WIRED – NEL 2023 SONO STATI VENDUTI PIU’ VINILI CHE CD

Nel 2023, per il secondo anno consecutivo, le vendite di vinili hanno superato quelle dei CD, riportando in auge un formato considerato ormai obsoleto da molti

Nel 2023, per il secondo anno consecutivo, le vendite di vinili hanno superato quelle dei CD, riportando in auge un formato considerato ormai obsoleto da molti.

Secondo i dati dell’Associazione industriale discografica d’America (RIAA), nel 2023 sono stati venduti complessivamente 43 milioni di vinili, sei milioni in più rispetto ai CD. Questo risultato è stato raggiunto nonostante il costo più elevato dei vinili, che ha portato a un incasso totale di 1,4 miliardi di dollari, rispetto ai 537 milioni di dollari generati dalle vendite di CD.

È interessante notare che nonostante siano stati venduti circa 700.000 CD in meno rispetto all’anno precedente, il totale delle entrate dalle vendite di CD è aumentato rispetto al 2022. In aggiunta alle vendite di vinili e CD, sono state vendute anche 500.000 musicassette, rappresentando complessivamente l’11% del mercato totale dei media fisici.

Tuttavia, il settore della musica continua ad essere dominato dallo streaming, che ha rappresentato l’84% delle entrate totali del settore, raggiungendo un valore record di 14,4 miliardi di dollari nel 2023. Gli abbonamenti a pagamento, i servizi radio digitali e quelli supportati da pubblicità sono stati i principali contributori a questa cifra.

Nonostante il successo dei vinili, il settore discografico deve affrontare nuove sfide, come l’ascesa dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo il CEO della RIAA, Mitch Glazier, esistono preoccupazioni riguardo al possibile impatto di questa tecnologia sulla creatività musicale e sulla portata culturale della musica. Anche se al momento non è chiaro se gli strumenti sviluppati dalle grandi aziende tecnologiche possano effettivamente minacciare la creatività musicale umana, il settore discografico è già alle prese con le sfide rappresentate, ad esempio, dalla clonazione delle voci degli artisti.

Nonostante l’ascesa dello streaming e le nuove sfide tecnologiche, i vinili hanno dimostrato di mantenere un posto speciale nel cuore degli appassionati di musica, contribuendo a mantenere viva l’esperienza della musica su supporto fisico.

LE ALTRE NOTIZIE IN EVIDENZA SU “INTRATTENIMENTO”:

EREDITA’ AGNELLI

ANSA – EREDITA’ AGNELLI: TRIBUNALE DEL RIESAME RESPINGE IL RICORDO DEGLI ELKANN E CONFERMA IL SEQUESTRETO DELLE CARTE

Il tribunale del Riesame ha confermato il sequestro dei materiali legati all’eredità di Gianni Agnelli, su indicazione della procura di Torino. Il provvedimento, emesso dai pubblici ministeri il 6 marzo scorso, è stato confermato nonostante il ricorso presentato dagli avvocati dei fratelli Elkann e del commercialista Gianluca Ferrero, che avevano contestato la legittimità del sequestro. Il sequestro riguarda parte del materiale preso in consegna dalla guardia di finanza e si inserisce nell’inchiesta relativa all’eredità di Gianni Agnelli, che coinvolge anche l’ipotesi di una residenza fittizia della vedova dell’avvocato, Marella Caracciolo, in Svizzera, con conseguente evasione fiscale. Le indagini sono condotte dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio insieme ai colleghi Mario Bendoni e Giulia Marchetti. Il provvedimento di sequestro, emesso inizialmente il 6 marzo, ha ampliato il numero delle persone indagate e introdotto nuovi reati nell’ambito dell’inchiesta. I legali dei fratelli Elkann e di Gianluca Ferrero avevano già presentato un primo ricorso contro il sequestro, ottenendo la restituzione di parte del materiale precedentemente sequestrato, compresi documenti, dispositivi informatici e telefoni cellulari. Tuttavia, i pm hanno disposto un secondo sequestro su una parte del materiale precedentemente restituito, il quale è stato confermato dal tribunale del Riesame. Tra gli indagati figurano anche il notaio svizzero Urs Robert Von Gruenigen, nonché Lapo e Ginevra Elkann, nipoti di Marella Caracciolo. L’indagine ha avuto origine da un esposto presentato da Margherita Agnelli, figlia di Marella e Gianni Agnelli, e si concentra principalmente sulla presunta residenza fittizia di Marella Caracciolo in Svizzera e sulle implicazioni fiscali correlate. Secondo l’accusa, Marella Caracciolo risultava residente in Svizzera per motivi fiscali, mentre in realtà dimorava a Torino, assistita da personale domestico. I pm ipotizzano che ciò abbia portato a dichiarazioni fraudolente relative ai redditi di Marella Agnelli per gli anni 2016 e 2019.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
ANSA – JOHN ELKANN QUERELA UNA TROUPE RAI

I legali di John Elkann, noto imprenditore e nipote dell’Avvocato Agnelli, hanno reso noto di aver presentato una querela contro una Troupe della Rai per interferenze illecite nella vita privata. Paolo Siniscalchi, Federico Cecconi e Carlo Re, rappresentanti legali di Elkann, hanno dichiarato che la decisione è stata presa in seguito a un episodio avvenuto nei giorni scorsi. Una troupe televisiva, secondo quanto riportato, ha effettuato riprese video mediante un drone all’interno di uno spazio privato presso l’abitazione torinese di John Elkann. Queste riprese, successivamente emerse, sarebbero state destinate alla trasmissione televisiva “Porta a Porta”. Gli avvocati di Elkann hanno sottolineato che tale intrusione nella vita privata del loro assistito, nonché della sua famiglia, che comprende anche tre minori, è da considerarsi ingiustificabile e inaccettabile, specialmente considerando l’origine pubblica della rete televisiva coinvolta. A seguito di questo episodio, i legali di Elkann hanno annunciato l’avvio di azioni legali contro tutti i soggetti responsabili, esigendo il rispetto della privacy e la non diffusione delle immagini ottenute in modo illecito. Inoltre, hanno emesso una diffida nei confronti della redazione di “Porta a Porta”, invitandola a evitare comportamenti simili in futuro e a non utilizzare le immagini in questione in alcun modo. Tuttavia, la trasmissione “Porta a Porta”, condotta da Bruno Vespa, ha risposto attraverso un comunicato ufficiale. Essi hanno dichiarato che il film maker della trasmissione, munito di regolare licenza di volo, ha cessato le riprese dopo essere stato invitato a farlo dal personale di sicurezza della casa di Elkann. Inoltre, hanno assicurato che le suddette immagini non sono state trasmesse né lo saranno in futuro.

ANSA – EREDITA’ AGNELLI: INDAGATI I TRE FRATELLI ELKANN

Un nuovo capitolo si apre nella complessa vicenda dell’eredità Agnelli. La Procura di Torino ha infatti iscritto nel registro degli indagati i tre fratelli Elkann – John, Lapo e Ginevra – per presunte evasioni fiscali legate alla gestione del patrimonio di famiglia. L’indagine, nata da un esposto presentato da Margherita Agnelli, madre dei tre, si concentra su un vitalizio di 500mila euro annui che la figlia avrebbe versato alla madre, Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli. Secondo l’accusa, questo vitalizio non sarebbe stato dichiarato correttamente, configurando un’evasione fiscale stimata attorno ai 30 milioni di euro. Le indagini ipotizzano infatti l’esistenza di un “tesoro nascosto” nei paradisi fiscali, emerso grazie alla scoperta di mezzo miliardo di euro in conti esteri da parte della Guardia di Finanza. Al centro dell’inchiesta ci sono anche Gianluca Ferrero, commercialista e presidente della Juventus, e il notaio svizzero Urs Robert von Grueningen, accusati di aver contribuito a eludere il pagamento delle tasse di successione, per un importo stimato di 700 milioni di euro. L’esame delle dichiarazioni dei redditi degli anni 2016 e 2017 ha acceso i riflettori sulla società Bundeena Consulting Inc. Bvp, ritenuta di proprietà di Marella Caracciolo e utilizzata per veicolare ingenti somme verso le società dei nipoti con sede in Liechtenstein. Le accuse ipotizzano che Ferrero e il notaio svizzero abbiano architettato un sistema di dichiarazioni fiscali ingannevoli, con John Elkann che avrebbe addirittura assoldato personale e utilizzato società come “Fca Security” e “Stellantis Europa” per operazioni sospette all’interno delle proprietà della nonna. Un complesso network di società anonime riconducibili agli Elkann è stato scoperto da un’ispezione antiriciclaggio condotta nel luglio 2023. Gli avvocati degli Elkann respingono le accuse, sostenendo che i fondi in questione erano già stati dichiarati e tassati e che le firme sul testamento di Marella Caracciolo sarebbero false. Margherita Agnelli, dal canto suo, ha ampliato le sue denunce ad altri beni di famiglia, come quadri e opere d’arte, avviando diverse cause legali in diverse città. L’intera vicenda si inserisce in una più ampia battaglia legale che vede Margherita Agnelli contestare le disposizioni testamentarie che la escluderebbero, insieme ad altri cinque figli, dalla successione. In ballo c’è il controllo di società cruciali come Stellantis, Ferrari e Juventus. La causa principale ruota attorno alla società Dicembre, fulcro del controllo del gruppo Agnelli, con Margherita che contesta un accordo del 2004 e mira a rinegoziare i termini della successione e della proprietà.

