L’INDIPENDENTE – BRASILE: PUBBLICATO IL PIANO GOLPISTA DI BORSOLARO

La Corte Suprema brasiliana ha reso pubblico un documento di 135 pagine che dettaglia un presunto tentato golpe orchestrato dall’ex presidente Jair Bolsonaro e i suoi collaboratori per mantenere il potere e ostacolare la presidenza di Lula

La Corte Suprema brasiliana ha reso pubblico un documento di 135 pagine che dettaglia un presunto tentato golpe orchestrato dall’ex presidente Jair Bolsonaro e i suoi collaboratori per mantenere il potere e ostacolare la presidenza di Lula. Ventotto persone sono coinvolte nell’azione sovversiva, con quattro già agli arresti. Bolsonaro è stato impedito di lasciare il Paese con il sequestro del suo passaporto, eseguito su ordine della Corte Suprema. I documenti indicano un piano per evitare che Lula vincesse le elezioni e per arrestare importanti figure giudiziarie e politiche.

Il piano golpista si sarebbe intensificato nel luglio 2022, con Bolsonaro e i suoi ministri discutendo attivamente strategie per contrastare una presunta frode elettorale. Tuttavia, non tutti i vertici militari erano concordi nel sostenere il colpo di Stato. Le tensioni sono sfociate in un tentativo di decreto per annullare le elezioni e arrestare importanti figure istituzionali.

Nonostante l’appoggio di alcuni leader militari, il colpo di Stato non è stato attuato, e Lula è stato insediato come presidente il 1° gennaio 2023. Bolsonaro non ha riconosciuto la sua sconfitta ed è fuggito negli Stati Uniti. Tuttavia, una settimana dopo, i sostenitori di Bolsonaro hanno attaccato istituzioni chiave a Brasilia in un tentativo fallito di fermare il processo democratico.

Le prove della polizia federale supportano l’accusa di tentato colpo di Stato, portando all’incriminazione di 28 individui. La pubblicazione dei documenti da parte della Corte Suprema fornisce un resoconto dettagliato degli eventi che hanno minacciato la stabilità democratica del Brasile.

POLITICA ITALIANA

CORRIERE – VIA LIBERA AL PROGETTO DEFINITIVO DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA

Il consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, aprendo la strada all’avvio dei lavori. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, ha confermato l’intenzione di aprire i cantieri entro l’estate del 2024 e di completare l’opera entro il 2032. Salvini ha sottolineato i benefici del Ponte, che porterebbe sviluppo e crescita non solo in Sicilia e Calabria, ma in tutta Italia. La Lombardia, in particolare, secondo il ministro, sarebbe la regione con il maggiore incremento di PIL e posti di lavoro creati. Il progetto definitivo è stato sottoposto a un rigoroso sistema di verifiche da parte di esperti di aerodinamica, sismica, geotecnica e ambiente. Il comitato scientifico, composto da nove esperti nominati dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ha espresso parere favorevole. Soddisfazione è stata espressa dal senatore della Lega Nino Germanà, che ha attribuito il merito del risultato alla determinazione di Salvini. L’approvazione del progetto definitivo rappresenta una tappa fondamentale per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, un’opera attesa da decenni e che potrebbe avere un impatto significativo sull’economia del Sud Italia. La tabella di marcia prevede l’apertura del cantiere quest’estate, con la conclusione dei lavori prevista per il 2032. Il costo stimato dell’opera è di circa 6,5 miliardi di euro.

Altre notizie:

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ANSA – APPROVATO L’ACCORDO TRA ITALIA E ALBANIA PER LA GESTIONE DEI MIGRANTI

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che ratifica l’accordo tra Italia e Albania per la gestione dei migranti. L’accordo prevede la costruzione di due centri italiani in Albania, dove saranno accolti fino a 3.000 migranti. L’Italia si farà carico di tutti i costi, mentre l’Albania garantirà la sicurezza esterna dei centri. Il via libera è arrivato con 93 voti a favore, 61 contrari e nessun astenuto. Il testo era già stato approvato dalla Camera a gennaio. L’accordo era stato presentato a inizio novembre dai premier Giorgia Meloni e Edi Rama. Le opposizioni hanno espresso dubbi sulla sua efficacia e costituzionalità. La ratifica del Senato rende l’accordo legge. La costruzione dei centri dovrebbe iniziare a breve. L’obiettivo è di decongestionare gli hotspot italiani e di migliorare la gestione dei flussi migratori.

ANSA – ELEZIONI REGIONALI IN BASILICATA DAL 21 AL 22 APRILE

Il presidente della Basilicata, Vito Bardi, ha ufficializzato le date delle elezioni regionali per domenica 21 e lunedì 22 aprile. Bardi, esponente del centrodestra eletto nel 2019 con il sostegno di diverse liste, ha firmato il decreto per la convocazione del voto durante un incontro a Potenza. La Basilicata, con una popolazione di circa 540.000 abitanti, è la seconda regione più piccola del Sud Italia. Prima dell’elezione di Bardi, la regione era stata a lungo governata dal centrosinistra. Nel centrodestra, sembra probabile la ricandidatura del presidente uscente. Nell’opposizione, c’è ancora discussione riguardo alla candidatura dell’imprenditore Angelo Chiorazzo, proposto dal movimento Basilicata Casa Comune, vicino al centrosinistra e al PD.

ANSA – FIACCOLATA DELLE FORZE POLITICHE PER NAVALNY

Oggi alle 18:30 si svolgerà una fiaccolata presso il Campidoglio per onorare la memoria di Alexei Navalny, organizzata da Azione. La manifestazione, proposta da Carlo Calenda, ha ricevuto il sostegno trasversale di diverse forze politiche e sindacali, rappresentando un’iniziativa senza precedenti nell’ambito parlamentare italiano. Calenda ha dichiarato che Navalny è stato detenuto per ragioni politiche e che la sua morte, avvenuta in circostanze sospette, rappresenta di fatto un omicidio. Questo evento, secondo lui, richiama alla memoria periodi di violenza nella storia russa simili a quelli degli zar e dello stalinismo. La fiaccolata, inizialmente proposta da Azione, ha visto l’adesione di diverse altre formazioni politiche, inclusi partiti come Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi moderati, Movimento 5 Stelle, Avs, e Italia Viva. Anche la Lega di Matteo Salvini si è unita all’iniziativa, nonostante un precedente scambio di accuse con Calenda. La manifestazione ha suscitato un’ampia eco sia a livello nazionale che internazionale, con numerose adesioni da parte dei sindacati e una crescente pressione su Putin da parte della comunità internazionale.

SKYTG24 – MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO DIMESSO DALL’OSPEDALE (ERA RICOVERATO PER PERICARDITE)

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è stato dimesso oggi pomeriggio dall’ospedale San Carlo di Nancy di Roma, dove era stato ricoverato per una lieve pericardite. Le sue condizioni sono buone, e durante la degenza, ha continuato a svolgere le sue funzioni, mantenendo il contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, e il suo Gabinetto. Crosetto ha espresso gratitudine per gli innumerevoli messaggi di solidarietà ricevuti dagli italiani durante la sua permanenza in ospedale. Il ministro, nonostante il disagio fisico, ha lavorato attivamente sui dossier cruciali del ministero, garantendo una continuità operativa. La lieve pericardite, un’infiammazione della membrana che circonda il cuore, sembra essere stata gestita con successo, consentendo al ministro di riprendere le sue normali attività.

ILMESSAGGERO – PRESENTATO EMENDAMENTO PER CONSENTIRE AGLI STUDENTI FUORI SEDE DI VOTARE SENZA TORNARE NEL COMUNE DI ORIGINE

Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento al decreto-legge “Elezioni”, proponendo di consentire agli studenti fuori sede di votare alle prossime elezioni europee del 2024 senza dover tornare nel proprio comune di origine. L’emendamento è stato avanzato in commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito delle discussioni sul decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 29 gennaio. L’emendamento, se approvato, permetterebbe agli studenti fuori sede da almeno tre mesi di votare in due modalità differenti a seconda della loro circoscrizione elettorale. Se lo studente si trova nella stessa circoscrizione elettorale del proprio comune di residenza, potrebbe votare presso un seggio nel suo comune di domicilio, previa autorizzazione. Se invece la circoscrizione è diversa, dovrebbe recarsi nei capoluoghi di regione, dove sarebbero allestite speciali sezioni elettorali. La proposta, se adottata, rappresenterebbe un passo avanti rispetto alle proposte precedenti, anche se limitata agli studenti fuori sede. Tuttavia, genera interesse e supporto trasversale tra i partiti politici, con il Partito Democratico che già da tempo sostiene un’iniziativa simile. Le proposte per il voto fuori sede hanno affrontato ostacoli nel passato, ma l’attuale proposta sperimentale potrebbe finalmente portare a un cambiamento, sebbene limitato nel suo scopo. La discussione continua, mentre si valutano i dettagli dell’emendamento e si prevedono ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.

CORRIERE – MINISTRO DELL’ISTRUZIONE VALDICHIARA SULLE OCCUPAZIONI A SCUOLA: “CHI FA DANNI VA BOCCIATO”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato un piano rigoroso contro gli studenti che occupano le scuole causando danni. Afferma che coloro che danneggiano le istituzioni dovrebbero essere bocciati e responsabili dei danni finanziari. Valditara ha presentato la proposta durante un incontro al liceo Severi Correnti di Milano, gravemente danneggiato durante un’occupazione, con danni stimati a 70.000 euro. Il ministro ha dichiarato che stanno elaborando una normativa per far sì che gli occupanti rispondano civilmente dei danni causati, oltre a possibili conseguenze disciplinari. Propone anche sanzioni accademiche, suggerendo che gli studenti coinvolti non dovrebbero essere promossi all’anno successivo. La proposta è in linea con l’attuale dibattito legislativo sulla condotta degli studenti e sul risarcimento dei danni, discusso in commissione al Senato. Valditara ha equiparato le occupazioni a “azioni militari” e “di guerriglia”, definendo gli atti “inaccettabili” e segnalando la commissione di vari reati, tra cui danneggiamento e violenza privata. Ha sottolineato la necessità che i responsabili risarciscano i danni finanziari personalmente.

