Cos’è il pozzo di San Patrizio?

Secondo la leggenda, San Patrizio, patrono dell’Irlanda, si ritirava a pregare in un pozzo molto profondo

Cos'è il pozzo di San Patrizio?
Cos’è il pozzo di San Patrizio. Secondo la leggenda di San Patrizio, il santo patrono d’Irlanda si ritirava a pregare in un pozzo molto profondo. Tutti coloro i quali fossero riusciti a raggiungerlo avrebbero guadagnato l’accesso al purgatorio o addirittura la remissione dei peccati e l’accesso in Paradiso.

Da questa leggenda è nata l’espressione “è un pozzo di San Patrizio“. Questo modo di dire viene utilizzato per indicare “qualcuno che consuma senza logica e ritegno molte risorse (sicuramente più di quelle necessarie) per svolgere una particolare attività senza, però, raggiungere mai l’obiettivo“.

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La leggenda del Pozzo di San Patrizio

In tutta l’Irlanda ci sono centinaia di pozzi dedicati ai santi, ma è quello dedicato a San Patrizio che è entrato da secoli a far parte dell’immaginario comune.

I pozzi, da sempre importanti perché fonte di acqua pulita, in seno alle religioni antiche furono spesso collegati alle divinità femminili. Poi, con l’avvento del Cristianesimo molti pozzi furono cristianizzati e chiamati con nomi di santi. Il più famoso è il cosiddetto Pozzo di San Patrizio.

Secondo una leggenda medioevale, il “pozzo di san Patrizio” era una caverna molto profonda che si trovava su un isolotto del Lough Derg (nell’Irlanda nord-occidentale). San Patrizio era solito ritirarsi lì in preghiera. Si narra che Cristo gli aveva indicato la caverna per far vincere l’incredulità dei fedeli poco convinti a proposito delle pene dell’aldilà: infatti, chi fosse riuscito a raggiungerne il fondo, superando una serie infinita di prove, avrebbe ottenuto la remissione dei peccati e l’accesso in Paradiso.

L’isola del Lough Derg è meta di moltissimi pellegrini ancora oggi, ma la grotta fu chiusa nel 1457 per ordine di Papa Alessandro VI. La grotta, poi, venne successivamente riaperta qualche anno dopo e chiusa nel 1632 per conto del Governo Irlandese. Infine, fu aperta per la terza volta sotto il regno di Giacomo II e chiusa per l’ultima volta nel 1780.

Il pozzo di San Patrizio ad Orvieto

Ad Orvieto (in provincia di Terni) esiste un pozzo con lo stesso nome, fatto costruire dal Papa nel 1500 per rifornire la città di acqua in caso di assedio.

Nel 1527, Papa Clemente VII, reduce dal Sacco di Roma (occupazione da parte dei Lanzichenecchi, soldati mercenari tedeschi) ordinò la costruzione di questo pozzo per tutelarsi. La sua funzione oltre a quella di perfetto nascondiglio era anche quella di garantire acqua durante le calamità o i periodi di assedio.

Originariamente si chiamava “Pozzo della Rocca” (perché in prossimità della rocca Albornoz). Poi, nella seconda metà del ‘700, prese il nome di San Patrizio perché probabilmente usato come “Purgatorio di San Patrizio” (in analogia alla cavità sotterranea in cui il noto santo irlandese si ritirava a pregare).

L’opera fu commissionata nel 1527 da papa Clemente VII a Antonio da Sangallo il giovane. Fu ultimata nel 1537 sotto Paolo III Farnese.

Si tratta di un’opera di grande ingegneria, preceduta da studi a carattere idrogeologico, che indussero sia all’individuazione del sito più adatto per arrivare alla falda argillosa delle sorgenti, sia a rivestire di mattoni, per una migliore tenuta, una parte delle pareti.

Un’enorme opera architettonica di 54 metri di profondità per 13 di diametro. La parte esterna del pozzo si presenta come una larga e bassa costruzione cilindrica decorata dai gigli farnesiani di Paolo III, con 2 aperture diametralmente opposte per chi scende e chi sale. Particolarmente suggestivi sono i 72 finestroni che lasciano filtrare e giocare con le tonalità della pietra la luce.

Infine, singolare fu la trovata architettonica della doppia rampa elicoidale (che permetteva alle bestie da soma utilizzate per il trasporto dell’acqua di non ostacolarsi nel doppio senso di marcia lungo i 248 gradini).

Curiosità

In Italia, in onore a San Patrizio, vi è anche un santuario a Colzate, presso la località Grumi, (in provincia di Bergamo).

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