ANSA – EREDITA’ AGNELLI: ACCOLTO PARZIALMENTE IL RICORSO PRESENTATO DA ELKANN

Il tribunale del riesame ha accolto parzialmente il ricorso presentato dagli avvocati di John Elkann, amministratore delegato di Exor, e di Gianluca Ferrero, commercialista della famiglia, riguardo alle perquisizioni ordinate dalla procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità di Gianni Agnelli. Sebbene sia solo il primo round, Elkann ha ottenuto un risultato favorevole, anche se la partita è ancora lungi dall’essere conclusa. Il decreto dei pubblici ministeri è stato annullato solo parzialmente, ma la decisione del tribunale sembra significativa. Sono stati restituiti i dispositivi elettronici, inclusi telefonini e computer, oltre a una vasta quantità di documenti. Tra questi, spiccano quelli relativi a “Dicembre”, la cassaforte che controlla tutte le società del gruppo. Gli avvocati di Elkann hanno sottolineato che il materiale sequestrato superava le necessità legate all’ipotesi di reato, che riguardava la presunta dichiarazione infedele dei redditi di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli, per gli anni 2018 e 2019. Gli avvocati di Elkann si sono detti soddisfatti per il riconoscimento da parte del tribunale di un principio di garanzia del cittadino, specialmente quando coinvolge un professionista vincolato dal segreto professionale. Anche i legali di Ferrero hanno espresso soddisfazione per la decisione del tribunale. Il tribunale sembra aver limitato lo spazio di manovra dei pubblici ministeri, che avevano accennato a possibili tesoretti nascosti all’estero e società in paradisi fiscali, oltre a pagamenti non documentati e altre questioni legate al patrimonio di Marella Agnelli. Rimangono sotto sequestro il testamento redatto nel 2011 dalla donna e le integrazioni del 2012 e 2014, oltre alle carte relative al presunto giallo sul suo domicilio in Svizzera, comprese quelle riguardanti l’immobile a Roma e altre proprietà.

SKYTG24 – INIZIATA L’INCHIESTA SULL’EREDITA’ DI AGNELLI

Ieri, 28 febbraio, si è tenuta l’udienza al Tribunale del Riesame di Torino nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta dichiarazione fraudolenta delle denunce dei redditi del 2018 e 2019 di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli. Al centro dell’indagine ci sono le firme di Marella su alcuni documenti, tra cui le aggiunte testamentarie, che una consulenza grafologica ha definito “ragionevolmente apocrife”. L’inchiesta è nata da un esposto presentato da Margherita Agnelli, figlia di Marella, che accusa i figli di John Elkann di aver creato l’apparenza di una residenza fittizia in Svizzera della madre per ottenere vantaggi fiscali. I legali di John Elkann, del commercialista Gianluca Ferrero e del notaio svizzero Urs Robert Von Gruenigen, indagati per falso, hanno presentato un ricorso per vizio di motivazione contro i sequestri disposti dalla procura di Torino. La contestazione riguarda la pertinenza tra la presunta residenza fittizia di Marella in Svizzera e la quantità di atti e dispositivi elettronici sequestrati dalla Guardia di Finanza nelle perquisizioni del 7 febbraio. La consulenza grafologica, basata su fotocopie dei documenti, ha indicato come “apocrife” le firme di Marella su alcuni documenti chiave. Ora è stata disposta una seconda consulenza su alcuni originali. Margherita Agnelli contesta il testamento con cui la madre ha lasciato i beni ai tre figli Elkann e chiede di essere riconosciuta come unica erede legittima. I giudici del Riesame dovranno valutare la solidità dell’accusa e la pertinenza dei sequestri. La decisione potrebbe avere un impatto significativo sull’esito dell’inchiesta e sulla successione dei beni della famiglia Agnelli. In ballo c’è il controllo di un impero industriale e finanziario che comprende, tra le altre cose, la Juventus, la Ferrari, Stellantis e Cnh.

FANPAGE – INCHIESTA EREDITA’ DI GIANNI AGNELLI: JOHN ELKAN INDAGATO

John Elkann, presidente di Stellantis e Ferrari, è indagato dalla procura di Torino per violazioni fiscali nell’ambito di un’inchiesta sull’eredità di Gianni Agnelli. L’indagine è stata avviata a seguito di un esposto presentato da Margherita Agnelli, figlia di Gianni Agnelli e madre di John Elkann. Margherita contesta la validità di alcuni accordi presi in merito all’eredità del padre e sostiene che Elkann e gli altri eredi non abbiano versato le imposte dovute su una rendita vitalizia di 3,5 milioni di euro annui che spettava a Marella Agnelli, seconda moglie di Gianni Agnelli e madre di John Elkann. I reati ipotizzati dalla procura sono la dichiarazione infedele dei redditi e l’evasione fiscale. L’inchiesta coinvolge anche il commercialista Gianluca Ferrero e Robert Von Groueningen, amministratore dell’eredità di Marella Agnelli. Elkann ha respinto le accuse, affermando che gli accordi contestati sono validi e che le imposte sono state regolarmente pagate. L’indagine si inserisce in una più ampia faida familiare tra Margherita Agnelli e i suoi figli, tra cui John Elkann. Margherita contesta la sua estromissione dalla gestione del patrimonio di famiglia e ha avviato una causa civile contro i figli.

KATE MIDDLETON
ANSA – KATE MIDDLETON HA IL CANCRO

La principessa britannica Kate Middleton, moglie del principe William d’Inghilterra, ha annunciato in un video pubblicato su Twitter di essere affetta da cancro e di aver iniziato un ciclo di chemioterapia. Questa dichiarazione è giunta venerdì, dopo oltre due mesi di silenzio sul suo stato di salute. Nel videomessaggio, Middleton ha descritto gli ultimi due mesi come estremamente difficili per la sua famiglia e ha chiesto un po’ di tempo, spazio e privacy durante il suo percorso di guarigione. Tuttavia, non ha specificato il tipo di cancro che le è stato diagnosticato. L’ufficio stampa di Kensington Palace, che gestisce le comunicazioni ufficiali di William e Kate, ha dichiarato che non fornirà ulteriori dettagli in merito. La principessa non era apparsa in pubblico dal 25 dicembre, quando aveva partecipato alla messa di Natale nella chiesa di St Mary Magdalene vicino a Sandringham House, nel Norfolk, dove la famiglia reale trascorre le festività. Il 17 gennaio, l’ufficio stampa di Kensington Palace aveva comunicato che Middleton aveva subìto un intervento chirurgico all’addome e che si stava riprendendo. Si prevedeva il ritorno alle attività pubbliche verso la fine di marzo. L’assenza prolungata di Middleton dalla scena pubblica aveva suscitato una grande attenzione e curiosità su internet, alimentata anche dalle poche informazioni divulgate sui suoi progressi di salute. In particolare, il comportamento ambiguo dei media reali riguardo alle notizie sulla sua salute aveva sollevato dubbi sull’affidabilità e trasparenza delle comunicazioni provenienti dalla famiglia reale. Questo è il secondo caso di cancro diagnosticato a un membro della famiglia reale britannica. A febbraio, Re Carlo III del Regno Unito aveva annunciato di essere in trattamento per un cancro, senza fornire ulteriori dettagli sulla sua diagnosi o gravità. Entrambi i casi mettono in evidenza la sfida che la famiglia reale britannica affronta nella gestione delle informazioni personali e delle crisi di salute dei suoi membri.

RE CARLO

ANSA – RE CARLO III HA IL CANCRO

La famiglia reale britannica ha annunciato che al re Carlo III è stata diagnosticata una forma di cancro. Sebbene non siano stati forniti dettagli sulla diagnosi o sulla sua gravità, è stato specificato che non si tratta di cancro alla prostata, nonostante il recente ricovero in ospedale per un ingrossamento benigno di tale ghiandola. Il re, 75 anni, ha iniziato trattamenti periodici lunedì e ha temporaneamente rinviato tutti gli impegni pubblici su consiglio medico. Carlo III è salito al trono dopo la morte di sua madre, la regina Elisabetta II, nell’ottobre 2022. In passato, ha reso pubblica la sua lotta con l’ingrossamento della prostata per promuovere l’importanza dei controlli medici regolari. Ora, condivide la sua diagnosi di cancro per evitare speculazioni e spera di sensibilizzare sul cancro.

FEDEZ E FERRAGNI
FEDEZ VIA DA MUSCHIO SERVAGGIO E FERRAGNI DA TOD’S

Mentre Fedez deve lasciare la conduzione del podcast “Muschio Selvaggio” (uno dei più seguiti d’Italia), Chiara Ferragni non verrà riconfermata nel cda di Tod’s (società marchigiana di abbigliamento).