SKYTG24 – SENATO APPROVA IL “DDL NORDIO” CHE CANCELLA IL REATO DI ABUSO D’UFFICIO

Il Senato ha approvato con 104 voti a favore e 56 contrari il “ddl Nordio”, il disegno di legge del ministro della Giustizia Carlo Nordio che modifica il codice penale e la procedura penale. Tra le novità più importanti, la cancellazione del reato di abuso d’ufficio (articolo 323 del codice penale). Il reato, che puniva chi commetteva illeciti nell’esercizio delle proprie funzioni di pubblico ufficiale, era spesso contestato a sindaci e amministratori locali, che lamentavano una “paura della firma” per il timore di incorrere in procedimenti penali. Il ddl Nordio ora passerà alla Camera per l’approvazione definitiva. Il testo era stato approvato dalla commissione Giustizia del Senato il 9 gennaio. Hanno votato a favore del ddl i partiti della maggioranza di governo, Italia Viva e Azione. Hanno votato contro il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Le modifiche al codice penale e di procedura penale introdotte dal ddl Nordio sono numerose. Oltre alla cancellazione del reato di abuso d’ufficio, il ddl prevede: Modifiche al reato di traffico di influenze illecite: la pena sarà aumentata se il reato è commesso da un pubblico ufficiale. Stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni: le intercettazioni non saranno più utilizzabili se non sono state acquisite nel corso di un’indagine penale. Limiti alla possibilità per i pm di ricorrere in appello in caso di sentenza di assoluzione.

ANSA – GOVERNO DEPOSITA EMENDAMENTO PER REINTRODURRE L’ESENZIONE DELL’IRPEF AGRICOLA

Il governo ha depositato un emendamento al decreto-legge “Milleproroghe” per reintrodurre una parziale esenzione dall’IRPEF per gli agricoltori. La misura era stata eliminata nella legge di bilancio approvata a fine dicembre, scatenando le proteste del settore. L’emendamento, firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, prevede: Esenzione totale dall’IRPEF per i redditi fino a 10.000 euro; Esenzione al 50% per i redditi compresi tra 10.000 e 15.000 euro. La nuova esenzione avrà una durata di due anni. La decisione del governo è stata annunciata la settimana scorsa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In precedenza l’esenzione era stata introdotta dal governo Renzi nel 2016 e prorogata di anno in anno fino al 2023, quando il governo Meloni l’aveva eliminata. La reintroduzione dell’esenzione costerà 220,1 milioni di euro per il 2025 e 130,3 milioni di euro per il 2026.

ILSOLE24ORE – GOVERNO APPROVA IL DECRETO CHE PROROGA L’INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA

Con 218 voti favorevoli e 42 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato il decreto che proroga l’autorizzazione all’invio di armi, mezzi e materiali militari all’Ucraina. Il provvedimento, già approvato dal Senato, diventa quindi legge. La maggioranza, +Europa, IV e Azione hanno votato a favore, mentre il Partito Democratico ha espresso il suo sostegno con l’astensione di 4 deputati. M5S e AVS si sono opposti alla proroga. Il decreto estende fino al 31 dicembre 2024 la possibilità per l’Italia di fornire assistenza militare all’Ucraina, in linea con quanto deciso dagli altri partner europei e NATO. La decisione arriva in un momento cruciale del conflitto, con la Russia che intensifica le sue offensive nel Donbass. L’obiettivo del governo italiano è di continuare a supportare la resistenza ucraina e di rafforzare la deterrenza NATO. La proroga dell’invio di armi è stata accolta con favore dal governo ucraino, che ha ringraziato l’Italia per il suo sostegno. Le opposizioni hanno invece criticato la decisione, ritenendola un’escalation militare che non porterà alla pace.

L’INDIPENDENTE – APPROVATI EMENDAMENTI CHE REGOLANO IL COMMERCIO DI ARMI ITALIANO: COSA SIGNIFICA

La Commissione Affari Esteri del Senato ha approvato tre emendamenti alla Legge 185/90 che regolano il commercio di armi italiano. Rete Italiana Pace e Disarmo denuncia una preoccupante riduzione della trasparenza, con possibili ricadute negative sull’etica e la legalità del settore. Meno informazioni per il Parlamento e la società civile. I tre emendamenti modificano la Relazione annuale al Parlamento sulle esportazioni militari, rendendola meno dettagliata. Vengono eliminate informazioni analitiche e monetarie sui prodotti commercializzati, l’elenco dei programmi di ricerca e sviluppo finanziati dall’UE e i nomi degli istituti di credito che operano nel settore. Preoccupazioni per l’opacità del mercato e l’etica del commercio. Rete Italiana Pace e Disarmo teme che la rimozione di dati cruciali renda il mercato bellico ancora più opaco, ostacolando il controllo da parte del Parlamento e della società civile. L’eliminazione dei nomi delle banche impedirebbe ai correntisti di conoscere le attività finanziarie legate al commercio di armi. Sospetti sulla metodologia e bocciatura di emendamenti per la trasparenza. L’associazione critica anche la metodologia adottata in Commissione, con la presentazione delle proposte ai Senatori solo al momento della seduta, limitando la possibilità di un dibattito approfondito. Inoltre, sono stati bocciati emendamenti proposti dalle minoranze per migliorare controlli, decisioni e trasparenza sull’export, incluso uno della Presidente Craxi. Legge non ancora approvata, ma dubbi sul futuro. La legge è ancora in corso d’esame e le prossime date di discussione non sono state fissate. Tuttavia, l’approvazione in Commissione di questi emendamenti conferma la tendenza italiana a favorire il commercio di armi, con possibili ricadute etiche e legali. Il dibattito è aperto. La questione rimane aperta e il futuro della legge è incerto. La società civile attende con trepidazione le prossime discussioni in Senato, auspicando un ritorno a un sistema più trasparente e responsabile per il commercio di armi italiano.

LASTAMPA – IL CONFLITTO DI INTERESSI DEI POLITICI CHE INSEGNANO NELLE UNIVERSITA’ TELEMATICHE e CHE LAVORANO A UN EMENDAMENTO PER LE UNIVERSITA’ TELEMATICHE

Il decreto Milleproroghe, in discussione alla Camera, torna a far discutere per due emendamenti controversi: uno che riapre la rottamazione quater per le cartelle esattoriali e uno che rinvia di un anno l’adeguamento degli standard qualitativi per le università telematiche. Il governo e i relatori del decreto stanno lavorando a una nuova proroga per la rottamazione quater, permettendo ai contribuenti che hanno fatto domanda ma non hanno saldato il dovuto di mettersi in regola entro il 28 febbraio 2024. La proroga riguarda le rate scadute il 31 ottobre e il 30 novembre 2023, già oggetto di un precedente rinvio al 18 dicembre. La Lega ha presentato un emendamento che rinvia di un anno l’obbligo per le università telematiche di uniformarsi agli standard qualitativi degli atenei tradizionali. Il testo, definito “emendamento Bandecchi” da una fonte, ha acceso un acceso dibattito. La Crui (la conferenza dei rettori) e l’Anvur (l’agenzia di valutazione della ricerca) chiedono alle università telematiche di aumentare il numero di docenti a tempo indeterminato in rapporto agli iscritti. Secondo i dati del 2022, le università tradizionali hanno un rapporto di 1 professore ogni 28 studenti, mentre quelle telematiche 1 ogni 385. Il Tar e l’Anac si sono pronunciati a favore di un aumento dei docenti nelle università telematiche, evidenziando come l’attuale sproporzione abbia favorito un vantaggio competitivo rispetto agli altri atenei. L’Anac ha inoltre lanciato l’allarme sui rischi di corruzione legati ai titoli di studio, soprattutto in riferimento al mancato controllo su migliaia di esami e tesi. L’emendamento sulle università telematiche ha sollevato dubbi su un possibile conflitto di interessi. L’Università Cusano, fondata dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi (Lega), in passato ha finanziato più partiti politici. Inoltre, il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, Nazario Pagano (Forza Italia), è avvocato e docente a contratto presso l’Università telematica Pegaso.

