È stato ucciso l’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo

In un attentato nella Repubblica Democratica del Congo sono rimasti uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e un carabiniere

È stato ucciso l’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo
È stato ucciso l’ambasciatore italiano del Congo. Luca Attanasio, un carabiniere della sua scorta e un’autista sono morti in un attacco contro un convoglio dell’ONU nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Attanasio è stato ucciso in un attacco compiuto vicino Goma. Al momento dell’attacco, l’ambasciatore italiano si trovava all’interno di un’auto parte di un convoglio di MONUSCO (la missione dell’ONU nella Repubblica Democratica del Congo).

L’attacco sarebbe avvenuto alle 10.15 ora locale (allo stesso fuso orario italiano) a Kanyamahoro, pochi chilometri a nord di Goma.

I reportage dall'Italia e dal Mondo

L’ipotesi è che gli assalitori avessero come obiettivo quello di sequestrare il personale dell’ONU. Nella Repubblica Democratica del Congo sono attive diverse milizie armate che in passato hanno preso di mira gli eserciti regolari e i civili.

La ricostruzione dell’intelligence

Sarebbero 6 i componenti del commando che ha attaccato il convoglio del quale faceva parte l’ambasciatore italiano. Avrebbero prima ucciso l’autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell’agguato. A poche centinaia di metri sembra si trovasse una pattuglia dell’Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un’unità dell’esercito congolese, giunti in soccorso dei rapiti. Quando sono intervenuti i rangers, gli aggressori avrebbero sparato al carabiniere di scorta all’ambasciatore, Vittorio Iacovacci, e al diplomatico.

L’identità degli assalitori non è ancora nota, ma al momento viene privilegiata la pista delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr-Foca), principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. Il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, ha riferito che le indagini sono in corso. E’ stato interrogato uno dei sopravvissuti, il quale ha confermato che gli aggressori si sono parlati in kinyarwanda e hanno parlato con gli ostaggi in swahili.

I corpi di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci sono stati riportati in Italia

Martedì 23 febbraio – Intorno alla mezzanotte, all’aeroporto militare di Ciampino (Roma) è atterrato l’aereo di Stato che trasportava le salme dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci.

I funerali di Stato diAttanasio e Iacovacci

Giovedì 25 febbraio – Si sono tenuti presso la Basilica di Santa Maria degli angeli e dei Martiri a Roma i funerali di Stato per Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, rispettivamente l’ambasciatore italiano e il carabiniere della sua scorta uccisi in Congo nell’assalto di un gruppo di rapitori armati. L’omelia del cardinale Angelo De Donatis: “Luca e Vittorio sono stati strappati da questo mondo da artigli di una violenza stupida e feroce. […] Anche il nostro Pontefice si stringe accanto a tre famiglie il cui dolore è il dolore di due paesi“.

Chi era Luca Attanasio

Luca Attanasio è nato Saronno, in provincia di Varese. Aveva 43 anni, era sposato con Zakia Seddiki, aveva 3 figli, ed era un diplomatico di carriera.

Nel 2001 si laurea con lode all’Università Commerciale Luigi Bocconi. Dopo un breve percorso professionale nella consulenza aziendale ed un Master in Politica Internazionale, nel 2003 intraprende la carriera diplomatica.

Alla Farnesina viene assegnato alla direzione per gli Affari Economici, Ufficio sostegno alle imprese, poi alla segreteria della direzione generale per l’Africa. Nel 2004 è vice capo segreteria del sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale.

Dal 2006 al 2010, all’estero, è capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata d’Italia a Berna. Poi, dal 2010 al 2013 è console generale reggente a Casablanca.

Nel 2013 rientra alla Farnesina dove riceve l’incarico di Capo Segreteria della direzione generale per la mondializzazione e gli affari globali.

Nel 2015 torna in Africa in qualità di primo consigliere presso l’ambasciata d’Italia in Abuja, Nigeria.

Dal 5 settembre 2017 è capo missione a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo. Dal 31 ottobre 2019 viene confermato in sede in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato in RDC.

A ottobre 2020 riceve a Camerota (Salerno) il Premio Nassiriya per la Paceper il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli” e “per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà“.

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