ANSA – Ipsos: il 75% degli italiani è contrario al nucleare

Secondo un sondaggio Ipsos commissionato da diverse organizzazioni ambientaliste e presentato a Roma, il 75% degli italiani si oppone al nucleare come soluzione energetica per il futuro. Gli intervistati ritengono che il nucleare sia troppo pericoloso e poco conveniente rispetto alle fonti energetiche fossili. Solo il 25% degli italiani è favorevole a un ritorno al nucleare.

La maggioranza degli italiani ritiene che l’Italia debba concentrarsi maggiormente sulle energie rinnovabili, sull’economia circolare e sulla lotta alla crisi climatica. Questi settori sono visti come fondamentali per creare nuovi posti di lavoro nel settore verde: più della metà degli italiani crede che in futuro aumenteranno le opportunità di lavoro legate a fonti pulite ed economia circolare.

I risultati del sondaggio indicano due principali aree di azione per il governo: il 54% degli intervistati ritiene che dovrebbero essere incentivati la produzione e l’uso delle energie rinnovabili, insieme allo sviluppo dell’economia circolare. Il 38% pensa invece che le amministrazioni dovrebbero semplificare il processo di autorizzazione per gli impianti di energie rinnovabili.

Riguardo alla crisi climatica, la maggior parte degli intervistati è consapevole delle sue implicazioni economiche, ambientali e sanitarie. Il 61% ritiene che l’aumento dei disastri naturali sia legato alla crisi climatica. Il 45% crede che i cambiamenti climatici influenzino il costo della vita, mentre il 44% pensa che determinino un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Un altro 29% associa i cambiamenti climatici a un aumento delle malattie croniche, allergie e intolleranze.

Per quanto riguarda l’impegno nel contrastare la crisi climatica, la maggioranza degli intervistati ritiene che la responsabilità primaria spetti ai governi nazionali (72%), seguiti da aziende e consorzi (42%) e amministrazioni locali (39%). I cittadini e i consumatori sono visti come attori importanti, con il 35% degli intervistati che ritiene debbano giocare un ruolo significativo, seguiti dai media con il 20%.