TODAY – SALVINI FIRMA LA DIRETTIVA SUI LIMITI DI VELOCITA’ NEI COMUNI CHE “SMONTA” I 30Km/h

Giovedì, il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato una direttiva che revoca la limitazione di velocità a 30 km/h in molte strade cittadine, stabilendo invece un limite massimo di 50 km/h. Questa mossa ha suscitato una serie di reazioni e dibattiti, non solo a livello locale, ma anche nazionale ed europeo. La decisione del Ministro si basa su un’analisi della sicurezza stradale, mirando a bilanciare sicurezza e fluidità del traffico. Il provvedimento, applicabile su scala nazionale, richiede che i limiti di velocità siano stabiliti in modo mirato, tenendo conto delle condizioni specifiche di ogni strada o tratto stradale e degli obiettivi di miglioramento del traffico. Questa direttiva ha un impatto diretto sugli enti locali, i quali devono adeguare le proprie ordinanze in conformità con le nuove disposizioni del governo centrale. Il Comune di Bologna, per esempio, sta valutando l’impatto della direttiva e studiando come procedere. Mentre il modello “Città 30” potrebbe subire delle modifiche, il Comune cercherà di garantire il rispetto del codice della strada. Galeazzo Bignami, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, ha sottolineato la necessità che i comuni si adeguino alle nuove direttive. Ha chiarito che, se necessario, il governo disapplicherà le ordinanze locali in contrasto con la direttiva ministeriale. La revoca del limite a 30 km/h ha sollevato diverse questioni. Molti cittadini avevano inizialmente accolto con favore la riduzione della velocità, citando benefici sulla sicurezza stradale e sull’ambiente. Tuttavia, il Ministro Salvini ha ribadito che è importante garantire una circolazione efficiente senza imporre eccessivi rallentamenti al traffico. La revoca del limite dei 30 km/h solleva anche interrogativi sulla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti. I sostenitori del limite inferiore ritengono che ridurre la velocità a 30 km/h avrebbe potuto contribuire a salvare vite umane e ridurre il numero di incidenti. A livello europeo, la decisione del governo italiano va contro le raccomandazioni del Parlamento Europeo, che promuove limiti di velocità più bassi nelle aree urbane per migliorare la sicurezza stradale e ridurre le emissioni. Il dibattito sul futuro della mobilità urbana in Europa continua, con l’UE che sostiene l’adozione di misure volte a proteggere i pedoni, i ciclisti e gli altri utenti vulnerabili della strada.

ILMESSAGGERO – IL GOVERNO LAVORA A UNA LEGGE PER RECLUTARE I RISERVISTI

Il governo italiano è al lavoro per una legge che prevede l’arruolamento di un contingente di riservisti delle Forze Armate, per un numero non superiore alle 10mila unità. La notizia è stata confermata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha spiegato che la riserva potrebbe essere impiegata nei casi di necessità in occasione di eventuali conflitti e crisi internazionali. Al momento, il nostro Paese ha a disposizione 150mila militari professionisti, ma il Ministero della Difesa punta ad ampliare l’organico avvalendosi dei riservisti per essere pronto a una guerra ibrida. Non si tratterebbe infatti di chiamare a raccolta soltanto soggetti con una formazione militare completa, ma anche civili che si avvalgono di competenze specifiche, come hacker, esperti di intelligenza artificiale e telecomunicazione, ruspisti e medici. La legge dovrebbe essere presentata nelle prossime settimane e dovrà definire i dettagli dell’arruolamento, come la catena di comando, le modalità di selezione, di addestramento e di richiamo. La decisione del governo italiano di creare una riserva militare è stata accolta con un misto di preoccupazione e rassicurazione. Da un lato, c’è chi teme che questa mossa sia un segno di una crescente militarizzazione del Paese, in un contesto internazionale sempre più instabile. Dall’altro, c’è chi sostiene che si tratti di una misura necessaria per garantire la sicurezza dell’Italia in caso di un attacco.

L’INDIPENDENTE – NUOVO PIANO MATTEI: INIZIA IL SUMMIT TRA ITALIA E PAESI AFRICANI

A Roma ha preso il via il summit tra Italia e Paesi africani per il cosiddetto “Piano Mattei”, dedicato all’indipendenza africana e promosso dalla premier italiana Giorgia Meloni. Il summit, inaugurato a Palazzo Madama, si concentra su progetti pilota riguardanti energia rinnovabile, istruzione e formazione professionale. All’incontro hanno partecipato leader africani, vertici dell’UE, dell’Unione africana e organizzazioni internazionali. Meloni ha annunciato fondi per progetti pilota, incluso un centro di formazione sull’energia rinnovabile in Marocco. Si prevedono iniziative anche in Algeria, Mozambico, Egitto, Congo ed Etiopia. Meloni ha dichiarato un impegno a lungo termine per una collaborazione equa e sostenibile con l’Africa, evitando un’approccio predatorio. La Commissione Europea ha espresso sostegno per una nuova fase di cooperazione con la Banca africana di sviluppo, integrando il Piano Mattei con il programma europeo “European Global Gateway”. Tuttavia, associazioni africane hanno criticato il piano per promuovere l’espansione del gas fossile, minando gli investimenti nelle energie rinnovabili e ignorando la crisi climatica. La società civile africana ha sottolineato l’importanza di evitare nuove infrastrutture per i combustibili fossili, richiedendo una politica energetica più sostenibile. Il summit rappresenta un impegno significativo per rafforzare i legami tra Italia e Africa, con un focus su sviluppo equo, sicurezza e transizione energetica, ma le preoccupazioni riguardo all’impatto ambientale del piano rimangono.

ANSA – CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA IL VIA LIBERA ALLE MISSIONI INTERNAZIONALI

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge per modificare la partecipazione italiana alle missioni internazionali. La legge agevolerà l’impiego operativo delle unità e dei mezzi nella stessa area e consentirà la preparazione delle forze ad alta prontezza per crisi ed emergenze all’estero. L’attivazione sarà decisa dal Consiglio dei Ministri, con procedure più rapide inviate alle Camere per l’autorizzazione. La modifica mira a garantire maggiore flessibilità nell’impiego delle forze militari italiane, in coerenza con gli scenari di crisi in continua evoluzione. La normativa prevede anche lo spostamento della scadenza per la presentazione delle relazioni sulle missioni in corso, allineandole alla pianificazione finanziaria derivante dalla legge di bilancio.

ADNKRONOS – LE MISURE APPROVATE IN CDM: ELECTION DAY, DDL FERRAGNI, ANZIANI, FISCO E HACKER

Il Consiglio dei Ministri si è concluso con l’approvazione di diverse misure di rilevanza nazionale. Il cosiddetto ddl Ferragni è stato approvato, introducendo multe fino a 50.000 euro per la violazione delle nuove norme sulla trasparenza nella beneficenza. Il ministro per le Imprese Adolfo Urso ha sottolineato la necessità di rendere chiare e non ingannevoli le informazioni sulla commercializzazione di prodotti a scopo benefico. Il Consiglio ha anche dato il via libera al dl Election Day, che accorpa le elezioni europee, del primo turno delle amministrative e regionali in alcune regioni, fissando le elezioni amministrative ed europee per il 8 e 9 giugno. Inoltre, è stato concesso il terzo mandato per i sindaci dei comuni tra i 5.000 e i 15.000 abitanti. Riguardo agli anziani, è stato approvato un decreto legislativo che destina circa 1 miliardo di euro per sostenere iniziative di invecchiamento attivo, assistenza sociale e sanitaria, promozione dell’inclusione sociale e prevenzione della fragilità. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha evidenziato l’importanza del decreto nel favorire la salute e l’inclusione sociale degli anziani. Altri provvedimenti chiave includono l’approvazione del dlgs sull’accertamento, con norme sul concordato preventivo biennale, e un giro di vite sugli hacker e i reati legati alla cybersicurezza. Il governo ha sottolineato che le risorse provenienti dal concordato preventivo saranno utilizzate per ulteriori riduzioni delle aliquote Irpef. Infine, è stato evidenziato che il ddl approvato non contiene disposizioni sull’Intelligenza Artificiale, in attesa del dettaglio del Regolamento europeo sull’IA.

ANSA – IL SENATO APPROVA IL DISEGNO DI LEGGE SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Il Senato ha votato a favore del disegno di legge sull’autonomia differenziata con 110 sì, 64 no e 30 astenuti. Il provvedimento, promosso dal ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli, definisce le procedure attraverso le quali le regioni possono richiedere e ottenere l’autorizzazione a gestire autonomamente alcune competenze attualmente a carico dello Stato centrale. Il testo passa ora alla Camera dei Deputati, dove potrebbe subire modifiche prima di una possibile approvazione. Il Partito Democratico ha manifestato forte opposizione, sottolineando la difesa dell’unità e indivisibilità della Repubblica. Tuttavia, l’approvazione al Senato non implica automaticamente il trasferimento di competenze alle regioni. Il disegno di legge fornisce solo una cornice procedurale, condizionata dalla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e dalla negoziazione tra regioni, governo e parlamento. Le critiche si concentrano sul potenziale aumento delle disparità regionali e sulle incertezze riguardo all’impatto economico e alla gestione delle risorse pubbliche.

ILPOST – LA CAMERA APPROVA LA LEGGE CHE INASPRISCE LE PENE PER CHI DANNEGGIA LE OPERE D’ARTE

La Camera ha definitivamente approvato la legge proposta dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che prevede pene più severe per chi danneggia opere d’arte e beni paesaggistici. Il disegno di legge, presentato dal governo nel 2023, era stato precedentemente approvato dal Senato a luglio e ha ora ottenuto il via libera definitivo dalla Camera. La nuova normativa prevede l’incremento delle pene esistenti per il danneggiamento dei beni culturali e introduce due nuovi reati. Coloro che distruggono, disperdono, deteriorano o rendono inutilizzabili beni culturali o paesaggistici, potrebbero affrontare una reclusione da due a cinque anni e sanzioni da 20.000 a 60.000 euro. Per chi deturpa o imbratta tali beni, o li destina a un uso incompatibile con il loro valore storico o artistico, sono previste multe da 10.000 a 40.000 euro. Inoltre, la legge introduce la possibilità di reclusione da uno a sei mesi o una sanzione da 300 a mille euro per chi danneggia teche, custodie e altre strutture che espongono, proteggono o conservano beni culturali nei musei o in altri luoghi espositivi.

