A, è di grande interesse scientifico poiché si ritiene possa contenere risorse preziose come acqua ghiacciata. Queste risorse potrebbero essere cruciali per le future missioni spaziali con equipaggio umano o per la costruzione di basi lunari.

SCIENZE

ANSA – RITROVATI FRAMMENTI DI UN METEORITE DI ORIGINE SCONOSCIUITA A BERLINO

Sono stati ritrovati a Berlino frammenti di un meteorite dall’origine sconosciuta. I frammenti, chiari e “traslucidi”, non sono come i classici meteoriti neri e potrebbero essere di grande valore scientifico. Si tratta di Aubriti, una classe di meteoriti rarissimi (solo 80 su 70.000) che potrebbero provenire addirittura da Mercurio. La scoperta è stata effettuata da un team di ricercatori del SETI Institute in California. L’asteroide 2024 BX1 è stato scoperto solo tre ore prima di cadere a Berlino. Le sue dimensioni erano inferiori al metro, ma il suo impatto ha illuminato il cielo e ha fatto il giro del mondo in video. La composizione degli Aubriti è unica e non corrisponde ad altre fonti conosciute. Alcuni scienziati ipotizzano che questi meteoriti provengano da Mercurio, ma la teoria è ancora controversa. La traiettoria di 2024 BX1 non esclude l’ipotesi che l’asteroide sia stato in orbita tra Marte e Giove dopo l’ipotetica espulsione da Mercurio miliardi di anni fa. I frammenti di 2024 BX1 sono di grande valore scientifico e potrebbero aiutare a risolvere un dibattito astronomico che dura da decenni.

Altre notizie:

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WIRED – LA NASA VUOLE PRODURRE ENERGIA NUCLEARE SULLA LUNA

La Nasa guarda all’energia nucleare per alimentare la sua presenza duratura sulla Luna. L’agenzia spaziale americana sta infatti valutando diverse proposte per la costruzione di un reattore a fissione nucleare in grado di fornire energia costante per 10 anni senza manutenzione umana. L’energia solare, principale fonte di energia sulla Terra, non è un’opzione praticabile sulla Luna. Il polo sud lunare, dove saranno stabiliti i centri di ricerca della missione Artemis, è in gran parte al buio e ogni punto del satellite sperimenta la “notte lunare”, un periodo di 14 giorni terrestri senza luce solare. L’assenza di atmosfera rende impossibile l’utilizzo di turbine eoliche, mentre la geotermia e i combustibili convenzionali non sono soluzioni affidabili o trasportabili. L’energia nucleare, con la sua capacità di generare energia dalla fissione degli atomi, si presenta come l’unica alternativa praticabile. La Nasa ha affidato a tre aziende lo studio di diverse soluzioni per la costruzione di un reattore nucleare lunare. L’obiettivo è quello di ottenere 40 kilowatt di energia, sufficienti per alimentare l’intero ecosistema scientifico e di esplorazione dell’agenzia sulla Luna. Le proposte in fase di valutazione sono riservate, ma la Nasa è fiduciosa che la competizione tra le aziende porterà a innovazioni e soluzioni creative. L’approccio ibrido pubblico-privato ha già dato buoni frutti in altri progetti spaziali, come le tute spaziali di Axiom Space e i lanci di SpaceX. La prima fase del progetto si concluderà nel 2025 con la selezione del miglior progetto di reattore nucleare. La costruzione del reattore inizierà subito dopo, con l’obiettivo di lanciarlo sulla Luna nei primi anni del prossimo decennio. Il reattore lunare sarà sottoposto a un test di 12 mesi, seguito da altri 9 anni di operatività. Se il progetto avrà successo, la Nasa avrà acquisito l’esperienza necessaria per portare la tecnologia nucleare su Marte entro il 2040.

