Attentato terroristico a Vienna: 4 morti e 17 feriti

C’è stato un attacco terroristico vicino alla sinagoga Stadttempel e in altri punti di Vienna (Austria): 4 morti e 17 feriti

Attentato terroristico a Vienna
Attentato terrorisco a Vienna. Verso le 20.00 di lunedì 2 novembre, c’è stato un attacco vicino alla sinagoga Stadttempel a Vienna (Austria). La sinagoga si trova nel quartiere Innere Stadt (il centro storico di Vienna). Il quartiere si trova a circa 1 km dal Parlamento austriaco. I primi colpi di arma da fuoco sono stati sparati vicino alla sinagoga, ma la polizia ha parlato di “sei scene del crimine” nelle aree centrali della città.

Il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer, nel corso di una conferenza stampa, ha detto che sono stati uccisi 3 civili, e 15 persone (tra cui un poliziotto) sono state ferite. L’aggressore è stato a sua volta ucciso dalla polizia. L’aggressore (definito un simpatizzante dello Stato Islamico) indossava una cintura esplosiva, rivelatasi finta.

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Il bilancio delle vittime è, poi, salito a 4 persone morte (2 uomini e 2 donne) e di 17 ferite (6 in gravi condizioni). Sarebbero stati arrestati alcuni membri del commando. Ci sarebbe un attentatore in fuga “pesantemente armato” e le forze dell’ordine lo stanno cercando.

Le operazioni delle polizia austriaca sono in corso. La polizia ha invitato i residenti del centro a trovare riparo, a non uscire di casa e a non diffondere foto o video dell’attacco in corso che avrebbe potuto mettere in pericolo agenti o passanti. Anche la comunità ebraica ha invitato gli ebrei a non lasciare le proprie abitazioni.

I media

Il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, alla tv Orf ha detto: “Gli attentatori, partendo dalla Seitenstettengasse, hanno iniziato a sparare a caso nei locali vicini“. Da lì si sono spostati in altre zone del centro, lasciando una scia di sangue.

Secondo il direttore del settimanale Falter, Florian Klenk, citando fonti del ministero dell’Interno, si tratterebbe di un “attacco terroristico” e ci sarebbero “morti e diversi feriti“.

Il giornale Kronen Zeitung ha parlato di un agente in gravi condizioni dopo essere stato colpito e di una persona arrestata.

Secondo il Kurier, ci sarebbero morti e diversi i feriti. Più sparatorie sarebbero avvenute in diverse zone nei pressi della sinagoga.

Il quotidiano locale Die Presse parla di 3 assalitori, spiegando che uno di loro sarebbe morto dopo essersi fatto saltare in aria con una cintura esplosiva. Gli altri 2 sarebbero in fuga.

Il quotidiano tedesco Bild ha detto che il principale attentatore di Vienna avrebbe annunciato su Instagram il suo gesto, postando alcune foto. Gli inquirenti ritengono “probabile” che i post di un jihadista sul social network siano proprio dell’attentatore rimasto ucciso nell’agguato.

Alcuni media hanno parlato di una presa di ostaggi in un ristorante giapponese, ma questa informazione al momento non è stata confermata.

La comunità ebraica

Oskar Deutsch, presidente della comunità ebraica di Vienna, ha detto che non vi sono vittime tra i rappresentanti della sua comunità. Su Twitter ha scritto: “Al momento non si può dire se il tempio della città fosse uno degli obiettivi. Quello che è certo, però, è che sia la sinagoga che l’edificio per uffici allo stesso indirizzo non erano più in funzione e chiusi al momento dei primi spari. In ogni caso c’è stata una sparatoria nelle immediate vicinanze del tempio cittadino. A tutti i fedeli è stato chiesto di non uscire in strada e rimanere al sicuro fino a quando le autorità non avranno chiarito i fatti.“.

Schlomo Hofmeister, rabbino capo di Vienna, ha raccontato ad Associated Press di avere visto una persona sparare molti colpi di arma da fuoco contro le persone che erano sedute fuori dai bar sotto la sua finestra: “Sono stati sparati almeno 100 proiettili appena fuori dal nostro edificio“.

Chi è l’attentatore

Kujtim Fejzulai aveva 20 anni, era originario della Macedonia del nord e oltre alla cittadinanza austriaca aveva anche quella della Macedonia del nord. Aveva precedenti penali per associazione di stampo terroristico. Il 25 aprile del 2019 era stato condannato a 22 mesi di carcere per aver cercato di andare in Siria e unirsi allo Stato Islamico. Era stato liberato (in anticipo) il 5 dicembre, In quanto giovane adulto, rientrava in un regime privilegiato previsto dalla legge a tutela dei giovani.

L’ISIS ha rivendicato l’attentato

Nella rivendicazione dell’ISIS, si fa riferimento a un “soldato del Califfato” armato di coltelli e armi da fuoco, identificato con il nome di battaglia Abu Dujana al Albani.

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