CASO FEDEZ

ILMESSAGGERO – CONDACONS RISPONDE ALLA QUERELA DI FEDEZ

La querela per diffamazione e calunnia presentata da Fedez contro il Codacons è l’ultimo capitolo di una battaglia a colpi di denunce e video social tra il rapper e l’associazione dei consumatori. Tutto è iniziato con un esposto alla Guardia di Finanza depositato dal Codacons, che chiedeva di indagare sulle società facenti capo a Federico Lucia. Fedez, nel 2020, durante un’udienza con il Codacons, si era definito “nullatenente”. La risposta del Codacons non si è fatta attendere: in un video ironico pubblicato su YouTube, il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, si rivolge a Fedez con un broccolo in mano. “Ma se sei nullatenente, che ti frega? I nullatenenti non hanno niente da temere”, dice Rienzi. “Attento però. Perché, giuridicamente, se tu hai delle società, non è che puoi dire che sei nullatenente. Un’altra cosa. Non andare con la Lamborghini a dare i soldi ai poveri. Come fanno le persone a credere che sei nullatenente? Stai un po’ più attento”.** Il video si conclude con un “Se ti abbiamo offeso, ti chiediamo scusa, caro Broccolino”: una risposta al nomignolo “Patatino”, con cui Fedez si rivolge a Rienzi. La querela di Fedez è l’ennesimo atto di una vicenda che si trascina da tempo. Il rapper accusa il Codacons di accanimento contro di lui e di avergli causato un danno d’immagine. Il Codacons, dal canto suo, sostiene di aver solo fatto il proprio dovere, tutelando i diritti dei consumatori.

Altre notizie:

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MILANOTODAY – FEDEZ DENUNCIA IL CODACONS PER CALUNNIA E DIFFAMAZIONE

Fedez ha denunciato il Codacons per calunnia e diffamazione in seguito a un esposto presentato alla Guardia di Finanza sulle società di Fedez e sulla questione della “nullatenenza”. La querela, depositata alla Procura di Milano, coinvolge anche i genitori di Fedez, Annamaria Berrinzaghi e Franco Lucia, in qualità di amministratori unici e legali rappresentanti di Doom srl e Zedef srl. Secondo i legali del rapper, le accuse del Codacons si sono rivelate “infondate e strumentali” con l’unico scopo di “attaccarlo ingiustamente”. L’associazione avrebbe infatti celatamente accusato Fedez di essere incline a commettere reati, paventando “profili di criticità” e “una forma di potere occulto e trasversale” nelle sue società. Il Codacons ha inoltre ipotizzato che tali condotte potrebbero essere finalizzate all’evasione fiscale. “Scenari sfuggenti, insinuanti, dai contorni indefiniti e inquietanti”, “Forze oscure all’opera per non si sa bene quali arcani e reconditi motivi”, sono solo alcuni dei termini utilizzati dall’associazione per descrivere Fedez e le sue attività. Gli avvocati del rapper contestano queste affermazioni, bollando il racconto del Codacons come “falso” e “gravemente diffamatorio”.

AGI – LE DICHIARAZIONI CHE FEDEZ RESE IN TRIBUNALE NEL 2020 IN CUI SI DEFINIVA “NULLATENENTE”

Fedez è nuovamente sotto i riflettori, questa volta per alcune dichiarazioni rese in tribunale nel 2020 e rese pubbliche di recente, in cui si definiva “nullatenente”. Nonostante la sua affermazione, Fedez è a capo di un impero di aziende familiari che ha fatturato oltre 20 milioni di euro. Tra queste, la Zedef, di cui il 50% è in mano alla madre, il 40% al padre e solo il 10% a Fedez. La Zedef controlla a sua volta altre società del gruppo, incassando utili milionari. Fino a qualche anno fa, Fedez era socio di J-Ax nell’etichetta discografica Newtopia. Ora è proprietario della Doom, che offre servizi di digital engagement e consulenza alle imprese. Il Codacons ha presentato un esposto contro Fedez, evidenziando come il “Gruppo Fedez” abbia acquisito il controllo totale della Doom Enter S.r.l. dopo solo 3 anni e mezzo dalla sua costituzione. Inoltre, la società ZDF S.r.l. è stata incorporata nella Doom Enter S.r.l. mediante una fusione inversa. Secondo Italia Oggi, gli utili non sono stati distribuiti e Fedez non avrebbe ricevuto “nemmeno un centesimo di quanto guadagnato”.

CASO FERRAGNI

SKYTG24 – L’ANTITRUST AVVIA UN’ISTRUTTORIA SU CHIARA FERRAGNI

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), comunemente nota come Antitrust, ha iniziato un’indagine su Chiara Ferragni per presunta promozione ingannevole riguardante la vendita di uova di Pasqua per beneficenza. Il presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, ha annunciato questa mossa durante il programma televisivo Cinque Minuti su Rai 1. L’accusa è simile al caso del pandoro Balocco, per il quale Ferragni è già indagata per truffa. Nel caso del pandoro, Ferragni aveva promosso una linea chiamata “Pandoro Pink Christmas” come iniziativa benefica per l’ospedale Regina Margherita di Torino nel 2022. Tuttavia, si è scoperto che la vendita di ciascun pandoro non contribuiva direttamente alle donazioni, ma la quota era già stata decisa in precedenza da Balocco. Nel nuovo caso, l’indagine riguarda una linea di uova di Pasqua realizzate da Dolci Preziosi in collaborazione con Ferragni nel 2021 e 2022, con proventi destinati all’associazione benefica “I Bambini delle Fate”. Si sospetta che le vendite delle uova non siano state correlate alle donazioni in beneficenza: Dolci Preziosi ha donato un totale di 36.000 euro, mentre Ferragni ha ricevuto 1.200.000 euro per l’utilizzo dei diritti d’immagine.

Altre notizie:

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LEGGO – CHIARA FERRAGNI HA “PERSO MEZZO MILIONE DI FOLLOWER”

Chiara Ferragni si trova in una fase di crisi sia sui social che nella vita privata. Diverse vicende, tra cui il cosiddetto “Pandoro gate” e la rottura con il marito Fedez, hanno contribuito a un calo significativo della sua presenza e della sua reputazione online. Secondo un’analisi condotta dall’agenzia Arcadia, la situazione è critica, con una perdita di circa mezzo milione di follower su Instagram e TikTok. Secondo l’esperto Domenico Giordano, la strategia del silenzio adottata da Chiara Ferragni potrebbe portare a ulteriori perdite economiche e di reputazione nel lungo termine. Se la Ferragni vuole preservare la sua credibilità e i suoi interessi finanziari, sarà necessario che riprenda attivamente la narrazione della sua vita e del suo lavoro, adattandola alle nuove circostanze. La perdita dei follower, sebbene inizialmente limitata, ha già avuto un impatto negativo sia a livello percettivo che sostanziale. Molti hanno interpretato il defollowing come una punizione per presunte violazioni dei valori morali, mentre la riduzione delle interazioni sui social ha compromesso l’algoritmo e la visibilità dei contenuti della Ferragni. L’analisi dei dati evidenzia un netto calo nella pubblicazione di contenuti sui social, con un conseguente decremento dell’engagement e delle reaction. Il profilo Instagram di Chiara Ferragni è passato da 72 post mensili a soli quattro, mentre l’engagement è sceso dal 5,8% al 0,18%. Anche su TikTok si registra un drastico calo delle reaction e dell’engagement, passando da quasi sei milioni di reaction nel settembre 2023 a soli 88 mila nel gennaio 2024. Questi dati evidenziano un trend preoccupante per il brand e la reputazione della Ferragni nell’ambito della content economy.

OPEN – RICORSO DI FERRAGNI E BALOCCO CONTRO LA MULTA DELL’ANTITRUST

Chiara Ferragni ha presentato ricorso presso il Tar del Lazio contro la multa da un milione di euro inflittale dall’Agcom. L’accusa è di aver partecipato a una presunta pubblicità ingannevole legata a una campagna di beneficenza sui pandori. Ferragni, tramite i suoi legali, ha definito la sanzione “sproporzionata” rispetto alla condotta contestata. La società Balocco ha adottato la stessa strategia, impugnando il provvedimento dell’Antitrust riguardante l’iniziativa Pandoro Pink Christmas. La nota aziendale esprime la determinazione a dimostrare la correttezza delle proprie azioni e si confida nell’annullamento della sanzione. Entrambi i casi pongono in discussione l’operato dell’Antitrust, che dovrà ora affrontare le argomentazioni delle parti coinvolte dinanzi al Tar del Lazio.