LASTAMPA – NASA: LA LUNA SI STA RIMPICCIOLENDO

La Luna si sta rimpicciolendo: secondo la Nasa, il suo diametro si è ridotto di circa 50 metri negli ultimi anni. Un problema per l’agenzia aerospaziale americana, che sta lavorando al ritorno dell’uomo sulla Luna con la missione Artemis III. Il fenomeno è dovuto al progressivo raffreddamento del suo interno, che ha portato a una deformazione della superficie lunare e alla formazione di faglie. Le faglie sono spesso associate ad attività sismica, con terremoti lunari (lunamoti) che possono durare ore e avere effetti devastanti. La Nasa teme che i terremoti lunari possano mettere a rischio la sicurezza degli astronauti di Artemis III. Le faglie lunari sono infatti concentrate proprio in alcune delle aree candidate all’allunaggio. Per pianificare la missione Artemis III in modo sicuro, la Nasa ha bisogno di nuovi dati sismici sulla Luna. Questi dati saranno utilizzati per identificare le aree più stabili dove far atterrare gli astronauti e costruire gli avamposti permanenti. Lo studio della Nasa dimostra che la Luna è un corpo celeste dinamico e non statico come si pensava in passato. La sua superficie è in continua evoluzione e questo deve essere tenuto in considerazione per qualsiasi futura esplorazione umana del nostro satellite. La scoperta della Nasa apre nuovi interrogativi sul futuro dell’esplorazione spaziale. Se la Luna si sta rimpicciolendo e la sua superficie è instabile, sarà davvero possibile costruire insediamenti umani permanenti sul nostro satellite? La Nasa continuerà a studiare la Luna per comprenderne meglio i segreti e per trovare soluzioni ai problemi che potrebbero ostacolare l’esplorazione umana del nostro satellite.

WIRED – SCOPERTO IL BUCO NERO PIU’ ANTICO DI SEMPRE

Il James Webb Space Telescope (Jwst) ha appena scoperto il buco nero più antico di sempre, battendo così il suo stesso record. Il buco nero, che risale a 400 milioni di anni dopo il Big Bang, ovvero più di 13 miliardi di anni fa, ha una massa di circa un milione di volte quella del Sole. La scoperta è stata fatta da un team di ricerca internazionale, coordinato dall’Università di Cambridge, che ha utilizzato il telescopio spaziale per osservare la galassia GN-z11, una delle più antiche e distanti mai osservate. Grazie alla sensibilità del Jwst, gli astronomi sono stati in grado di rilevare la presenza di un buco nero supermassiccio al centro della galassia. La scoperta ha suscitato grande interesse tra gli astronomi, che stanno ancora cercando di capire come possa essersi formato un buco nero così massiccio in così poco tempo. Secondo i modelli standard, i buchi neri supermassicci si formano dai resti di stelle morte, che collassano e possono formare appunto un buco nero circa cento volte la massa della nostra stella. Tuttavia, le dimensioni di questo ultimo buco nero suggeriscono che potrebbero formarsi in altri modi: potrebbero nascere già “grandi” oppure crescere velocemente, divorando materia a una velocità cinque volte superiore a quanto ritenuto finora possibile.

LASTAMPA – SCOPERTO UN “GRANDE ANELLO” NELL’UNIVERSO

Un gruppo di ricerca dell’University of Central Lancashire nel Regno Unito ha rivelato la scoperta di una “struttura a grande scala dell’Universo” nota come Grande Anello, con un incredibile diametro di circa 1,3 miliardi di anni luce. Questa enorme entità cosmica, situata a circa 9 miliardi di anni luce dalla Terra, solleva interrogativi sulle attuali teorie dell’organizzazione dell’Universo. Tradizionalmente, l’Universo è concepito come un intreccio di galassie, ammassi e superammassi separati da vuoti. Tuttavia, scoperte come la Grande Muraglia di Sloan e l’Arco Gigante hanno già sfidato queste concezioni. Il Grande Anello, annunciato durante un convegno dell’American Astronomical Society, è ora in cima alla lista delle strutture cosmiche più imponenti. La sua identificazione è stata possibile grazie al Sloan Digital Sky Survey (SDSS), che ha permesso di analizzare la luce di quasar distanti, rivelando così la presenza di ammassi galattici in profondità. Questi dati, elaborati con algoritmi avanzati, hanno svelato la straordinaria portata del Grande Anello. Questa scoperta potrebbe sfidare il principio cosmologico, che sostiene che su larga scala l’Universo sia omogeneo e isotropo. Il Grande Anello e simili strutture potrebbero richiedere una revisione di queste teorie fondamentali, aprendo nuovi orizzonti nella comprensione dell’Universo. Mentre la ricerca cosmologica evolve, il Grande Anello ci invita a riconsiderare la vastità e la complessità dell’Universo che ci circonda.