CORRIERE – VIA LIBERA DEL GOVERNO PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DI INSETTI PER USO ALIMENTARE

Il governo ha dato il via libera alla commercializzazione di insetti per uso alimentare in Italia. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre, autorizza la vendita di farina di grillo, larva gialla, locusta migratoria e verme della farina. La decisione arriva dopo anni di discussioni e resistenze da parte dell’opinione pubblica. L’obiettivo del governo è quello di promuovere un’alimentazione sostenibile e a basso impatto ambientale. Gli insetti sono infatti una fonte di proteine, ferro e altri nutrienti, e richiedono meno risorse rispetto ad altre fonti di proteine animali, come carne e pesce. Tuttavia, l’arrivo degli insetti sulle tavole degli italiani non è stato accolto con favore da tutti. Un sondaggio della Coldiretti del 2021 ha rilevato che il 54% degli italiani è contrario al consumo di insetti. Le preoccupazioni principali riguardano la sicurezza alimentare e la provenienza degli insetti. L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha infatti raccomandato di svolgere ulteriori ricerche in merito. In particolare, ha sconsigliato l’uso di integratori a base di larva gialla ai minori di 18 anni, avvertendo della possibilità di ammalarsi di zoonosi. Anche in Italia il ministro della salute, Orazio Schillaci, ha segnalato i possibili danni per la salute: “chi acquista prodotti a base di farine di insetti deve sapere che c’è un rischio di allergia”. Nonostante le perplessità, gli insetti sono già presenti in alcuni supermercati italiani. Le aziende produttrici stanno lavorando per rendere i prodotti a base di insetti più appetibili per i consumatori, utilizzando ad esempio tecniche di lavorazione che ne nascondono l’aspetto. Il 2024 sarà quindi l’anno della grande rivoluzione alimentare, vedremo se i prodotti a base di insetto avranno successo negli scaffali dei supermercati.

ANSA – GOVERNO APPROVA LO STOP ALLE PUBBLICAZIONI DELLE ORDINANZE DI ARRESTI

La Camera dei deputati ha approvato un emendamento che vieta la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare, cioè l’atto con cui il pubblico ministero ufficializza la sua richiesta di andare a processo, fino all’udienza preliminare. L’emendamento, presentato dal deputato di Azione, Enrico Costa, è stato approvato con 160 voti favorevoli e 70 contrari. I “no” sono arrivati da Movimento 5 Stelle, Avs e Pd, mentre Italia Viva e Azione, invece, hanno votato insieme alla maggioranza. La proposta di modifica per la quale il governo aveva annunciato il parere contrario è stata riformulata. Il testo prevedeva il “divieto di pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare”, mentre nella riformulazione proposta dal governo si parla di divieto di pubblicazione “integrale o per estratto” del testo dell’ordinanza. Dal 2019, grazie alla legge dell’ex ministro dem Andrea Orlando sulle intercettazioni, quegli atti erano pubblici. D’ora in poi non potranno più essere pubblicati. I sostenitori dell’emendamento hanno sostenuto che la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare può pregiudicare il diritto alla presunzione di innocenza dell’indagato. I critici, invece, hanno sostenuto che la misura limita il diritto dei cittadini a essere informati.

ILPOST – L’AVVOCATURA DELLO STATO SI OPPONE AI RISARCIMENTI PER LE STRAGI NAZISTE

L’Avvocatura dello Stato si sta opponendo ai risarcimenti chiesti ai familiari delle vittime delle stragi naziste compiute in Italia durante la Seconda guerra mondiale. La sua posizione è stata definita “inaccettabile” da diversi politici e avvocati. L’Avvocatura, che rappresenta lo Stato nelle controversie legali, ha contestato le richieste di risarcimento in diversi processi, sostenendo che i parenti delle vittime non ne abbiano diritto. In alcuni casi ha contestato le prove delle stragi, in altri ha chiesto la prescrizione del diritto al risarcimento, in altri ancora ha dubitato dell’effettivo danno procurato. L’opposizione dell’Avvocatura è stata particolarmente criticata nel caso di Maria Pia e Giuliana Mannini, due donne che hanno ottenuto un risarcimento di 270mila euro ciascuna per la morte del padre, ucciso dai nazisti a Niccioleta, in Toscana, nel 1944. “L’atteggiamento dell’Avvocatura è inaccettabile”, ha detto il senatore Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali. “Questi processi hanno un valore storico e morale, non solo economico. L’Avvocatura dovrebbe limitarsi a pagare i risarcimenti, non a ostacolarli”. Parrini ha presentato un disegno di legge per invitare il governo a dare un’interpretazione più chiara alla legge approvata nel 2022 che istituisce un fondo per i risarcimenti alle vittime delle stragi naziste. Il disegno di legge è stato firmato da molti altri parlamentari, ma è ancora in attesa di essere discusso. “La nostra proposta è bloccata alla commissione Bilancio”, ha detto Parrini. “Il governo non la sta trattando seriamente”. L’avvocato Giulio Arria, che assiste molti parenti di vittime del Terzo Reich, ha detto che l’opposizione dell’Avvocatura è “un segnale di vergogna”. “Lo Stato dovrebbe essere dalla parte delle vittime, non dall’altra parte”, ha detto Arria.

ILGIORNALE – L’INCHIESTA SU LUCA CASARINI, INDAGATO PER FAVOREGGIAMENTEO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Luca Casarini, l’attivista della ong Mediterranea, è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione. Le indagini della Procura di Ragusa hanno portato alla luce un quadro imbarazzante, in cui si ipotizza che Casarini e altri indagati abbiano usato impropriamente donazioni ricevute dalla Chiesa e da Maersk, una compagnia danese. In particolare, Casarini avrebbe ricevuto 6 mila euro mensili dalla Chiesa, che non sarebbero stati destinati alle missioni di salvataggio in mare, ma per uso personale. L’inchiesta ha anche portato alla luce un stretto rapporto tra Casarini e alcuni vescovi, tra cui il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana. Casarini ha respinto tutte le accuse, sostenendo che il denaro della Chiesa è stato usato per le missioni e che i bilanci pubblici della ong lo dimostrano. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 6 dicembre.

L’INDIPENDENTE – IN ITALIA OGNI MESE UN’AMMINISTRAZIONE LOCALE VIENE SCIOLTA PER MAFIA

Dal 1° gennaio 2022 al 30 settembre 2023 sono stati sciolti per mafia ben 18 enti locali in tutta Italia. È quanto emerge dal dossier di avviso pubblico “La linea della Palma” sui Comuni sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata, curato dall’Osservatorio Parlamentare. In questo arco di tempo, quindi, la media è di uno scioglimento al mese. Dal 1991, anno in cui è stata introdotta la normativa di riferimento, sono stati sciolti in tutto 383 enti locali in undici regioni della Penisola, di cui sei nel Nord o nel Centro Italia. Il report evidenzia inoltre che 76 Amministrazioni hanno subito più di uno scioglimento e che l’offensiva mafiosa si è concentrata maggiormente sui piccoli Comuni (il 72% dei Comuni sciolti ha meno di 20mila abitanti, il 52% meno di 10mila). Questi dati confermano la pervasività delle infiltrazioni mafiose nella società italiana, che non risparmia nemmeno gli enti locali, in particolare quelli di piccole dimensioni.

ANSA / ILTEMPO – EFFETTI AVVERSI AI VACCINI COVID: SPERANZA INDAGATO

L’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, è indagato dalla Procura di Roma per presunte “bugie sui vaccini”. L’inchiesta è stata aperta a seguito di una serie di denunce presentate da alcuni sindacati della polizia e guardia di Finanza e dal comitato Ascoltami. Le accuse riguardano dichiarazioni rilasciate da Speranza nel corso dell’emergenza Covid-19, in particolare in merito alla sicurezza e all’efficacia dei vaccini. Gli inquirenti ipotizzano i reati di falso ideologico e omicidio colposo. La Procura di Roma ha già inoltrato gli atti al Tribunale dei ministri, che dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione presentata dal legale di Speranza, Danilo Leva.

POLITICA UE

ANSA – URSULA VON DER LEYEN SI CANDIDA A UN SECONDO MANDATO COME PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE

Ursula von der Leyen si è candidata per un secondo mandato come presidente della Commissione Europea. Attualmente in carica dal 2019, il suo mandato terminerà dopo le prossime elezioni europee nel giugno 2024. L’annuncio è stato fatto durante una riunione del partito di centrodestra tedesco CDU, che ha confermato il suo sostegno. La sua nomina ufficiale avverrà durante la conferenza del suo partito europeo, il PPE, in programma a marzo. Von der Leyen, ex ministra tedesca, ha gestito momenti complessi come la pandemia di Covid-19 e l’invasione russa dell’Ucraina. Per il prossimo mandato, intende promuovere maggiori sforzi e spese militari. Con il PPE in vantaggio nei sondaggi, potrebbe ottenere il sostegno dei capi di governo dei paesi membri.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
AGI – SPAGNA: RESPINTA LA LEGGE SULL’AMNISTIA PER GLI INDIPENDENTISTI CATALANI

La legge sull’amnistia per gli indipendentisti catalani, concordata dal governo spagnolo di Pedro Sánchez con il partito Junts per Catalunya, è stata respinta dal Congresso dei Deputati. La legge non ha ottenuto il sostegno di Junts, che ha votato contro insieme alle opposizioni di centrodestra. La legge prevedeva la cancellazione della “responsabilità penale, amministrativa e contabile” per più di 300 leader e attivisti indipendentisti incriminati di vari reati, e anche per 73 poliziotti sotto processo per le eccessive violenze commesse contro i manifestanti indipendentisti nei giorni del referendum del 2017. Il voto contrario di Junts è stato motivato dal fatto che il Partito Socialista, durante il dibattito parlamentare, ha respinto tutti gli emendamenti proposti dal partito indipendentista. Gli emendamenti puntavano a rendere ancora più ampia e sicura l’amnistia per le più di trecento persone coinvolte. La bocciatura della legge è un duro colpo per il governo Sánchez, che aveva fatto della concessione dell’amnistia una delle condizioni per ottenere il sostegno di Junts. La legge dovrà ora tornare in Commissione giustizia, dove i termini verranno ridiscussi. Le opposizioni, guidate dal Partito Popolare, hanno fortemente criticato il governo per le concessioni fatte all’indipendentismo. Il voto contrario di Junts ha riportato al centro del dibattito pubblico spagnolo la questione dell’indipendenza della Catalogna, dopo alcuni anni in cui le attenzioni intorno alla questione si erano notevolmente ridotte.