SKYTG24 – CASO OREO: CHIARA FERRAGNI INDAGATA PER TRUFFA AGGRAVATA

La Procura di Milano ha aperto un’indagine per truffa aggravata nei confronti di Chiara Ferragni in merito all’iniziativa di beneficenza legata al lancio di un packaging in edizione limitata di Oreo. L’indagine coinvolge anche il suo collaboratore Fabio D’Amato, Alessandra Balocco della Balocco e Franco Cannillo della Dolci Preziosi. Le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti nelle sedi di Mondelez Italia (titolare del brand Oreo), Cerealitalia (Dolci Preziosi) e Trudi (azienda che ha prodotto la mascotte di pezza con le sembianze di Ferragni). Le indagini si estendono ad altre iniziative di beneficenza promosse da Ferragni, in particolare quelle legate al pandoro “Pink Christmas” e alle uova di Pasqua. Cosa è successo: Ferragni ha disegnato un packaging in edizione limitata di Oreo Double, venduto allo stesso prezzo del prodotto standard. Ha realizzato una “capsule collection” di abbigliamento a marchio Oreo by Chiara Ferragni, in parte legata a un concorso e in parte venduta direttamente da lei. Ferragni aveva promesso di devolvere in beneficenza l’intero ricavato delle vendite degli abiti, ma secondo le aziende coinvolte la beneficenza non era prevista dall’accordo commerciale.
Ferragni non è presente alla Milano Fashion Week.

WIRED – TUTTE LE AZIENDE CHE STANNO “SCARICANDO” CHIARA FERRAGNI

Chiara Ferragni, già al centro di diverse inchieste giudiziarie legate ad iniziative di beneficenza, deve ora fare i conti con l’addio di alcuni importanti sponsor. Tutto è iniziato con il caso del Pandoro Balocco. Secondo l’accusa, Ferragni avrebbe promesso di devolvere in beneficenza il ricavato delle vendite del prodotto, salvo poi non farlo. La vicenda ha portato all’apertura di un’indagine per truffa aggravata, che coinvolge anche le uova di Pasqua Dolci Preziosi e le bambole Trudi. Le prime a voltarle le spalle sono state Safilo e Coca-Cola. A dicembre, Safilo ha interrotto la produzione di occhiali a marchio Ferragni per “violazione di impegni contrattuali”. A gennaio, Coca-Cola ha comunicato di aver lavorato con l’influencer nel 2023, ma di non aver in programma di utilizzare i contenuti realizzati. Nei giorni scorsi, si sono aggiunte altre due aziende: Trudi e Mondelez Italia (proprietaria del marchio Oreo). Trudi ha precisato di essere estranea a qualsiasi attività di beneficenza legata alla bambola di Chiara Ferragni, mentre Mondelez ha sottolineato che l’influencer ha donato in beneficenza i proventi della capsule collection Oreo autonomamente e al di fuori dell’accordo commerciale. L’ultima in ordine di tempo è Cartiere Pigna. L’azienda bergamasca ha rescisso il contratto con Ferragni “nel rispetto del proprio codice etico aziendale”, che esclude la collaborazione con soggetti sanzionati per comportamenti non etici. La società di Ferragni, Fenice srl, ha contestato la decisione di Pigna, definendola “illegittima e strumentale”. Fenice si riserva di agire nelle sedi opportune a tutela dei propri interessi. Intanto, il governo ha adottato un pacchetto sulla beneficenza che prevede multe per chi abusa delle donazioni altrui e una stretta per gli influencer. L’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) ha inoltre adottato un nuovo regolamento per i contenuti online e la pubblicità. Chiara Ferragni ha commentato con favore l’approvazione della legge, sostenendo che eviterà di compiere in futuro altri errori. L’influencer ha sempre attribuito a un errore i casi Balocco e Dolci Preziosi.

ANSA – PIGNA INTERROMPE LA COLLABORAZIONE CON CHIARA FERRAGNI

La Cartiere Paolo Pigna Spa ha ufficialmente terminato la sua collaborazione con le aziende legate a Chiara Ferragni. La decisione è stata confermata dai dirigenti aziendali, affermando che si è basata sul rispetto del codice etico aziendale consultabile sul sito pigna.it. Il codice esclude la collaborazione con individui sanzionati dalle autorità per comportamenti non etici, scorretti o in violazione delle leggi. La società, con sede ad Alzano Lombardo (Bergamo), ha confermato così le voci circolate su alcune testate giornalistiche riguardo alla cessazione della collaborazione con l’influencer. La pagina ‘Chiara Ferragni Limited Edition’ sul sito Pigna è stata rimossa, visualizzando un messaggio di “Errore 404”. La collaborazione tra Pigna e le aziende legate a Chiara Ferragni è stata esclusivamente di natura commerciale, coinvolgendo la creazione di linee di prodotti di cancelleria per la scuola e l’ufficio, come specificato dall’azienda.

OPEN – CHIARA FERRAGNI: PROCURA DI MILANO APRE FASCICOLO PER TRUFFA AGGRAVATA

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per truffa aggravata a carico di Chiara Ferragni, accusata di aver ingannato i consumatori con la vendita del pandoro rosa Balocco, della bambola Trudi e delle uova di Pasqua della Dolci Preziosi. Secondo gli inquirenti, le tre operazioni sarebbero collegate da un “medesimo disegno criminoso”, nel quale la Ferragni avrebbe utilizzato la beneficenza per incentivare la vendita dei prodotti. L’indagine è partita da un esposto presentato dal Codacons nel novembre 2022. L’associazione di consumatori aveva denunciato che il pandoro rosa Balocco, pubblicizzato dalla Ferragni come “il 100% del ricavato sarà devoluto in beneficenza”, non era in realtà interamente benefico. Infatti, secondo il Codacons, il 5% del ricavato sarebbe stato trattenuto dalla Balocco per coprire i costi di produzione e di distribuzione. Nel gennaio 2023, la Ferragni ha lanciato una bambola a sua immagine, prodotta in collaborazione con l’azienda friulana Trudi. La bambola era venduta a 99 euro, di cui 50 euro sarebbero stati devoluti in beneficenza. Anche in questo caso, il Codacons ha presentato un esposto, accusando la Ferragni di aver ingannato i consumatori. L’associazione di consumatori ha sostenuto che la bambola non era un prodotto di beneficenza, ma semplicemente un giocattolo costoso. Nel marzo 2023, la Ferragni ha collaborato con l’azienda Giochi Preziosi per la produzione di una linea di uova di Pasqua. Anche in questo caso, la Ferragni ha pubblicizzato l’iniziativa come benefica, sostenendo che il ricavato sarebbe stato devoluto a un’associazione che aiuta i bambini malati di cancro. Tuttavia, il Codacons ha denunciato che la Ferragni non ha mai reso noto l’importo effettivo devoluto in beneficenza. I legali di Chiara Ferragni hanno respinto tutte le accuse, sostenendo che la loro assistita è innocente. “Siamo totalmente certi della assoluta innocenza di Chiara”, hanno dichiarato Marcello Bana e Giuseppe Iannaccone. “Innocenza che emergerà dalle indagini che verranno condotte”. La Procura di Milano ha inviato la documentazione relativa alle tre indagini alla Procura generale della Cassazione, che dovrà decidere a chi spetta procedere. Se la Cassazione dovesse assegnare le indagini alla Procura di Cuneo, significherebbe che il reato sarebbe stato commesso a Fossano, sede della Balocco. In caso contrario, le indagini rimarrebbero a Milano.

LEGGO – DECINE DI RICHIESTE DI RISARCIMENTO DA CHI HA COMPRATO IL PANDORO GRIFFATO CHIARA FERRAGNI

L’associazione dei consumatori Codacons ha ricevuto centinaia di segnalazioni da parte di persone che hanno acquistato il pandoro “Pink Christmas” della Balocco griffato Chiara Ferragni, convinti che parte del prezzo maggiorato da loro pagato fosse destinato in beneficenza all’ospedale Regina Margherita di Torino. Le segnalazioni, che sono già oltre 250, lamentano di essere stati “traditi e truffati” dall’influencer e dall’azienda dolciaria. “Noi abbiamo acquistato il pandoro proprio perché la nostra neonata era stata curata dal Regina Margherita e pertanto abbiamo scelto questo pandoro – scrive una delle vittime – Non abbiamo lo scontrino ma la foto del dolce”. “L’anno scorso – si legge in un’altra email – abbiamo acquistato un pandoro Balocco in collaborazione con Chiara Ferragni. Nonostante le nostre poche risorse economiche e il prezzo non irrisorio del pandoro, ci sembrava comunque una buona iniziativa per aiutare chi è meno fortunato di noi. Adesso ci sentiamo traditi e truffati, perché per noi è stata una spesa che abbiamo fatto con il cuore; per questo motivo, sono qui a richiedere un rimborso”. “Ho acquistato 15 pandori (stupida) come regali di Natale a cugine ed amiche – scrive un’altra consumatrice – Scherzare e far danaro sulla sorte dei meno fortunati è una cosa pessima, credo che dovrebbero rimborsare oltre al costo del pandoro anche i danni morali”. Il Codacons, che ha presentato un esposto alla Procura di Milano, ha calcolato in 1,65 milioni di euro i presunti danni per gli acquirenti del pandoro griffato.