WIRED – LA TERRA E’ ARRIVATA AL PUNTO DI MASSIMA VICINANZA AL SOLE

Il 3 gennaio la Terra ha raggiunto il punto di massima vicinanza al Sole. Intorno alle 5:30 del mattino, il nostro pianeta e la sua stella si sono trovati a 147 milioni di chilometri di distanza, circa 5 milioni di chilometri in meno rispetto alla distanza media. Questo fenomeno, noto come perielio, causa un aumento della velocità media con cui si muove la Terra di circa tremila chilometri all’ora. La velocità orbitale del nostro pianeta è infatti di 107.300 chilometri orari, ma durante il perielio sale a 110.700 chilometri orari. L’orbita della Terra intorno al Sole non è un cerchio perfetto, ma è un’ellisse. Questo significa che la distanza tra i due corpi celesti varia a seconda del momento dell’anno. Il perielio si verifica ogni anno il 3 o 4 gennaio, mentre l’afelio, il punto di massima distanza, si verifica il 5 o 6 luglio. L’attrazione gravitazionale del Sole fa sì che la Terra si muova più velocemente quando è più vicina alla stella e più lentamente quando è più lontana. Questo fenomeno è stato studiato dall’astronomo tedesco Giovanni Keplero, che nelle sue tre leggi della dinamica dei pianeti ha dimostrato che la velocità orbitale di un pianeta è inversamente proporzionale alla sua distanza dal Sole. L’aumento di velocità della Terra durante il perielio è un fenomeno significativo in termini astronomici, ma per la maggior parte delle persone è impercettibile. Tuttavia, durante il momento di massima vicinanza al Sole è possibile notare un cambiamento di temperatura e alterazioni della luce solare. Il prossimo perielio si verificherà il 3 gennaio 2025.

L’INDIPENDENTE – LA STELLA “DIAVOLO DELLA TASMANIA” E’ TORNATA IN VITA

Una stella morta è tornata in vita, e gli scienziati non riescono a spiegarsi come sia possibile. La stella, situata in una galassia distante circa un miliardo di anni luce dalla Terra, è stata soprannominata “Diavolo della Tasmania”. La stella è esplosa in una supernova, ma è poi tornata a brillare, emettendo radiazioni per mesi dopo l’esplosione. Questo fenomeno è stato chiamato “transiente ottico blu veloce e luminoso”. La scoperta è stata fatta da un team di 15 osservatori, tra cui la professoressa assistente della Cornell University Anna Ho. Ho ha dichiarato: “Nessuno sapeva davvero cosa dire. Non avevamo mai visto nulla del genere prima: qualcosa di così veloce e la luminosità così forte come l’esplosione originale, mesi dopo”. Gli scienziati stanno ancora cercando di capire come sia potuto accadere. Una possibile spiegazione è che la stella sia stata colpita da un’altra stella o da un asteroide. Un’altra possibilità è che la stella abbia sviluppato una nuova fonte di energia.

WIRED – RADIO TELESCOPIO IDENTIFICA IL RAGGIO COSMICO “AMATERASU”

Un radio telescopio avanzato ha individuato un raggio cosmico ad altissima energia, che ha colpito la Terra il 27 maggio 2021. Il raggio cosmico, chiamato “Amaterasu” in onore della dea del sole nella mitologia giapponese, ha un’energia di 1019 elettronvolt, il secondo valore più alto mai registrato. La sua origine è un mistero per gli astronomi, che non sono ancora certi di come possa essere stato generato. Una possibile spiegazione è che il raggio cosmico provenga da una stella morente, che ha emesso una particella ad altissima energia durante una supernova. Un’altra possibilità è che il raggio cosmico provenga da un buco nero supermassiccio, che abbia accelerato una particella fino a raggiungere velocità prossime a quella della luce. Qualunque sia la sua origine, il raggio cosmico Amaterasu è un enigma per l’astrofisica.