AGI – IL PARLAMENTO UE INTRODUCE LA TESSERA PER LA DISABILITA’ VALIDA IN TUTTA EUROPA

Il Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la proposta che introduce una tessera di disabilità valida in tutti gli stati membri dell’Unione. La tessera, che sarà disponibile sia in formato fisico che digitale, consentirà alle persone con disabilità di accedere agli stessi trattamenti preferenziali dei residenti del Paese che stanno visitando. Tra queste le seguenti agevolazioni: Tessera del parcheggio europea, che consente di parcheggiare gratuitamente o a tariffe agevolate nelle zone a traffico limitato e nelle aree riservate ai disabili; Trattamento preferenziale in occasione di attività culturali, ricreative e sportive, come ad esempio la visita di un museo o la partecipazione a un concerto. I singoli Stati membri potranno emettere carte bilingui, utilizzando l’inglese insieme alle rispettive lingue nazionali. La proposta, che ora dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione europea, è una grande vittoria per le persone con disabilità, che potranno finalmente viaggiare e vivere in Europa con maggiore facilità e autonomia.

OPEN – QATARGATE: MESSAGGI COMPROMETTENTI TRA METSOLA E EVA KAILI

Roberta Metsola, il Qatargate e i messaggi con Eva Kaili: «La vacanza in Grecia? Ci penso io»
Nuovi sviluppi nel Qatargate, lo scandalo che ha coinvolto alcuni europarlamentari e che ha portato all’arresto dell’europarlamentare greca Eva Kaili. Secondo quanto riportato dal giornale Domani, nel telefonino di Kaili sono stati trovati messaggi scambiati con la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. In uno di questi, risalente al primo agosto 2022, Kaili scrive a Metsola: «Tra quattro giorni ti farò sapere dettagli per Atene». Metsola risponde: «Fantastico». I messaggi della settimana seguente chiariscono che Metsola si è offerta di organizzare una vacanza in Grecia per Kaili, suo marito e quattro figli. «I biglietti e una guida vi aspetteranno alle 18 al museo dell’Acropoli», scrive Metsola. «Abbiamo organizzato una cena in uno dei nostri migliori ristoranti, vicino e con vista sull’Acropoli. Non devi occuparti di nulla, mandami solo il numero di persone». Il 23 novembre 2022, Kaili e Metsola si scambiano altri messaggi. In uno di questi, Kaili scrive: «Anche sul resto non sono d’accordo ma credo che lo digeriranno se otteniamo i visti». Il sospetto è che Kaili abbia chiesto a Metsola di influenzare la decisione del Parlamento Europeo sull’esenzione dei visti per il Qatar. Il portavoce di Metsola ha replicato: «I messaggi sono stati cancellati prima che la presidente li vedesse».

POLITICA USA

ILPOST – PRIMO IMPEACHMENT DI UN MINISTRO USA IN QUASI 150 ANNI

La Camera degli Stati Uniti ha avviato la procedura di impeachment contro il segretario per la Sicurezza nazionale Alejandro Mayorkas, nominato dal presidente Joe Biden. È il primo impeachment di un ministro statunitense in quasi 150 anni, dal 1876. L’impeachment è una procedura politica che mira alla rimozione di un funzionario pubblico. La votazione alla Camera ha visto un risultato ravvicinato, con 214 voti a favore e 213 contrari, con il deputato Repubblicano Steve Scalise che ha votato a favore. Tuttavia, al Senato, dominato dai Democratici, è improbabile che l’impeachment venga confermato. I Repubblicani accusano Mayorkas di non far rispettare la legge sull’immigrazione, in particolare riguardo alle politiche di asilo. Tuttavia, molti costituzionalisti ritengono che l’impeachment sia più una mossa politica che legale. Questo è il secondo tentativo di impeachment contro Mayorkas in una settimana.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
RAINEWS – SEGRETARIO DELLA DIFESA USA RICOVERATO IN OSPEDALE

Il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Lloyd J. Austin III, è stato nuovamente ricoverato in ospedale a causa di un problema alla vescica. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle sue condizioni attuali e non è chiaro se il nuovo ricovero sia correlato al tumore alla prostata per cui è in cura. Austin, 70 anni, era stato precedentemente ricoverato all’inizio di gennaio, suscitando polemiche poiché aveva omesso di informare il presidente Joe Biden del suo stato di salute. La notizia era emersa dai media, causando sorpresa all’interno del dipartimento della Difesa. Austin si era successivamente scusato per la mancata comunicazione e era stato dimesso il 15 gennaio.

RAINEWS – STATI UNITI: BOCCIATA LA LEGGE CHE CONTENEVA AIUTI PER UCRAINA E ISRAELE

Il Senato degli Stati Uniti ha respinto mercoledì un disegno di legge contenente misure per contrastare l’immigrazione irregolare e fornire aiuti economici a Ucraina e Israele. Con 49 voti favorevoli e 51 contrari, la proposta è stata bloccata dall’opposizione dei Repubblicani, che richiedevano 60 voti favorevoli per l’approvazione. Il disegno di legge prevedeva maggiori sicurezze al confine con il Messico, affrontando l’immigrazione, ma includeva anche considerevoli aiuti esteri: 60,1 miliardi di dollari per l’Ucraina, 14,1 miliardi di dollari per Israele e 10 miliardi di dollari per aiuti umanitari in regioni in crisi. Nonostante il fallimento al Senato, i Democratici prevedono di reintrodurre gli aiuti per Ucraina e Israele in una legge separata, soggetta a votazione giovedì, separandoli dalle misure sull’immigrazione che hanno causato l’opposizione Repubblicana.

ANSA – DEMOCRATICI E REPUBBLICANI RAGGIUNGONO L’ACCORDO SU AIUTI ALL’UCRAINA E CRISI MIGRATORIA MA LO SPEAKER DELLA CAMERA ANNUNCIA CHE NON SARA’ APPROVATO

Lo Speaker della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson, ha bocciato l’accordo bipartisan raggiunto al Senato che combinava aiuti per l’Ucraina, Israele e Taiwan con fondi per la sicurezza del confine meridionale. “Se questo accordo dovesse arrivare alla Camera, sarebbe già morto”, ha dichiarato Johnson su Twitter, definendolo “forse anche peggio di quanto ci aspettassimo” e incapace di risolvere la “catastrofe al confine creata dal presidente”. L’intesa da 118 miliardi di dollari includeva misure per rafforzare il controllo dei migranti e limitare le richieste d’asilo, una priorità per i Repubblicani che detengono la maggioranza alla Camera. In cambio, il Senato aveva approvato il pacchetto di aiuti per l’Ucraina, Israele e Taiwan, sostenuto dai Democratici. Nonostante il sostegno del Presidente Joe Biden, che ha definito l’accordo “un passo avanti fondamentale”, la sua bocciatura da parte dello Speaker Johnson rende incerto il futuro del pacchetto. La Casa Bianca ha espresso “forte delusione” per la decisione di Johnson, definendola “un passo indietro per la sicurezza nazionale e la leadership americana nel mondo”. Il Senato potrebbe tentare di forzare un voto sulla legge, ma le probabilità di successo sono basse senza il sostegno della Camera.

ILPOST – INIZIANO LE PRIMARIE NEGLI STATI UNITI

Iniziano oggi le primarie negli Stati Uniti, il lungo processo elettorale che si concluderà in estate con la nomina dei candidati dei partiti alle elezioni presidenziali del prossimo 5 novembre. Per quanto riguarda il partito Democratico, il presidente in carica Joe Biden è il grande favorito. Secondo i sondaggi, Biden gode di un vantaggio di oltre 20 punti percentuali sui suoi sfidanti, la scrittrice e attivista politica Marianne Williamson e il deputato Dean Phillips. Biden non ha nemmeno fatto una vera e propria campagna elettorale per le primarie, ma è praticamente certo che vincerà e sfiderà il candidato Repubblicano alle presidenziali. L’attenzione è quindi tutta sulle primarie del partito Repubblicano. L’ex presidente Donald Trump è saldamente favorito, e secondo gli ultimi sondaggi oggi ha oltre il 60 per cento dei consensi a livello nazionale. Ci sono però altri due candidati di cui si sta parlando molto: l’ex governatore della Florida, Ron DeSantis, e l’ex governatrice della South Carolina ed ex ambasciatrice alle Nazioni Unite, Nikki Haley. DeSantis è stato considerato il principale oppositore di Trump nel partito, ma la sua campagna elettorale è stata segnata da diversi scandali, e non è mai davvero riuscita a decollare. Al contrario, Haley ha saputo consolidare i suoi consensi e oggi si presenta come l’alternativa migliore e più credibile a Trump. Sono in corsa anche altri due candidati, l’imprenditore Vivek Ramaswamy e l’ex governatore dell’Arkansas Asa Hutchinson, che però non sono mai riusciti a imporsi nel dibattito e ad attirare una percentuale rilevante di consensi. Lunedì in Iowa si terranno dei caucus, dove il voto è preceduto da una serie di dibattiti e comizi. La situazione è però complicata dall’ondata di freddo che sta interessando la parte orientale degli Stati Uniti: negli ultimi giorni sono stati raggiunti i -51 °C, con forti venti e tempeste di neve che hanno causato la caduta di alberi e la morte di almeno due persone. La visibilità sulle strade è molto ridotta, e alcune zone sono rimaste senza elettricità. Decidere di uscire in una serata gelida per partecipare a un evento elettorale potrebbe essere una scelta non facile per molti abitanti dell’Iowa. Al momento secondo i sondaggi Trump gode del 53 per cento dei consensi in Iowa, seguito da Haley (18,7 per cento) e DeSantis (15,8 per cento). È possibile però che le condizioni meteorologiche sfavorevoli finiscano per modificare i risultati in modo imprevisto. I risultati delle primarie repubblicane in Iowa dovrebbero arrivare tra lunedì sera e martedì mattina. I Democratici invece organizzeranno solo dei comizi in Iowa, ma il voto vero e proprio si svolgerà per posta e i risultati saranno annunciati il prossimo 5 marzo.