ILMESSAGGERO – CHIARA FERRAGNI E I NUOVI GUAI CON LA BAMBOLA IN COLLABORAZIONE CON TRUDI

Chiara Ferragni è attualmente al centro delle indagini della Guardia di Finanza per il caso del pandoro Balocco ‘Pink Christmas’. Tuttavia, un nuovo sviluppo potrebbe aumentare i problemi legali all’influencer. Nel 2019, Ferragni ha lanciato una Limited Edition della bambola Chiara Ferragni in collaborazione con Trudi, con l’intento di destinare tutti i profitti a Stomp Out Bullying, un’organizzazione no-profit contro il cyberbullismo. La bambola, alta 34 centimetri, è stata messa in vendita al prezzo di 34,99 euro, successivamente ridotto a 24,99 euro. Ferragni aveva annunciato la collaborazione con un messaggio che sottolineava l’impegno contro il cyberbullismo, definendolo un argomento vicino al suo cuore. La bambola ha rapidamente esaurito le scorte, vendendosi completamente in sole 5 ore. Tuttavia, la Tbs Crew, il team di Chiara Ferragni, ha successivamente rilasciato una dichiarazione specificando che i ricavi dalla vendita della bambola sono stati donati all’associazione “Stomp Out Bullying” nel luglio 2019. La precisazione è stata fatta per specificare che l’impegno benefico riguardava solo le vendite dirette sul canale e-commerce di The Blonde Salad, escludendo altri canali gestiti da terzi.

LEGGO – COSA SI SA DELL’INCHIESTA SU CHIARA FERRAGNI

L’inchiesta della Procura di Milano sul caso del pandoro “Pink Christmas” di Balocco, promosso da Chiara Ferragni, entra nel vivo. I pm stanno analizzando le carte del fascicolo e, secondo quanto si apprende, già dalla prossima settimana potrebbero iniziare a essere sentiti i protagonisti dell’accordo di sponsorizzazione e beneficenza. In particolare, i pm sono interessati a capire i termini dell’accordo tra Balocco e Ferragni (con le srl Fenice e Tbs Crew). L’Antitrust ha già sanzionato le due società per pubblicità ingannevole, contestando loro di aver lasciato intendere ai consumatori che, comprando il pandoro, avrebbero contribuito a una donazione all’ospedale Regina Margherita di Torino per acquistare un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da osteosarcoma e sarcoma di Ewing. In realtà, Balocco aveva già donato 50mila euro all’ospedale a maggio 2022, molto prima del Natale. Le aziende di Ferragni, invece, non hanno versato un solo euro in beneficenza, nonostante abbiano guadagnato più di 1 milione di euro con la vendita del pandoro. L’analisi delle email acquisite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza dovrà stabilire la responsabilità del messaggio che ha portato alla contestazione di truffa aggravata. Le parti coinvolte respingono l’accusa, ma i pm stanno indagando per accertare se vi sia stata una vera e propria intenzione di ingannare i consumatori. L’inchiesta sulla truffa resta confinata al pandoro, ma la Procura sta anche esaminando il caso delle uova di Pasqua brandizzate Dolci Preziosi. Anche in questo caso, Ferragni è indagata per pubblicità ingannevole.

CHIARA FERRAGNI: IPOTESI TRUFFA NELL’INCHIESTA SUL PANDORO

Nuova svolta nell’inchiesta sul pandoro griffato Chiara Ferragni, che rischia di costare caro all’influencer. La Guardia di finanza di Milano ha depositato una prima annotazione, a cui seguirà anche una serie di allegati, al procuratore aggiunto Eugenio Fusco. L’ipotesi di reato, ancora da formulare, potrebbe essere non più frode in commercio bensì truffa. Gli elementi raccolti dagli investigatori sembrerebbero avallare questa ipotesi di reato, in particolare le email tra il gruppo dolciario Balocco e l’imprenditrice digitale che presenterebbero degli aspetti che hanno catturato l’attenzione degli inquirenti. Se inizialmente il reato di truffa era stato ‘scartato’, ora gli elementi raccolti sembrerebbero avallare questa ipotesi di reato. Il reato di truffa è regolato dall’articolo 640 del codice penale. «Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032», si legge. Dunque, è probabile che venga ipotizzato il reato di truffa e che si arrivi a breve alle prime iscrizioni nel registro degli indagati. L’inchiesta milanese riguarda anche le uova di Pasqua di Dolci Preziosi e la bambola Trudi, tutte vendute con la griffe Ferragni e con scopi solidali.

LASTAMPA – COCA COLA SOSPENDE LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA CON CHIARA FERRAGNI

Dopo il ritiro di Safilo Group, anche Coca Cola ha deciso di sospendere la campagna pubblicitaria che vedeva protagonista Chiara Ferragni. La bevanda più famosa al mondo aveva scelto l’imprenditrice digitale lo scorso dicembre, per girare uno spot che sarebbe dovuto uscire a fine gennaio, sfruttando l’avvio di Sanremo previsto il prossimo 6 febbraio. La decisione di Coca Cola arriva a seguito dello scandalo Pandoro gate, che ha coinvolto Ferragni a dicembre 2023. L’influencer era stata accusata di aver sponsorizzato una marca di pandoro senza aver consumato effettivamente il prodotto. La vicenda aveva suscitato un’ondata di indignazione sui social, e aveva portato a un calo di popolarità per l’imprenditrice digitale. Ferragni è tornata a pubblicare sui social nelle ultime ore, dopo il silenzio che andava avanti dallo scorso 18 dicembre. Lo ha fatto attraverso alcune storie Instagram pubblicate a distanza di un giorno le une dalle altre. Nelle ultime, è apparsa sorridente insieme alla mamma Marina Di Guardo e alla figlia Vittoria. Non è chiaro se la campagna pubblicitaria di Coca Cola verrà ripresa in futuro. La bevanda più famosa al mondo non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

CORRIERE – CHIARA FERRAGNI E LE INDAGINI SULLA BAMBOLA TRUDI

Chiara Ferragni si trova nuovamente sotto i riflettori dell’indagine. Dopo le inchieste sul pandoro Balocco e sull’uovo di Pasqua Dolci Preziosi, ora gli investigatori puntano la lente d’ingrandimento anche sulla bambola Trudi raffigurante l’influencer. Venduta a partire dal 2019 dopo il matrimonio con Fedez, il ricavato delle vendite sarebbe stato devoluto in beneficenza, specifica “La Verità”. Gli inquirenti stanno esaminando come i proventi della vendita della mascotte raffigurante Chiara Ferragni siano stati distribuiti. I peluche, venduti su The Blonde Salade, avrebbero contribuito a finanziare “Stomp out bullying”, un’organizzazione no-profit contro il cyberbullismo. Tuttavia, l’indagine si concentra sulle modalità di questa donazione. Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco potrebbe iscrivere Ferragni e collaboratori nel registro degli indagati lunedì. Al contempo, si indaga sulle donazioni in altri casi di beneficenza, inclusa la devoluzione del cachet da Ferragni all’Associazione Nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza durante il Festival di Sanremo. La showgirl di Cremona aveva destinato interamente i centomila euro ricevuti per la conduzione a fini benefici.

CODACONS HA PRESENTATO UNA NUOVA DENUNCIA CONTRO CHIARA FERRAGNI

l Codacons ha presentato un nuovo esposto contro Chiara Ferragni, questa volta alla procura della Repubblica di Milano. La denuncia riguarda i disservizi denunciati da alcuni clienti del marchio Chiara Ferragni Collection. In particolare, il Codacons ha raccolto le segnalazioni di diversi consumatori che hanno lamentato di aver ricevuto prodotti difettosi o non conformi agli ordini effettuati. In alcuni casi, i clienti hanno anche denunciato di aver avuto difficoltà a contattare il servizio clienti per ottenere assistenza. Il Codacons ha chiesto alla procura di Milano di avviare un’indagine per verificare le segnalazioni dei consumatori e di accertare eventuali responsabilità. La vicenda ha suscitato notevole scalpore sui social, dove Chiara Ferragni è stata criticata per la sua gestione del marchio. L’imprenditrice ha risposto alle critiche pubblicando un post su Instagram in cui ha annunciato che sta lavorando per migliorare il servizio clienti. La vicenda ha avuto anche un impatto negativo sull’immagine di Chiara Ferragni. L’imprenditrice ha perso oltre 100mila follower su Instagram, mentre il marito Fedez ha perso circa 200mila follower.