LEGGO – L’ALLARME DEGLI SCIENZIATI SULL’INCROCRIO TRA TEMPESTA SOLARE E INTERNET

Gli esperti, guidati dal professor Peter Becker della George Mason University, lanciano l’allarme sull’incrocio imminente tra l’incremento dell’attività solare e la dipendenza crescente dalla tecnologia. Una tempesta solare potrebbe innescare una “apocalisse di Internet”, minacciando reti elettriche, satelliti, cavi in fibra ottica, sistemi Gps e comunicazioni. Becker, ricordando l’evento di Carrington del 1859, avverte che l’impatto attuale potrebbe superare i danni causati allora. Il professore, monitorando costantemente il Sole, stima al 10% la possibilità di danni a Internet, sottolineando l’importanza della prevenzione contro un evento che potrebbe mettere a rischio la civiltà.

ASTRONAVI, SATELLITI, E ALTRO

CORRIERE – SATELLITE ERS-2 IN CADUTA LIBERA SULLA TERRA

Il satellite ERS-2 dell’ESA sta tornando verso la Terra in modo incontrollato e brucerà in atmosfera il 21 febbraio 2024 alle 21:53 (ora italiana). Non è possibile prevedere con certezza dove cadranno i frammenti del satellite, ma la probabilità di essere colpiti è estremamente bassa: 1 su 100 miliardi. Il satellite ERS-2 è stato lanciato nel 1995 e ha completato la sua missione nel 2011. Ha fornito dati preziosi sulla superficie terrestre, sugli oceani e sulle calotte glaciali. Il rientro del satellite è incontrollato perché ha esaurito il carburante. La maggior parte dei frammenti brucerà in atmosfera, ma c’è una piccola possibilità che alcuni frammenti più grandi possano raggiungere il suolo. La probabilità di essere colpiti da un frammento del satellite è estremamente bassa. Non ci sono motivi per preoccuparsi e non sono previsti danni a persone o cose. L’ESA ha adottato una politica di mitigazione dei detriti spaziali per evitare incidenti in futuro. I nuovi satelliti sono progettati per rientrare in modo controllato in aree remote del pianeta.

Altre notizie:

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WIRED – SAMANTHA CRISTOFORETTI GUIDERA’ LO SVILUPPO DI NAVETTE CARGO EUROPEE PER LE STAZIONI SPAZIALI

L’astronauta italiana Samantha Cristoforetti guiderà la Low Earth Orbit (Leo) Cargo Return Initiative dell’Esa per la creazione di un servizio di consegna merci da e verso le stazioni spaziali in orbita bassa. Il progetto rappresenta un primo passo verso un futuro veicolo europeo per il trasporto di equipaggi. Il sogno di AstroSamantha: “Sogno che l’Europa abbia la propria astronave, come gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e presto l’India”, ha dichiarato Cristoforetti. “Sogno equipaggi internazionali che volino nello spazio non solo su veicoli privati statunitensi, ma anche su veicoli europei”. Il progetto: L’iniziativa era stata annunciata a maggio 2023. La prima fase consisterà nella selezione di partner industriali europei per realizzare un primo volo dimostrativo verso la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) entro il 2028. L’idea è di sviluppare veicoli di trasporto merci adattabili al trasporto di astronauti. Attualmente l’Europa dipende da partner internazionali per il trasporto di carichi e astronauti nello spazio. In passato l’Esa ha già fornito servizi di questo tipo, come l’Automated Transfer Vehicle, che ha trasportato oltre 30.000 kg di merci sulla Iss tra il 2008 e il 2015. L’Europa ha le capacità per le operazioni di docking e di rientro dalle stazioni in orbita bassa. “Ora è giunto il momento per la nostra industria di mettere insieme tutti gli elementi e sviluppare un servizio end-to-end competitivo e conveniente”, ha affermato Cristoforetti. Prospettive a breve e lungo termine: A breve termine, l’Europa potrebbe sviluppare rapporti vantaggiosi con i fornitori delle future stazioni spaziali commerciali, assicurando il trasporto di merci in cambio di opportunità di ricerca e voli di astronauti. “Perché vogliamo essere partner, non solo clienti”, ha sottolineato Cristoforetti. A lungo termine, il veicolo cargo potrebbe diventare un veicolo per equipaggi o arrivare a servire destinazioni cislunari. “Non vediamo l’ora di ricevere le proposte industriali entro la fine di febbraio e poi selezionare i partner industriali che si imbarcheranno con noi in questa avventura di squadra!” ha concluso Cristoforetti.