TRUMP

ANSA – TRUMP SARA’ IL PRIMO EX PRESIDENTE AD AFFRONTARE UN PROCESSO PENALE (PER IL CASO DELLA PORNOSTAR STORMY DANIELS)

Il giudice Juan Merchan di New York ha fissato il 25 marzo come data d’inizio del processo penale contro l’ex presidente Donald Trump nel caso della pornostar Stormy Daniels. Trump è il primo ex presidente degli Stati Uniti ad affrontare un procedimento penale, accusato di 34 capi d’imputazione legati a presunti pagamenti illeciti a Daniels e all’ex coniglietta di Playboy Karen McDougal durante la sua campagna elettorale del 2016. Le accuse sostengono che Trump abbia falsificato documenti contabili per nascondere tali pagamenti, violando la legge sui finanziamenti elettorali. Gli avvocati di Trump hanno annunciato di voler spostare il processo fuori da Manhattan, temendo una giuria parzialmente di parte in una città a prevalenza democratica. Questo processo rappresenta uno dei quattro procedimenti legali che Trump deve affrontare, ma è il meno rischioso poiché riguarda presunti reati precedenti alla sua presidenza. Tuttavia, una possibile condanna potrebbe influenzare l’opinione degli elettori moderati in vista delle prossime elezioni presidenziali. Inoltre, Trump non potrebbe concedersi la grazia in caso di condanna, poiché si tratta di reati statali. Altri procedimenti legali pendenti, come quello ad Atlanta riguardante i tentativi di ribaltare il voto in Georgia, potrebbero essere influenzati da possibili conflitti d’interesse tra i pubblici ministeri coinvolti. Venerdì è attesa la sentenza in un processo civile contro Trump e i suoi figli per presunte frodi finanziarie nell’holding di famiglia, con richieste di sanzioni fino a 370 milioni di dollari e il bando dell’attività imprenditoriale di Trump nello Stato di New York.

SKTG24 – TRUMP VINCE LE PRIMARIE DEL PARTITO REPUBBLICANO IN NEVADA

L’ex presidente Donald Trump ha ottenuto una schiacciante vittoria nei caucus del Partito Repubblicano in Nevada, consolidando la sua posizione di leader nella corsa alla nomination presidenziale del 2024. Si tratta del terzo stato che Trump conquista dopo Iowa e New Hampshire. La vittoria era ampiamente prevista, dato che Trump era l’unico candidato di peso a partecipare ai caucus, un sistema di voto che si basa su piccoli dibattiti in vari collegi elettorali dello stato. Trump ha ottenuto oltre il 99% dei voti. La principale avversaria di Trump all’interno del partito, Nikki Haley, ex governatrice del South Carolina e ambasciatrice alle Nazioni Unite, ha deciso di non partecipare ai caucus del Nevada, consapevole della sua scarsa possibilità di successo contro Trump. Ha preferito concentrare i suoi sforzi sulle primarie organizzate dal governo statale, seppur non riconosciute dal partito, che si sono svolte martedì scorso. Tuttavia, anche in questa occasione, Haley ha subito una sconfitta, con oltre il 60% degli elettori che ha optato per “nessuno dei candidati”. La legge del Nevada permette di partecipare sia alle primarie che ai caucus, quindi è possibile che molti sostenitori di Trump abbiano scelto di votare per “nessuno dei candidati” alle primarie per danneggiare Haley.

ILPOST – UN TRIBUNALE STATUNITENSE NEGA A TRUMP L’IMMUNITA’ PRESIDENZIALE

Una corte d’appello federale di Washington ha stabilito che l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump non può invocare l’immunità presidenziale per i presunti reati commessi durante il suo mandato. La decisione riguarda le accuse relative all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 e ai suoi presunti sforzi per influenzare l’esito delle elezioni del 2020. La difesa di Trump aveva sostenuto che, essendo presidente al momento dei fatti, goda di immunità, ma la corte ha respinto tale argomentazione. È probabile che Trump faccia ricorso alla Corte Suprema. Attualmente, è imputato in quattro diversi processi, inclusi quelli legati all’assalto al Congresso. Questa decisione solleva importanti questioni costituzionali riguardo all’immunità dei presidenti. I tre giudici della corte d’appello hanno sollevato dubbi sulla possibilità di un’immunità assoluta per i presidenti, sottolineando le implicazioni potenzialmente pericolose di tale interpretazione, che potrebbe consentire comportamenti illegali senza conseguenze. Trump è il primo presidente nella storia degli Stati Uniti ad affrontare accuse penali dopo il termine del suo mandato.

RAINEWS – PROCESSO A TRUMP SUL PRESUNTO TENTATIVO DI SOVVERTIRE L’ESITO DELLE PRESIDENZIALI RINVIATO A TEMPO INDEFINITO

Il processo a Donald Trump, accusato di tentare di sovvertire l’esito delle elezioni presidenziali del 2020, è stato rinviato a tempo indefinito dalla giudice Tanya Chutkan. La decisione segue un appello presentato dagli avvocati di Trump contro la decisione della giudice di non concedere l’immunità al loro cliente. Gli avvocati hanno sostenuto che Trump avesse diritto all’immunità perché i fatti si sono verificati durante il suo mandato presidenziale, compreso l’assalto al Congresso nel gennaio 2021. Analisti ritengono che il processo potrebbe essere posticipato di diversi mesi, consentendo a Trump di continuare la campagna per le primarie repubblicane e, successivamente, per le elezioni presidenziali del prossimo novembre. C’è la possibilità che il caso venga portato davanti alla Corte Suprema, con ulteriori ritardi nelle udienze. Trump ha cercato di ritardare il processo, sperando di posticiparlo almeno fino alla fine delle primarie nel prossimo luglio. Trump è il primo ex presidente degli Stati Uniti ad affrontare un processo penale nella storia del paese. Attualmente è incriminato per quattro casi, tra cui il pagamento a Stormy Daniels e il possesso di documenti governativi riservati. La più grave delle accuse è quella federale, relativa all’assalto al Congresso e al tentativo di sovvertire l’esito delle elezioni presidenziali del 2020. È anche incriminato in Georgia per tentare di alterare i risultati elettorali nel 2020.

CORRIERE – TRUMP CONDANNATO A PAGARE 83,3 MILIONI DI DOLLARI: HA DIFFAMATO LA GIORNALISTA E. JEAN CARROLL

Un tribunale federale degli Stati Uniti ha stabilito che l’ex presidente Donald Trump dovrà versare un risarcimento di 83,3 milioni di dollari alla giornalista E. Jean Carroll. La giornalista lo aveva accusato di danneggiare la sua reputazione negando un presunto abuso sessuale. La richiesta di Carroll era di 10 milioni, ma la sentenza ha assegnato un risarcimento molto superiore. Carroll aveva già vinto una causa civile contro Trump l’anno scorso per abuso sessuale. Successivamente, lo aveva denunciato per le dichiarazioni fatte nel 2019, quando l’accusa era emersa. L’ex presidente aveva respinto l’accusa come “totalmente falsa”. La sentenza riflette il danno d’immagine derivato dalle affermazioni di Trump, aprendo la strada a un risarcimento significativo.

CORRIERE – TRUMP VINCE LE PRIMARIE DEL PARTITO DEMOCRATICO ANCHE IN NEW HAMPSHIRE

Donald Trump ha vinto anche le primarie del Partito Repubblicano del New Hampshire, dopo aver stravinto la settimana scorsa in Iowa. Con lo scrutinio al 91 per cento dei voti Trump è avanti con il 54,5 per cento contro il 43,2 di Nikki Haley. Questo risultato conferma che Trump è il candidato repubblicano più forte e che ha buone possibilità di vincere la nomination del partito e quindi di candidarsi alle elezioni presidenziali di novembre. Haley, ex governatrice del South Carolina, era la principale sfidante di Trump, ma non è riuscita a raccogliere abbastanza sostegno per impensierirlo. Le primarie continueranno nei prossimi mesi, ma è probabile che Trump continui a vincere e che quindi la sua nomina sia una formalità. La vittoria di Trump in New Hampshire è un’ulteriore conferma della sua forza all’interno del Partito Repubblicano. Haley aveva investito molto nello stato, ma non è riuscita a capitalizzare il suo vantaggio di moderata in un partito che si sta spostando sempre più a destra. Le prossime primarie si terranno in Nevada e South Carolina, dove Trump è in vantaggio. È quindi probabile che la sua nomina alla convention repubblicana di agosto sia una formalità.

