Le navi italiane non potranno circolare nei mari interessati dalla guerra Russia-Ucraina

Lo ha deciso il Cism in una riunione con il Comando generale delle Capitanerie di porto, portando il livello di allerta massimo

Le navi italiane non potranno circolare nei mari interessati dalla guerra Russia-Ucraina
Le navi italiane non potranno circolare nei mari interessati dalla guerra Russia-Ucraina. Lo ha deciso (con effetto immediato) il Comitato interministeriale per la sicurezza dei trasporti marittimi (Cism) in una riunione con il Comando generale delle Capitanerie di porto, portando il livello di allerta a 3 (il massimo). L’Italia, però, non è la sola ad aver preso questa precauzione. Infatti, lo hanno deciso anche Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

La decisione è complementare alla “Risoluzione del Parlamento Ue” che nel condannare l’invasione russa in Ucraina ha disposto le sanzioni contro il sistema economico russo. Tra queste, al punto 17, si parla della chiusura alle navi russe dei porti europei, ma si chiede anche agli Stati membri di “rifiutare l’accesso a tutti i porti dell’Ue alle navi il cui ultimo o successivo porto di scalo si trovi nella Federazione russa, tranne in caso di motivi umanitari giustificati“.

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Cosa succederà in Italia con i rifornimenti di grano, mais e petrolio?

Si temono effetti sui sistemi economici che hanno forti interscambi commerciali con la Russia. Infatti, ci potrebbero essere conseguenze per l’export, ma anche per il consumo interno.

Le scorte dei mugnai e molini italiani sono attorno a un mese. Si rischia, quindi, di arrivare a Pasqua con gli scaffali dei supermercati vuoti oppure con rincari mai visti di pasta e pane.

Vincenzo Divella, amministratore delegato dell’omonimo pastificio, ha detto: “Ucraina e Russia sono sempre state il serbatoio alimentare e di grano dell’Europa. Se non si va lì, bisogna andare in Canada, negli Stati Uniti o in Australia, molto più lontano. Avremo senz’altro dei problemi“.

Coldiretti Puglia ha aggiunto: “Al porto di Bari non arrivano più navi di grano tenero per fare pane e dolci e il mais per l’alimentazione degli animali“.

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