TGCOM24 – OLEG KONOMENKO STABILISCE IL RECORD DI PERMAMENZA NELLO SPAZIO TRASCORRENDO IN ORBITA 878 GIORNI

Il cosmonauta russo Oleg Kononenko, 59 anni, ha ufficialmente stabilito un nuovo record mondiale di permanenza nello spazio, trascorrendo più di 878 giorni in orbita durante varie missioni. L’annuncio è stato fatto dall’Agenzia spaziale russa (Roscosmos) domenica scorsa. Kononenko, attualmente in missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dal settembre scorso, supera il precedente record detenuto dal cosmonauta russo Gennady Padalka. Il cosmonauta mira a raggiungere un totale di mille giorni nello spazio il 5 giugno, con la possibilità di accumulare un totale di 1.110 giorni entro la fine di settembre. Kononenko ha espresso il suo orgoglio per il successo e sottolineato l’importanza del record per la durata totale della permanenza umana nello spazio, sottolineando la tradizione russa nel campo. Attualmente, il record mondiale di permanenza ininterrotta nello spazio appartiene a un altro cosmonauta russo, Valeri Polyakov, che nel 1995 rimase a bordo della stazione spaziale russa Mir per 437 giorni.

WIRED – LA MISSIONE PER PRODURRE ENERGIA SOLARE NELLO SPAZIO

La prima missione per produrre energia solare nello spazio è stata un successo. Lo Space solar power demonstrator (Sspd-1), un prototipo spaziale sviluppato dal California Institute of Technology (Caltech), è tornato sulla Terra dopo un anno in orbita. Durante la sua missione, l’Sspd-1 ha condotto tre esperimenti per testare la tecnologia di produzione di energia. Uno degli esperimenti ha riguardato il dispiegamento di Dolce, una struttura di quasi due metri per due che è stata progettata per raccogliere energia solare. Dolce ha dovuto affrontare alcuni intoppi durante l’esperimento, ma gli ingegneri del Caltech sono riusciti a risolverli. Un altro esperimento ha riguardato la prova di 32 tipi diversi di celle fotovoltaiche. Gli ingegneri hanno scoperto che alcune celle sono più efficienti di altre, ma che tutte sono in grado di produrre energia solare in modo affidabile. Il terzo esperimento ha riguardato la trasmissione di energia solare dalla Terra. Il prototipo ha utilizzato una serie di trasmettitori di energia a microonde per trasmettere energia verso la Terra. I trasmettitori hanno funzionato correttamente, ma gli ingegneri stanno lavorando per migliorare le loro prestazioni. In generale, i risultati della missione Sspd-1 sono positivi. Dimostrano che la produzione di energia solare nello spazio è possibile e che questa tecnologia potrebbe essere un’importante fonte di energia pulita per il futuro. Il Caltech sta già pianificando la prossima missione, che sarà più grande e complessa dell’Sspd-1. Questa missione testerà nuove tecnologie e contribuirà a rendere la produzione di energia solare nello spazio più efficiente e conveniente.

ANSA – MISSIONE SPAZIALE SLIM DEL GIAPPONE RAGGIUNGE LA LUNA

Venerdì pomeriggio, la missione spaziale SLIM dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) ha compiuto un atterraggio controllato sulla Luna, rendendo il Giappone uno dei pochi paesi a tentare questa impresa. Tuttavia, si sono verificati imprevisti, in quanto i pannelli solari del lander non generano energia elettrica, impedendo il caricamento delle batterie. Il veicolo spaziale SLIM (Smart Lander for Investigating Moon) è stato lanciato il 6 settembre 2023 e ha raggiunto l’orbita lunare il 25 dicembre. I motori del lander sono stati attivati intorno alle 16 (ora italiana) di venerdì per iniziare la discesa controllata. Tuttavia, sono sorti dubbi sulla corretta orientazione del veicolo durante l’allunaggio, compromettendo i pannelli solari. La JAXA sta attualmente conducendo verifiche sulle condizioni degli strumenti del lander, che ha impiegato un sistema di navigazione automatica ad alta precisione. La sperimentazione di questo sistema era fondamentale per future missioni lunari. SLIM ha anche lanciato due lander più piccoli, LEV-1 e LEV-2, poco prima dell’allunaggio, i quali saranno oggetto di valutazioni simili nei prossimi giorni. Nonostante gli ostacoli tecnici, il successo di SLIM nel raggiungere la Luna rappresenta un importante passo avanti per il programma spaziale giapponese. La JAXA prevede ulteriori analisi e valutazioni per determinare le modalità d’uso del lander e risolvere le problematiche riscontrate durante questa missione cruciale per lo studio della Luna e lo sviluppo di tecnologie spaziali avanzate.

