È morto Paolo Rossi, campione del mondo nel 1982

È morto a 64 anni Paolo Rossi. Campione del mondo nel 1982 e terzo Pallone d’Oro nella storia del calcio italiano


È morto Paolo Rossi. Uno dei calciatori italiani più famosi di sempre, campione del mondo (ai Mondiali in Spagna del 1982 vinti con la Nazionale allenata da Enzo Bearzo), e terzo Pallone d’Oro nella storia del calcio italiano (dopo Gianni Rivera e Omar Sivori).

E’ morto nella notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 dicembre a causa di un infarto. Aveva un tumore ai polmoni. La notizia della morte è stata data dalla moglie, la giornalista Federica Cappelletti.

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Chi era Paolo Rossi

Paolo Rossi è nato il 23 settembre del 1956 a Prato (Toscana).

Nel 1972 inizia a giocare a calcio nella squadra di una piccola frazione di Prato. Poi, dopo essersi fatto notare a livello locale, viene comprato dalla Juventus. Resta nelle giovanili della Juventus per 2 anni, poi va in prestito al Como. Nella stagione seguente viene comprato in compartecipazione dal Lanerossi Vicenza. Nelle 4 stagioni successive si affermò come uno degli attaccanti italiani più forti della sua generazione.

Giovanni Battista Fabbri, l’allenatore del Lanerossi, gli cambia ruolo (da ala a attaccante) e segna tantissimo: nel suo secondo anno, il Lanerossi arriva secondo in campionato.

Dopo i 4 anni passati a Vicenza, si trasferisce al Perugia. Il presidente, Franco D’Attoma, per attutire i 500 milioni a stagione pagati al Lanerossi per il suo prestito biennale, introduce per la prima volta lo sponsor su una maglia di una squadra di calcio italiana (concesse al pastificio locale “Ponte” un rettangolo di una decina di centimetri di larghezza all’altezza del petto, per cui si fece pagare circa 400 milioni di lire). Rossi resta a Perugia per una sola stagione e segna 13 gol tra campionato e coppe.

Nel 1980 la carriera di Paolo Rossi si interrompe per 2 anni a causa dello scandalo del “Totonero” (venne accusato di aver concordato il pareggio di Avellino-Perugia nella stagione 1979/1980). Nonostante la squalifica, la Juventus lo acquista lo stesso e Rossi si allena con la squadra per 2 anni, senza giocare. Il 15 maggio 1981 prende un altro mese di squalifica per aver definito il processo sportivo che l’aveva giudicato “una buffonata“.

Nella sua prima partita dopo la squalifica, Rossi segna contro l’Udinese.

Il commissario tecnico Enzo Bearzot decide di convocarlo per i Mondiali del 1982, escludendo giocatori più in forma come Pruzzo della Roma. (Bearzot si attirò molte critiche, che aumentarono quando Rossi giocò male le prime 3 partite. Nella seconda fase del torneo le prestazioni di Rossi cambiarono). Rossi segna una tripletta nell’ultima partita della seconda fase a gruppi contro il Brasile di Zico, Falcao e Socrates (Dopo la partita contro il Brasile divenne noto come Pablito). Segna, poi, 2 gol nella semifinale contro la Polonia e un gol nella finale contro la Germania Ovest. Termina il Mondiale da capocannoniere con 6 reti.

Rossi continua a segnare e a vincere anche con la Juventus e nel 1983 gli viene assegnato il Pallone d’Oro. In bianconero ha vinto 2 campionati, 1 Coppa Italia, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe. Si ritira dal calcio nel 1987, dopo 2 brevi esperienze nel Milan e nel Verona.

Ha anche scritto 2 libri: l’autobiografia dal titolo “Ho fatto piangere il Brasile” e “1982. Il mio mitico mondiale“.

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