ILPOST – NUOVI DOCUMENTI RIVELANO CHE TRUMP AVREBBE RICEVUTO MILIONI DI DOLLARI DA GOVERNI STRANIERI

Parlamentari Democratici del comitato investigativo della Camera dei Rappresentanti hanno reso pubblici documenti che rivelano come le aziende di Donald Trump abbiano ricevuto almeno 7,8 milioni di dollari da governi stranieri durante la sua presidenza tra il 2016 e il 2020. I dati, presenti in un dossier di 156 pagine ottenuto da una causa legale, indicano che gli hotel di Trump, soprattutto a Washington e Las Vegas e le due Trump Tower di New York, hanno ricevuto questi pagamenti. Le entrate includono 5,5 milioni di dollari provenienti dall’ambasciata cinese, dalla Banca industriale e commerciale cinese e dalla Hainan Airlines Holding Company, con legami stretti con il governo cinese. Altri 615mila dollari sarebbero arrivati dall’Arabia Saudita. Questi pagamenti sollevano accuse di violazione costituzionale, poiché la legge statunitense proibisce ai funzionari federali, incluso il presidente, di accettare denaro da governi stranieri senza il consenso del Congresso, che Trump non ha ottenuto. Sebbene Eric Trump abbia affermato che i guadagni dagli hotel sarebbero stati restituiti al governo, il dossier solleva preoccupazioni sull’interesse personale di Trump oltre l’interesse nazionale. Questo contrasta con il tentativo Repubblicano di dimostrare eventuali conflitti d’interesse del presidente Joe Biden attraverso gli affari internazionali di suo figlio Hunter Biden.

ILPOST – TRUMP CHIEDE ALLA CORTE SUPREMA DI INTERVENIRE SULLA SUA CANDIDABILITA’

L’ex presidente statunitense Donald Trump ha chiesto alla Corte suprema di pronunciarsi sulla legittimità della clausola del 14° emendamento che lo considera ineleggibile a causa del suo presunto coinvolgimento nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. La richiesta di Trump è stata presentata mercoledì e chiede alla Corte suprema di annullare la sentenza della Corte suprema del Colorado, che a dicembre aveva stabilito che l’ex presidente non avrebbe potuto partecipare alle primarie dei Repubblicani, che stabiliranno chi sarà il candidato del partito alle elezioni presidenziali di novembre. La clausola del 14° emendamento della Costituzione statunitense, risalente alla Guerra civile americana, prevede che chiunque sia stato coinvolto in insurrezioni o rivolte contro lo stato dopo aver prestato giuramento sulla Costituzione non può più ricoprire incarichi pubblici. Gli avvocati di Trump sostengono che questa clausola non fosse stata pensata per i presidenti degli Stati Uniti, che quindi dovrebbero esserne esclusi. Negano inoltre che l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 possa configurarsi come insurrezione, e affermano che Trump non sia stato in alcun modo coinvolto nella sua realizzazione. La decisione della Corte suprema sugli argomenti di Trump è attesa per i prossimi mesi. Se la Corte si esprimerà a favore dell’ex presidente, la sua candidatura alle primarie dei Repubblicani sarà automaticamente consentita in tutti gli stati, compresi quelli in cui è già stato dichiarato ineleggibile, come il Colorado o il Maine. La decisione della Corte suprema è importante anche per altri motivi. In primo luogo, potrebbe avere un impatto sulle future elezioni presidenziali, rendendo più difficile per i politici che abbiano commesso reati gravi di candidarsi. In secondo luogo, potrebbe rafforzare la posizione della Corte suprema, che negli ultimi anni ha assunto posizioni sempre più conservatrici e favorevoli ai Repubblicani.

ILPOST – IL MAINE ESCLUDE TRUMP DALLE ELEZIONI PRESIDENZIALI

L’ex presidente statunitense Donald Trump è stato escluso dalle elezioni presidenziali del 2024 anche in Maine, il secondo stato a prendere una decisione del genere dopo il Colorado. La decisione è stata presa da Shenna Bellows, segretaria di stato del Maine, che ha fatto ricorso a una clausola della Costituzione risalente al periodo della Guerra Civile: la Sezione 3 del 14esimo emendamento, secondo cui chiunque sia stato coinvolto in insurrezioni o rivolte contro lo Stato dopo aver prestato giuramento sulla Costituzione non può più ricoprire incarichi pubblici. Trump è stato accusato di aver incitato i manifestanti che fecero irruzione al Congresso degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021 per ribaltare i risultati delle elezioni vinte dall’attuale presidente Joe Biden. La decisione della segretaria di stato del Maine è considerata politicamente più significativa di quella del Colorado. Il Colorado infatti è uno stato in cui è già data per scontata la vittoria dei Democratici, e quindi con ogni probabilità di Biden che sarà il loro candidato alle presidenziali. Un’esclusione di Trump dalle elezioni in quello stato non avrebbe insomma grosse conseguenze in termini elettorali. Avrebbe invece conseguenze assai più rilevanti in Maine, dove il risultato delle presidenziali è più incerto.

AGI – DONALD TRUMP ESCLUSO DALLA PRIMARIE IN COLORADO

La Corte Suprema del Colorado ha escluso Donald Trump dalle primarie repubblicane a causa del suo ruolo nell’assalto al Campidoglio nel gennaio 2021. Questa decisione, 4 voti a 3, è senza precedenti nella storia presidenziale degli Stati Uniti. La Corte ha citato il 14° emendamento, che impedisce a funzionari coinvolti in “insurrezioni o rivolte” contro il governo di assumere cariche pubbliche. Steven Cheung, portavoce della campagna di Trump per il 2024, annuncia un ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti, definendo la decisione “sbagliata e antidemocratica”. Questa esclusione potrebbe influenzare le elezioni del 5 novembre 2024. Gruppi come i Citizens for Responsibility and Ethics di Washington hanno chiesto la sua esclusione in altri stati, come Minnesota e Michigan, con decisioni rimandate alla Corte Suprema. Il 14° emendamento, istituito nel 1868 dopo la Guerra Civile, ha l’obiettivo di prevenire la partecipazione al governo di chi si è ribellato al Paese. Trump ha reagito su Truth attaccando il procuratore Jake Smith, accusandolo di volerlo incarcerare. Durante un comizio in Iowa, ha negato di aver letto “Mein Kampf” di Adolf Hitler, contrastando le accuse di averlo citato.

BIDEN

ANSA – ARRESTATO EX INFORMATORE DELL’FBI CHE ACCUSO’ JOE E HUNTER BIDEN DI ESSERE STATI CORROTTI DA UNA SOCIETA’ UCRAINA

Mercoledì, l’ex informatore dell’FBI Alexander Smirnov è stato arrestato a Las Vegas per aver inventato false accuse contro il presidente Joe Biden e suo figlio Hunter. Smirnov, 43 anni, è accusato di dichiarazioni false e falsificazione di documenti, rischiando fino a 25 anni di carcere. Le accuse di Smirnov affermavano che Hunter Biden avesse ricevuto 5 milioni di dollari dalla società ucraina Burisma per influenzare un’indagine. Questo ha portato a un’indagine approvata dai Repubblicani nel dicembre 2020 per l’impeachment di Biden, basata su informazioni ora ritenute false. Il procuratore speciale David Weiss ha dichiarato che le motivazioni di Smirnov erano politiche, mirando a danneggiare la reputazione di Biden durante le elezioni presidenziali del 2020. La sua arresto è un colpo importante poiché solleva dubbi sulle accuse contro Biden.

ILPOST – BIDEN NON SARA’ ACCUSATO PER IL CASO DEI DOCUMENTI RISERVATI: “ANZIANO CON POCA MEMORIA”

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato che il presidente Joe Biden non sarà accusato per il caso dei documenti riservati. Le indagini, durate circa un anno, hanno rilevato che Biden trattenne alcuni documenti contrassegnati come riservati sulla guerra in Afghanistan e su altre questioni di sicurezza nazionale, ma non ci sono elementi sufficienti per formulare accuse penali. La decisione è stata presa dal procuratore speciale Robert Hur, nominato per gestire le indagini con un certo livello di indipendenza rispetto all’amministrazione Biden. Hur ha sottolineato che Biden ha collaborato alle indagini e che i documenti potrebbero essere stati portati nella sua residenza privata mentre era vicepresidente e aveva quindi il diritto di trattenerli. Il caso è stato oggetto di accesi dibattiti politici, con i Repubblicani che accusavano Biden di ipocrisia per le sue critiche all’ex presidente Donald Trump, coinvolto in un caso simile. Tuttavia, i due casi presentano differenze significative: Biden ha collaborato con le autorità, mentre Trump ha ostacolato le indagini. La mancata incriminazione di Biden è una vittoria per il presidente, che si prepara a ricandidarsi alle elezioni del prossimo novembre. Tuttavia, la vicenda potrebbe comunque avere un impatto sulla campagna elettorale, con i Repubblicani che continueranno ad accusarlo di negligenza. Il procuratore speciale Robert Hur ha descritto il presidente Biden come “anziano e con poca memoria” nel rapporto sulla gestione dei documenti riservati. Trump ha sfruttato il rapporto per attaccare Biden, sostenendo un presunto doppio standard giudiziario. Ha contrastato la sua situazione legale con quella di Biden, accusando il sistema giudiziario di parzialità. In risposta, Biden ha difeso la sua collaborazione con le indagini e ha criticato Trump per la mancanza di cooperazione. Tuttavia, una gaffe durante una conferenza stampa, in cui ha confuso il presidente egiziano con quello messicano, ha attirato ulteriori critiche. Il video dell’incidente è diventato virale sui social media, alimentando ulteriori speculazioni sulla salute mentale di Biden.