EURONEWS – LA NASA PRESENTA UN AEREO SUPERSONICO CHE NON FA RUMORE

La Nasa, in collaborazione con Lockheed Martin, ha presentato l’X-59, un aereo supersonico progettato per trasformare il volo sia militare che civile, distinguendosi per la sua caratteristica principale: il silenzio. Questo velivolo, frutto di un progetto iniziato nel 2018 con una sovvenzione di 248 milioni di dollari alla Lockheed Martin, è ancora in fase sperimentale e prevede un volo inaugurale entro l’anno. L’X-59 è concepito per raggiungere velocità intorno ai 1500 chilometri orari senza generare il tipico boom sonico associato ai voli supersonici. La riduzione del rumore rappresenterebbe un passo avanti significativo per la sicurezza e il comfort delle persone, nonché per la protezione dell’ambiente. Questo progetto rientra nell’iniziativa Quesst della Nasa, un programma che mira a dimostrare i vantaggi dei voli supersonici riducendo l’impatto sonico. Il design dell’X-59 e il suo peso di appena 6799 chilogrammi contribuiscono all’obiettivo di eliminare il boom sonico. La lunghezza di 30,38 metri e l’apertura alare di 9,02 metri conferiscono al velivolo un aspetto slanciato e moderno. In volo, l’aereo produrrà un rumore comparabile a quello della chiusura di una portiera d’auto, secondo quanto riportato dalla Lockheed Martin. Il programma Quesst prevede che, una volta completati i test di sicurezza, l’X-59 sorvolerà diverse città statunitensi a quote elevate per misurare il rumore prodotto e valutarne l’impatto sulla popolazione. I dati raccolti saranno presentati alle autorità di regolamentazione dell’aviazione statunitense per considerare l’abolizione del divieto di voli commerciali supersonici sopra le aree popolate. Nonostante le promesse di progresso, c’è un’opposizione ambientale ai voli supersonici. Gruppi ambientalisti, come Public Employees for Environmental Responsibility, hanno sollevato preoccupazioni sull’impatto climatico e sulle emissioni di gas serra derivanti da questo tipo di viaggi aerei. Mentre la tecnologia avanza per rendere i voli più sostenibili, l’industria aeronautica deve affrontare sfide significative per raggiungere obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità.

WIRED – LANCIATI I PRIMI SATELLITI STARLINK IN GRADO DI CONNETTERSI AI CELLULARI

SpaceX ha lanciato il primo stormo di satelliti Starlink per connettere direttamente i cellulari alla rete. Il servizio, che verrà testato nel corso dell’anno, è in collaborazione con la compagnia telefonica statunitense T-Mobile e altre società di telecomunicazioni di Australia, Canada e Giappone. In totale saranno coinvolti 840 satelliti, che trasmetteranno un segnale 4G a circa 2 mila smartphone non modificati. L’azienda ha spiegato che i satelliti funzioneranno come “torri telefoniche nello spazio”. Il test si svolgerà in tre fasi. Nella prima, che dovrebbe concludersi entro il mese di luglio, verrà verificata solo l’effettiva capacità di connessione diretta tra satelliti e smartphone e la stabilità del collegamento. Nella seconda fase, prevista entro la fine dell’anno, SpaceX punta a garantire l’attivazione dei servizi di messaggistica, mentre entro il 2025 potrebbero già arrivare anche le chiamate, la connessione dati e con l’internet delle cose. Se tutto dovesse funzionare come previsto, SpaceX potrà richiedere l’approvazione al governo degli Stati Uniti per lanciare il servizio commerciale. SpaceX è una delle diverse aziende che stanno lavorando a soluzioni per portare la connessione internet satellitare a banda larga su scala globale. Oltre a SpaceX, anche l’operatore telefonico Lynk e Amazon, con il suo Project Kupier, stanno tentando di accaparrarsi una quota di questo nuovo mercato.