SKUOLANET – CHIARA FERRAGNI HA PERSO 100 MILA FOLLOWER

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo per indagare su Chiara Ferragni, accusata di frode in commercio per la pubblicità del pandoro Balocco e delle uova di Pasqua di Dolci Preziosi. L’ipotesi degli inquirenti è che la Ferragni, insieme alle aziende coinvolte, abbia ingannato i consumatori facendoli credere che l’acquisto dei prodotti fosse finalizzato a una donazione benefica, quando in realtà si trattava solo di una strategia di marketing. Nel caso del pandoro, il prezzo del prodotto era stato aumentato notevolmente, lasciando intendere che una parte del ricavato sarebbe stata devoluta all’ospedale Regina Margherita di Torino. In realtà, l’azienda Balocco ha donato solo 100mila euro all’ospedale, una cifra molto inferiore a quella che i consumatori avevano creduto di contribuire. Per quanto riguarda le uova di Pasqua, l’azienda Dolci Preziosi ha versato alla Ferragni un cachet di 1,2 milioni di euro per la sua immagine, ma ha donato solo 36mila euro all’associazione ‘I bambini delle fate’. La Procura ha già acquisito i documenti necessari per avviare le indagini. Nel frattempo, Chiara Ferragni è scomparsa dai social network, dove aveva pubblicato un video di scuse dopo la multa da 1 milione di euro inflitta dall’Antitrust.

ANSA – APERTA UN’INCHIESTA ANCHE SULLE UOVA DI PASQUA PUBBLICIZZATE DALLA FERRAGNI

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulle uova di Pasqua, oltre al Pandoro Pink Christmas promosso da Chiara Ferragni, senza identificare indagati o reati. Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco ha delegato il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della GdF per verifiche relative alle uova pasquali di Dolci Preziosi. L’azienda ha smentito qualsiasi coinvolgimento nella controversia della beneficenza. La campagna benefica legata alle uova pasquali è stata aggiunta al fascicolo di indagine, ampliando l’attenzione del caso. Al momento non ci sono accusati né chiarezza sui presunti reati. La procura ha esteso le indagini per comprendere meglio il coinvolgimento e le dinamiche di questa operazione pubblicitaria.

OPEN – INDAGINE SUL CASO CHIARA FERRAGNI-BALOCCO

La Procura di Milano ha avviato un’indagine riguardo alla sponsorizzazione del pandoro benefico della Balocco, promosso da Chiara Ferragni. Le indagini sono affidate alla Guardia di Finanza, senza attualmente indagati o reati. Le Fiamme Gialle acquisiranno i documenti che hanno portato l’Antitrust a sanzionare Ferragni e Balocco per pratiche commerciali scorrette, verificando possibili irregolarità nell’accordo di sponsorizzazione per il pandoro Pink Christmas. Il fascicolo è stato aperto dopo gli esposti di Codacons e Assourt contro Ferragni e Balocco, accusati di truffa nei confronti dei consumatori, depositando esposti in 104 procure diverse. L’Antitrust ha multato Ferragni e Balocco per aver falsamente collegato l’acquisto del pandoro a una donazione ospedaliera, generando un guadagno di oltre un milione per Ferragni, sebbene la donazione fosse stata effettuata in precedenza. La Guardia di Finanza acquisirà i documenti dell’istruttoria Antitrust entro fine anno.

ANSA – SAFILO HA INTERROTTO LA COLLABORAZIONE CON CHIARA FERRAGNI

L’azienda di occhiali Safilo ha interrotto la partnership con Chiara Ferragni, influencer e imprenditrice. L’accordo pluriennale, annunciato nel 2021, per una linea di occhiali “Chiara Ferragni” è stato interrotto da Safilo a causa di presunte violazioni contrattuali dell’influencer. La nota ufficiale di Safilo non ha collegato direttamente la fine della collaborazione alla recente multa dell’Antitrust verso società di Ferragni per una campagna promozionale ingannevole riguardante una linea di pandori. L’Antitrust ha sanzionato Ferragni e altri per aver presentato in modo fuorviante la campagna, suggerendo una donazione benefica legata alle vendite di pandori, nonostante l’ammontare fosse predeterminato. Ferragni si è scusata pubblicamente e ha promesso una donazione di un milione di euro. Le procure di Cuneo e Milano stanno indagando, ma al momento nessuna ipotesi di reato è stata avanzata né ci sono indagati.

OPEN – CHIARA FERRAGNI E LE UOVA DI PASQUA: “DONATI 36MILA EURO SU 1,2 MILIONI DI INCASSO”

Dopo le polemiche per il pandoro Balocco, Chiara Ferragni è ora accusata di opacità anche per le uova di Pasqua Dolci Preziosi. Nel 2021 e nel 2022, l’influencer ha collaborato con l’azienda per realizzare una linea di uova di Pasqua in edizione limitata. Le confezioni riportavano la scritta “Sosteniamo i bambini delle fate”, un’impresa sociale che crea percorsi di inclusione sociale per minori affetti da autismo. Secondo il Fatto Quotidiano, però, la donazione da 1,2 milioni di euro annunciata da Dolci Preziosi non sarebbe legata alle vendite delle uova, ma sarebbe stata un pagamento diretto a Chiara Ferragni. L’imprenditore Franco Cannillo, che ha acquisito Dolci Preziosi, ha confermato al quotidiano che l’influencer ha ricevuto un cachet di 500mila euro nel 2021 e di 700mila euro nel 2022. La donazione a “I bambini delle fate”, invece, sarebbe stata di 36mila euro nel 2021 e di 48mila euro nel 2022. Il responsabile della comunicazione di “I bambini delle fate”, Antonello, ha confermato al Fatto Quotidiano che l’azienda ha stretto un accordo con Dolci Preziosi per una donazione di 1,2 milioni di euro. Tuttavia, ha precisato che la donazione non era legata alle vendite delle uova e che la scritta “Sosteniamo i bambini delle fate” non significava che ogni uovo venduta avrebbe portato benefici all’impresa sociale.

CORRIERE – CHIARA FERRAGNI CHIEDE SCUSA PER LA VICENDA DEL PANDORO BALOCCO

Chiara Ferragni ha pubblicato su Instagram un video di scuse riguardo alla campagna promozionale dei pandori di Balocco. L’influencer ha ammesso un “errore di comunicazione” dopo la multa di 1,4 milioni di euro inflitta dall’Antitrust. Quest’ultima accusava la campagna di essere fuorviante: si faceva credere che l’acquisto dei pandori contribuisse a donazioni per l’ospedale Regina Margherita di Torino, ma la somma era già prestabilita indipendentemente dalle vendite. La reazione di Ferragni sembra essere una risposta indiretta alle critiche della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, anche se non ne fa menzione. Nella dichiarazione, Ferragni ha annunciato una donazione di 1 milione di euro all’ospedale Regina Margherita per i bambini e ha garantito una separazione totale tra iniziative benefiche e attività commerciali future.

ANSA – CHIARA FERRAGNI IMPUGNERA’ LA DECISIONE DELL’ANTITRUST SULLA MAXI MULTA DA 1 MILIONE DI EURO

Chiara Ferragni risponde dopo la multa dell’Antitrust per la promozione del Pandoro Pink Christmas. Sanzionata per aver comunicato erroneamente la donazione all’ospedale Regina Margherita di Torino, ha dichiarato che l’operazione è stata mal interpretata. La Ferragni si è scusata se la sua comunicazione è stata fraintesa, sottolineando che l’obiettivo principale era evidenziare la donazione di Balocco all’ospedale. Ha espresso il suo dispiacere per il dubbio sulla sua buona fede e ha ribadito l’impegno continuo nella beneficenza, considerandola parte integrante della sua vita. Contestando la sanzione di oltre 1 milione di euro, afferma che la decisione sarà impugnata nelle sedi appropriate. La vicenda, nata per supportare la ricerca sull’osteosarcoma e il sarcoma di Ewing, si è conclusa con una multa di 1 milione per le società legate a Chiara Ferragni e 420 mila euro per Balocco.

ANSA – MULTA DA 1 MILIONI DI EURO A SOCIETA’ LEGATE A CHIARA FERRAGNI

L’Antitrust impone una multa di oltre 1 milione alle società legate a Chiara Ferragni e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta. La decisione segue l’accusa che le aziende avrebbero creato una pubblicità ingannevole. Secondo l’Antitrust, le società hanno suggerito che l’acquisto del pandoro “griffato” Ferragni contribuisse a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino, quando in realtà la donazione di 50 mila euro era già stata fatta solo da Balocco mesi prima. Le società legate a Ferragni avrebbero incassato oltre 1 milione dall’iniziativa. Il pandoro, venduto a 9,90 euro, presentava un prezzo superiore alla media. La promozione faceva intendere che il maggior prezzo contribuisse alla donazione ospedaliera, ma l’Antitrust afferma che la somma destinata all’ospedale fosse già predeterminata indipendentemente dalle vendite dei pandori Ferragni.