SKYTG24 – BIDEN VINCE LE PRIMARIE IN SOUTH CAROLINA

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha ottenuto una vittoria schiacciante con oltre il 96% dei voti nelle primarie democratiche del South Carolina. Biden, favorito sin dall’inizio, ha superato gli altri due candidati, Marianne Williamson e Dean Phillips, senza sfide significative. L’affluenza alle primarie è stata di circa 131.000 persone, in netto calo rispetto al 2020. Tuttavia, dati precedenti non sono confrontabili, poiché le primarie sono state annullate nel 2012 quando il presidente democratico in carica, Barack Obama, non aveva avversari. La vittoria di Biden in South Carolina nel 2020 ha segnato una svolta nella sua campagna, dopo sconfitte in Iowa, New Hampshire e Nevada. Questa vittoria conferma il sostegno della base democratica, in particolare degli elettori neri, che costituiscono una parte significativa della popolazione dello stato.

WASHINGTON POST – 1/3 DEGLI AMERICANI RITIENE CHE BIDEN NON SIA IL LEGITTIMO PRESIDENTE

Un recente sondaggio condotto da Washington Post-University of Maryland rileva che oltre un terzo degli americani non ritiene legittima l’elezione del presidente Biden nel 2020, segnando un aumento del 7% rispetto a due anni fa e evidenziando una diminuzione della fiducia nel suo mandato. Il 36% degli intervistati ha espresso dubbi sull’elezione di Biden, mentre il 62% lo considera presidente legittimo, in ribasso rispetto al 69% del 2021, riflesso anche dalla diminuzione della sua popolarità. In particolare, i repubblicani registrano il calo maggiore della fiducia nel presidente, passando dal 39% al 31%, mentre gli indipendenti scendono dal 72% al 66%. I democratici, invece, dal 94% al 91%. Un terzo degli adulti afferma che ci siano prove concrete di frodi elettorali nel 2020, con il 62% dei repubblicani, il 33% degli indipendenti e solo il 10% dei democratici. Tuttavia, il 63% respinge l’idea di frodi diffuse. La preoccupazione sull’integrità elettorale persiste tra i cittadini, come confermato anche da un precedente sondaggio CNN del luglio 2023, dove il 38% degli adulti riteneva che Biden non avesse vinto legittimamente. Sebbene il 61% credeva nella sua legittima vittoria, si è registrato un minimo storico. La diminuzione della convinzione sulla legittimità di Biden è evidenziata anche dal 51% che ora ritiene siano presenti prove concrete della sua sconfitta, rispetto al 73% del 2021.

RAINEWS – CAMERA DEGLI STATI UNITI APPROVA INDAGINE PER METTERE BIDEN SOTTO IMPEACHMENT

La Camera dei deputati degli Stati Uniti ha approvato un’indagine su presunti abusi di potere e corruzione di Joe Biden, aprendo la strada a un possibile impeachment. Questo evento, precedente a una rimozione forzata dal governo, coinvolge testimonianze e udienze prolungate in Casa. Le basi dell’indagine repubblicana non sono chiare. Da anni, i Repubblicani indagano su Biden e la sua famiglia, senza prove concrete. Questo movimento, vista l’apertura dell’indagine, sembra una mossa politica per accreditare l’opposizione come ostile verso Biden, un Democratico. Molti Repubblicani moderati sono scettici. L’indagine era stata avviata da Kevin McCarthy ma non aveva ottenuto il consenso della Camera, mancando prove gravi contro Biden. Le voci discordanti all’interno del partito sollevano preoccupazioni su questa manovra. Sebbene l’indagine sia approvata, un’eventuale rimozione richiede il voto del Senato, dove i Democratici hanno la maggioranza. L’indagine, comunque, si focalizza sui membri della famiglia Biden, con l’intento di dimostrare presunte falsità del presidente sulle attività del figlio Hunter.

POLITICA CANADA

AGENZIANOVA – CORTE FEDERALE CANADESE: INCOSTITUZIONALE LO STATO DI EMERGENZA CONTRO LE PROTESTE DEI CAMIONISTI

La Corte Federale canadese ha emesso una decisione clamorosa riguardo allo stato d’emergenza dichiarato dal governo di Justin Trudeau in risposta alle proteste del Freedom Convoy 2022. La Corte ha giudicato l’invocazione dell’Emergencies Act come irragionevole, ingiustificata e una violazione della Carta. Il giudice Mosley della Corte Federale ha stabilito che l’uso della legge sui poteri di emergenza è stato ingiustificato e irragionevole, schierandosi con i gruppi per le libertà civili. Questi sostengono che il governo canadese ha superato i propri poteri, non giustificando adeguatamente l’invocazione storica dell’Emergencies Act a febbraio 2022. Il giudice Mosley ha dichiarato: “Ho concluso che la decisione di emettere la Proclamazione (della Legge sulle Emergenze) non ha i tratti distintivi della ragionevolezza – giustificazione, trasparenza e comprensibilità – e non è stata giustificata in relazione ai vincoli fattuali e legali che dovevano essere presi in considerazione”. Il vice primo ministro Chrystia Freeland ha annunciato che il governo non è d’accordo con la decisione di Mosley e intende presentare ricorso. Freeland ha sostenuto che, al momento dell’invocazione dell’Emergencies Act, la sicurezza pubblica e nazionale dei canadesi era minacciata. La sentenza è il risultato di quattro ricorsi legali presentati da gruppi per le libertà civili, tra cui la Canadian Civil Liberties Association (CCLA) e la Canadian Constitutional Foundation (CCF). La Corte federale ha dichiarato, almeno temporaneamente, che le misure prese dal governo Trudeau erano illegittime. Successivamente, verranno valutati i “Rimedi” legali, che potrebbero includere misure penali o compensazioni finanziarie per i danni subiti dai membri del Freedom Convoy, il cui sostegno finanziario era stato bloccato dal governo durante le misure d’emergenza.

POLITICA ASIATICA

ASKANEWS – XI JINPING VUORE FARE DELLA CINA UNA SUPERPOTENZA FINANZIARIA

Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato che la Cina diventerà una superpotenza finanziaria, ma con un sistema diverso da quello occidentale. In un discorso pronunciato martedì presso la Scuola Centrale del Partito a Pechino, Xi ha sottolineato che la Cina deve costruire una solida base economica e tecnologica per raggiungere questo obiettivo. Ha anche affermato che la finanza deve essere collegata all’economia reale e che il sistema finanziario cinese deve essere forte e ben regolamentato. “La Cina si concentrerà sul miglioramento della sua competitività e della sua influenza sulle regole internazionali, promuovendo un’apertura finanziaria di “alto livello””, ha dichiarato Xi. “Semplificheremo le misure restrittive, miglioreremo la trasparenza, la stabilità e la prevedibilità della nostra politica e regoleremo gli investimenti all’estero e le attività di finanziamento, migliorando il sostegno finanziario per la Belt and Road Initiative”. Pechino è preoccupata per la fragilità del suo sistema finanziario, soprattutto perché la Cina si trova ad affrontare un ambiente geopolitico sempre più turbolento ed è alle prese con le crisi del debito del mercato immobiliare e dei governi locali. Nell’ultimo anno la Cina ha dovuto affrontare diverse sfide finanziarie, tra cui l’esodo di capitali stranieri, con 140 miliardi che hanno lasciato il paese nel 2023. Lo yuan è rimasto debole rispetto al dollaro USA, sebbene il suo tasso di cambio si sia stabilizzato dalla fine dello scorso anno. Le autorità hanno risposto riorganizzando il regime normativo, con l’istituzione di una Commissione Finanziaria Centrale per supervisionare il settore multimiliardario. La maggior parte delle banche, delle società di intermediazione mobiliare e delle assicurazioni cinesi sono controllate dai governi a diversi livelli.

Altre notizie:

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CORRIERE – LO SCANDALO FINANZIARIO DI ALCUNI ESPONENTI DEL GOVERNO GIAPPONESE

Il governo del primo ministro giapponese Fumio Kishida è in grave crisi politica a causa di uno scandalo finanziario che coinvolge diversi esponenti del Partito Liberal Democratico (PLD), il partito conservatore che governa il paese dal 1955. L’indagine della procura giapponese, resa pubblica a fine novembre, ha portato alle dimissioni di cinque ministri e di altri esponenti importanti del PLD, tra cui il segretario generale di gabinetto Hirokazu Matsuno e il capogruppo al Senato Hiroshige Seko. Il sospetto è che molti membri del PLD abbiano raccolto fondi in maniera irregolare negli ultimi cinque anni, non dichiarandoli nella contabilità del partito. Le violazioni, se dimostrate, potrebbero comportare fino a cinque anni di carcere. L’inchiesta è stata allargata a cinque delle sei correnti del PLD, che avrebbero fatto la stessa cosa ma in misura minore. Tra queste c’è anche la corrente Kōchikai, guidata dal primo ministro Kishida, che la settimana scorsa si è dimesso dal suo incarico di leader del gruppo. Il Partito Liberal Democratico è il partito più importante del Giappone e governa quasi ininterrottamente il paese dal 1955. Nel tempo ha affrontato diversi scandali, ma quello in corso è considerato il peggiore degli ultimi decenni. La popolarità del governo Kishida è già ai minimi storici, e lo scandalo ha contribuito a peggiorarla ulteriormente. Secondo l’ultimo sondaggio dell’emittente pubblica NHK pubblicato l’11 dicembre, solo il 23% della popolazione sosteneva il primo ministro. Kishida può contare sul fatto che in Giappone non sono previste elezioni parlamentari fino al 2025 e i partiti di opposizione sono piccoli e abbastanza impopolari. Tuttavia, a settembre del 2024 si voterà per scegliere il nuovo leader del PLD e ci sono diversi dubbi sul fatto che Kishida possa continuare a guidare il partito.

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