ADNKRONOS – USA: LANCIATO CON SUCCESSO IL NUOVO RAZZO VULCAN

Il primo lancio del nuovo razzo Vulcan della joint venture United Launch Alliance (ULA) è stato un successo. Il razzo ha decollato da Cape Canaveral in Florida, negli Stati Uniti, alle 10:19 ora locale, trasportando oltre l’atmosfera terrestre la missione Peregrine per l’esplorazione della Luna con un lander per conto della NASA. Il lancio era atteso da tempo a causa di alcuni ritardi nello sviluppo di Vulcan, un razzo molto importante per l’esplorazione spaziale dagli Stati Uniti frutto della collaborazione tra le due grandi aziende aerospaziali Boeing e Lockheed Martin, che lavorano insieme nell’ambito di ULA. Il successo del lancio è una prima conferma dell’affidabilità di Vulcan, che sostituirà i precedenti lanciatori Atlas V e Delta IV, più costosi e meno efficienti. ULA ha già venduto più di 70 lanci con Vulcan, la maggior parte dei quali ad Amazon, che ha necessità di portare rapidamente in orbita centinaia di piccoli satelliti per attivare Project Kuiper, il proprio progetto per portare Internet dallo Spazio. ULA riceverà inoltre almeno un paio di commissioni da parte della United States Space Force, quindi per strumentazioni militari, ma a patto che anche il prossimo lancio di un Vulcan avvenga senza problemi. Peregrine raggiungerà la Luna nelle prossime settimane e se il suo lander toccherà regolarmente il suolo lunare avvierà alcune analisi, raccogliendo dati importanti per le nuove iniziative della NASA legate all’esplorazione della Luna anche con astronauti nei prossimi anni. La missione è totalmente gestita dalla società privata Astrobotic Technology, che ha ricevuto un appalto da 108 milioni di dollari da parte della NASA.

SCENARIECONOMICI – L’UE INVESTE 6 MILIARDI IN IRIS², LA COSTELLAZIONE SATELLITARE EUROPEA

L’Unione Europea ha annunciato un investimento di 6 miliardi di euro per la creazione di una costellazione satellitare internet denominata IRIS². La nuova rete, che dovrebbe essere operativa entro il 2027, è stata concepita per rivaleggiare con i progetti di Elon Musk e Jeff Bezos, Starlink e Kuiper. Tuttavia, IRIS² rischia di nascere già superata. A differenza delle sue concorrenti commerciali, la costellazione europea sarà realizzata da un consorzio di aziende guidate da Airbus e sarà composta da un numero di satelliti molto inferiore. Questo potrebbe limitare l’uso di IRIS² a scopi governativi e militari. Inoltre, lo sviluppo del sistema è stato rimandato di due mesi, a fine febbraio. Questo potrebbe essere un segnale che le cose non stanno andando esattamente come dovrebbero. L’ESA ha dichiarato che il lavoro verrà affidato gradualmente ad aziende più piccole una volta aggiudicato il contratto principale di IRIS². Tuttavia, questo processo potrebbe richiedere del tempo e potrebbe non essere sufficiente per garantire la competitività della costellazione europea.

L’INDIPENDENTE – I DETRITI SPAZIALI ATTORNO ALLA TERRA SONO OLTRE 170 MILIONI

Il numero di detriti spaziali che ruotano intorno alla Terra è aumentato esponenzialmente negli ultimi decenni, raggiungendo oggi oltre 170 milioni. Questi detriti, che vanno da piccole macchie di vernice a vecchi satelliti abbandonati, rappresentano una minaccia per le attività spaziali, come le missioni orbitali e le passeggiate spaziali. L’ultimo detrito spaziale a entrare a far parte di questo numero è una borsa degli attrezzi, persa accidentalmente dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) questo mese. La borsa, del valore di circa 100.000 dollari, è ora in orbita attorno alla Terra e potrebbe rimanere lì per anni. La pulizia dello spazio intorno alla Terra è una sfida complessa, che richiede lo sviluppo di nuove tecnologie e la collaborazione tra agenzie spaziali e aziende private. Per ora, le agenzie spaziali stanno collaborando con alcune aziende per creare strumenti in grado di “afferrare” i detriti e trascinarli in orbita. Le istituzioni europee, invece, stanno progettando nuove regole per la gestione del traffico spaziale.

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