GOSSIP SPETTACOLO

TGCOM24 – SEQUESTRATE 72 ARMI DA FUOCO NELLA CASA DI ALAIN DELON

La gendarmeria francese ha sequestrato 72 armi da fuoco e più di 3.000 munizioni nella casa di Alain Delon, l’88enne icona del cinema francese. L’arsenale comprendeva armi da tiro e da collezione, ed è stato rinvenuto anche un poligono di tiro all’interno della proprietà. Delon non aveva alcuna autorizzazione a possedere armi da fuoco, ha sottolineato il procuratore di Montargis Jean-Ce’dric Gaux. La perquisizione è stata effettuata dopo l’apertura di una nuova indagine da parte della Procura, nell’ambito delle tensioni tra Delon e i suoi figli preoccupati per il “fragile” stato di salute dell’attore. Le recenti dichiarazioni di Anouchka Delon, la figlia 33enne di Alain, in cui raccontava di sentirsi “in pericolo” nella proprietà di famiglia e di come i suoi fratelli camminassero “armati” per casa, potrebbero aver spinto il procuratore ad aprire l’indagine. Non è la prima volta che le armi da fuoco di Delon causano problemi. Nel 2011, uno sparo accidentale durante una festa organizzata dal figlio Alain-Fabien Delon ferì gravemente una ragazza.

Altre notizie:

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RAINEWS – DILETTA LEOTTA ANNUNCIA IL MATRIMONIO CON LORIS KARIUS

La conduttrice Diletta Leotta ha annunciato in diretta su Rai1, durante la trasmissione “È quasi mezzogiorno” condotta da Antonella Clerici, che presto sposerà Loris Karius, ex portiere del Newcastle. Questa notizia giunge dopo che Leotta aveva mostrato sui social l’anello di fidanzamento ricevuto da Karius. La coppia ha avuto una figlia, Aria, nata nell’agosto del 2023. Leotta ha descritto il suo amore per Karius come un colpo di fulmine, ricordando la sera in cui lo ha conosciuto, durante la quale ha detto alle sue amiche di aver incontrato l’uomo della sua vita. Riguardo alle nozze con Karius, diventato nel frattempo padre della loro primogenita, Aria, Leotta ha ammesso di essere un po’ in ansia per l’organizzazione del matrimonio. Ha anche rivelato di non aver ancora scelto l’abito da sposa, nonostante le domande di Antonella Clerici durante l’intervista.

ANSA – LA RESPONSABILE DELLE ARMI DEL SET DI “RUST” COLPEVOLE DI OMICIDIO COLPOSO

Un tribunale del New Mexico ha dichiarato Hannah Gutierrez-Reed, la responsabile delle armi sul set del film “Rust”, colpevole di omicidio colposo per la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins avvenuta nel 2021. La giuria ha anche stabilito che Gutierrez-Reed non è colpevole di inquinamento delle prove. La sentenza definitiva verrà emessa prossimamente da un giudice, con Gutierrez-Reed che rischia fino a 18 mesi di carcere. Nel frattempo, il suo avvocato ha annunciato che presenterà un ricorso. La tragedia avvenne quando l’attore Alec Baldwin sparò accidentalmente a Hutchins con una pistola fornita da Gutierrez-Reed sul set di “Rust”. La pistola, che doveva contenere un proiettile finto, invece conteneva un proiettile vero. Gutierrez-Reed è stata accusata di non aver controllato adeguatamente le munizioni e le armi, il che ha contribuito alla morte di Hutchins. Baldwin, dall’altra parte, è stato incriminato per omicidio colposo involontario a gennaio, dopo il ritiro di accuse precedenti. L’attore ha sempre sostenuto di non sapere che l’arma fosse carica e di non aver mai premuto il grilletto. Il processo contro Baldwin è previsto inizierà a luglio. La tragedia sul set di “Rust” ha sollevato interrogativi sulle pratiche di sicurezza sui set cinematografici e ha portato a una maggiore attenzione sulle procedure di gestione delle armi durante le riprese.

GOSSIP MUSICA

WIRED – LE REGOLE SU CHI PU’ RACCOGLIERE IL DIRITTO D’AUTORE IN ITALIA VANNO RISCRITTE

Una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea ha gettato ombra sulle regole italiane per la raccolta del diritto d’autore, definendole una “restrizione alla libera prestazione dei servizi”. La decisione ha implicazioni significative per il mercato italiano della gestione dei diritti d’autore e potrebbe richiedere una revisione completa delle normative nazionali. La questione si concentra sulla distinzione tra le organizzazioni di gestione collettiva (Ogc) e le entità di gestione indipendente (Egi). Fino ad ora, solo le Ogc, che includono enti senza scopo di lucro come Siae, avevano il diritto di raccogliere il diritto d’autore in Italia. Tuttavia, la sentenza della Corte ha stabilito che questa distinzione costituisce una restrizione ingiustificata alla libera concorrenza. Di conseguenza, società private come Soundreef, che opera nel settore della raccolta dei diritti d’autore, ora avranno la possibilità di operare liberamente in Italia. Soundreef, fondata da Davide D’Atri, ha già creato un’associazione chiamata Lea per adeguarsi alle normative nazionali. La società rappresenta migliaia di autori, compositori ed editori, e ha ottenuto l’autorizzazione a raccogliere i diritti per conto di Sesac, una delle più grandi società di gestione al mondo. La sentenza ha anche implicazioni più ampie per il mercato europeo dei diritti d’autore, aprendo la strada alla piena liberalizzazione del settore. Gli avvocati coinvolti nel caso ritengono che la decisione elimini posizioni monopolistiche obsolete e favorisca una maggiore concorrenza e trasparenza nel settore. Tuttavia, la sentenza rappresenta anche una sfida per il governo italiano e il Parlamento, che ora dovranno adeguare la normativa nazionale agli indirizzi della Corte. Questo potrebbe comportare una revisione completa delle leggi italiane sulla gestione dei diritti d’autore, con l’obiettivo di garantire una maggiore equità e trasparenza nel settore. La Commissione cultura del Senato italiano si è già occupata della questione, proponendo misure per garantire un equo compenso agli artisti e aumentare la trasparenza nelle pratiche di raccolta dei diritti d’autore. Tuttavia, la sentenza della Corte potrebbe accelerare questo processo e portare a cambiamenti significativi nel modo in cui i diritti d’autore vengono gestiti e distribuiti in Italia e in Europa.

Altre notizie:

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ILMESSAGGERO – PUFF DADDY DENUNCIATO PER ABUSI SESSUALI SU DONNE E UOMINI

Una recente denuncia ha scosso il mondo dell’intrattenimento, coinvolgendo il famoso rapper e produttore discografico Sean “P. Diddy” Combs, noto anche come Puff Daddy. Le accuse riguardano una serie di gravi reati, tra cui traffico sessuale, violenza sessuale, distribuzione di sostanze stupefacenti e possesso illegale di armi da fuoco. L’indagine federale, condotta dall’Homeland Security Investigations, ha portato alla perquisizione delle proprietà di Combs sia a Los Angeles che a Miami. Questa inchiesta ha svelato un quadro inquietante di comportamenti illegali che coinvolgerebbero anche personalità di spicco come il principe Harry, sebbene quest’ultimo non sia sotto accusa e non faccia parte dell’inchiesta in corso. La denuncia è stata presentata da Rodney “Lil Rod” Jones, un produttore discografico che ha lavorato con Combs su diverse produzioni musicali. Jones sostiene di essere stato vittima di abusi fisici e psicologici perpetrati dal rapper, nonché di essere stato costretto a compiere atti sessuali contro la propria volontà. Secondo la testimonianza di Jones, Combs avrebbe attirato le sue vittime, talvolta drogate, sfruttando le sue connessioni con persone influenti nel mondo dello spettacolo. Questo scenario avrebbe creato un ambiente favorevole per attività illegali durante le feste organizzate dal rapper, che si sarebbero trasformate in vere e proprie trappole a sfondo sessuale. Le accuse contro Combs non sono nuove: già in passato tre donne lo hanno accusato di violenza sessuale. L’ultima accusatrice è stata la sua ex fidanzata, la cantante Cassie, con la quale Combs ha raggiunto un accordo economico per risolvere la questione. Jones sostiene di aver subito molestie sessuali, abusi fisici e coercizione da parte di Combs per un periodo prolungato, durante il quale sarebbe stato costretto anche a partecipare a incontri sessuali con prostitute sotto il controllo del rapper. La denuncia dettaglia inoltre episodi in cui Jones sarebbe stato costretto a subire violenze sessuali da parte di individui associati a Combs, inclusa una cugina della fidanzata del rapper. Gli avvocati di Jones affermano che il produttore è stato soggetto a ripetuti abusi fisici e sessuali nelle residenze di Combs in diverse città, comprese New York, Los Angeles e Miami, oltre che su uno yacht a noleggio nelle Isole Vergini. La denuncia riporta anche minacce e intimidazioni da parte di Combs, che avrebbe vantato un potere immenso nell’industria musicale e nelle forze dell’ordine, costringendo Jones a sottostare alle sue richieste per timore di subire conseguenze gravi.

AGI – “6 CANZONI TRAP SU 10 SONO VIOLENTE CONTRO LE DONNE”

Durante un’audizione davanti alla commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha denunciato che quasi sei canzoni trap su dieci contengono espressioni violente contro le donne. Garlatti ha evidenziato che il genere trap, pur originandosi in contesti marginali, ha un’ampia diffusione e influenza anche su ragazzi che vivono vite lontane da tali ambienti. Nei testi delle canzoni trap si trovano temi quali autocelebrazione, rabbia, delusione, violenza, disparità di genere e droghe. Tuttavia, l’Autorità Garante ha precisato di non considerare queste canzoni come un’istigazione diretta alla violenza, ma ha sottolineato che il loro successo indica un disagio giovanile diffuso. Secondo Garlatti, sarebbe auspicabile che la trap veicolasse un messaggio positivo, ma purtroppo molte delle canzoni del genere trasmettono messaggi negativi che, nonostante ciò, sono ascoltati anche da giovani che non sembrerebbero essere il loro target principale, ma che condividono con i loro coetanei sentimenti di rabbia. L’autorità ha quindi invitato a porre attenzione su questi problemi, evidenziando la necessità di un’analisi approfondita sul ruolo e sull’impatto della trap nella società contemporanea, soprattutto riguardo alla formazione delle nuove generazioni.

LEGGO – STRISCIA LA NOTIZIA: “2 MILIONI DI VOTI NON CONTEGGIATI” A SANREMO

In una puntata recente di Striscia la Notizia, la rubrica “Rai Scoglio 24” ha portato alla luce un presunto scandalo riguardante il televoto durante la finale del Festival di Sanremo 2024. Secondo quanto riportato dal programma, ben due milioni di voti non sarebbero stati conteggiati, sollevando seri dubbi sulla correttezza della classifica finale e mettendo potenzialmente a rischio la vittoria di Angelina Mango. Il servizio, che è andato in onda su Canale 5, ha sottolineato che questi voti non registrati sarebbero stati causati dalla forte affluenza di partecipanti al televoto, superando addirittura il numero delle preferenze valide registrate, che erano state un milione e mezzo. Questo dato ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sull’affidabilità del sistema di conteggio dei voti durante l’evento. Secondo quanto riferito dalla fonte citata da Striscia la Notizia, soltanto un operatore telefonico avrebbe comunicato i voti finora, mentre gli altri operatori sono tenuti a rendere noti i dati del televoto. Questa situazione ha generato confusione e preoccupazione riguardo alla correttezza della classifica finale e ha alimentato speculazioni su eventuali manipolazioni dei risultati.

WIRED – LA PIRATERIA MUSICALE E’ TORNATA A CRESCERE: +13%

La pirateria musicale è tornata a crescere. Secondo un rapporto della società di ricerca Muso, l’anno scorso i siti che consentono il download illegale di canzoni hanno registrato un aumento del 13% delle visite. Il dato è sorprendente se si considera che negli ultimi sette anni la pirateria musicale era in calo, grazie soprattutto alla diffusione dei servizi di streaming come Spotify e Apple Music. Cosa spinge gli utenti a scaricare illegalmente? Secondo Andy Chatterley, amministratore delegato di Muso, le ragioni sono diverse: Costi elevati: In alcuni casi, gli utenti non possono permettersi i servizi di streaming musicale. Connessioni mobili costose: In alcune regioni, i costi delle connessioni mobili sono elevati, quindi gli utenti preferiscono scaricare i brani su Wi-Fi. YouTube: Circa il 40% della pirateria musicale avviene tramite siti che “rubano” l’audio dai video di YouTube e lo convertono in file scaricabili. Jack Malon, portavoce di YouTube, ha dichiarato che la piattaforma investe molto per contrastare la pirateria, bloccando i domini che offrono stream ripping e inviando diffide ai gestori di queste applicazioni. Anche la popstar Taylor Swift, con milioni di dischi venduti, non è immune dalla pirateria. La sua discografia è stata scaricata illegalmente meno di 5 milioni di volte nel 2023, ma il suo album “1989 (Taylor’s Version)” è stato scaricato via torrent più di 275mila volte.

GOSSIP SOCIAL

ANSA – L’AGICOM VARA NUOVE REGOLE PER IL LAVORO DEGLI INFLUENCER

L’Autorità garante delle comunicazioni, AGCOM, ha varato nuove linee guida per regolamentare il lavoro degli influencer in Italia. Questa mossa mira a fornire regole più adatte a questa professione emergente, che spesso ha operato in un contesto normativo non specifico. Sebbene il testo completo delle linee guida debba essere pubblicato, sono stati annunciati i principi fondamentali. Le regole si applicheranno soprattutto agli influencer più seguiti, con almeno 1 milione di follower su tutte le piattaforme, mirando a equipararli ai media tradizionali. L’obiettivo è far rispettare loro il Testo unico sui servizi di media audiovisivi. In caso di violazioni, le multe previste dal Testo arrivano a 250.000 euro. Gli influencer dovranno aderire a norme più rigorose sulla trasparenza della pubblicità, con sanzioni più severe. Altre regole riguarderanno la tutela dei minori, la trasparenza societaria e le risposte ai requisiti di rimozione o adeguamento dei contenuti. In concomitanza con le nuove linee guida, l’AGCOM ha annunciato l’avvio di un “tavolo tecnico” composto da esperti, incaricato di sviluppare un codice di condotta specifico per gli influencer con un seguito significativo. L’AGCOM, un’autorità indipendente, ha il potere di approvare nuove regole e sanzioni. Questo non esclude gli influencer con meno di 1 milione di follower dall’adempimento degli obblighi legali esistenti. Le nuove norme sono state in fase di sviluppo da oltre un anno e non sono collegate all’attuale indagine su Chiara Ferragni, una famosa influencer italiana. Mentre l’Italia si muove verso una maggiore regolamentazione, altri paesi, come la Francia, hanno già approvato leggi che riconoscono formalmente la professione degli influencer e impongono divieti specifici su determinati contenuti promozionali.

GOSSIP CINEMA

SCENARIECONOMICI – SOUND OF FREEDOM, FILM CONTRO IL TRAFFICO DI MINORI, SUPERA “IL PADRINO” AL BOTTEGHINO

Il film “Sound of Freedom”, focalizzato sul contrasto al traffico di minori, sta guadagnando un successo inaspettato al botteghino, sorpassando addirittura il classico “Il Padrino”. Uscito il 4 luglio, il thriller basato sulla vita di Tim Ballard, ex agente speciale della Sicurezza Nazionale interpretato da Jim Caviezel, segue la creazione dell’Operation Underground Railroad (O.U.R.), un’organizzazione contro il traffico di bambini. Nonostante la produzione indipendente e il passaparola come principale mezzo di diffusione, “Sound of Freedom” si è classificato tra i dieci film più visti negli USA, superando persino titoli più mainstream. Con un incasso totale di 184.178.046 dollari nel botteghino nazionale e 66.392.350 dollari a livello internazionale, il film ha raggiunto un impressionante totale globale di 250.570.396 dollari, superando “Il Padrino” secondo i dati di Box Office Mojo. Nonostante il confronto a valori nominali e considerando l’inflazione, “Il Padrino” avrebbe incassato oggi 1,8 miliardi di dollari. Tuttavia, “Sound of Freedom” è notevole per esser diventato il primo film indipendente post-pandemia a superare i 100 milioni di dollari in patria, realizzando questo risultato con un budget relativamente modesto di 14,5 milioni di dollari. Il film affronta il tema delicato del traffico internazionale di bambini, suscitando l’attenzione di un pubblico appassionato e fedele. Distribuito da Angel Studios, il film ha superato sfide e pregiudizi, proponendosi come un successo inaspettato e controcorrente. In Italia, sarà disponibile su Amazon Prime a partire dal 19-20 febbraio, offrendo una prospettiva unica sul tema, spesso evitato da produzioni cinematografiche più grandi.

Altre notizie:

APRI/CHIUDI
WIRED – WARNER BROS E PARAMOUNT DISCUTONO DI FUSIONE

Il CEO di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, e il CEO di Paramount Global, Bob Bakish, avrebbero discusso una potenziale fusione dei due giganti dell’intrattenimento durante un incontro il 19 dicembre. Si è ipotizzato che Zaslav abbia anche dialogato con Shari Redstone, presidente di National Amusements Inc., azionista di controllo di Paramount. L’obiettivo è unire gli asset dei due gruppi, creando un colosso globale nell’ambito di cinema, televisione, streaming, parchi divertimento e merchandising. Warner Bros. Discovery, nato dalla fusione di Warner Media e Discovery Inc., possiede marchi come HBO, CNN, DC Comics, Cartoon Network e HBO Max. Paramount Global, formato da ViacomCBS, include CBS, Paramount Pictures, MTV, Showtime, Bet, Nickelodeon, Comedy Central, Paramount+ e Pluto TV. La fusione potenzialmente rafforzerebbe l’offerta streaming combinando i contenuti di HBO Max e Paramount+, creando una library competitiva con Netflix e Disney, includendo franchise come Harry Potter, Il Signore degli Anelli, Dc Universe (Warner) e Top Gun, Mission: Impossible, Transformers, Star Trek (Paramount). Mentre offerte per acquisizioni di quote e canali da parte di altre società si delineano, il settore dell’intrattenimento si prepara a possibili cambiamenti in un mercato altamente competitivo.

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